martedì 31 dicembre 2019

Bilanci, in poche parole

Vorrei dare una definizione a ogni mese di quest'anno, piuttosto che farne il consuntivo passo passo.
Gennaio: la grande paura
Febbraio: relax
Marzo: rinascita
Aprile: scoperte
Maggio: la follia
Giugno: tutto l'amore che ho
Luglio: disperazione 
Agosto: 1 mese, 6 mesi
Settembre: rifiato 
Ottobre: apro gli occhi
Novembre: attesa e noia
Dicembre: consapevolezza

Spero sia un percorso, e non un capitolo isolato, questo 2019 davvero pieno.
Pieno di emozioni, tanto da finirmi in alcuni momenti, tante da svuotarmi.
È stato un anno divertente nella sua incredibile peculiarità, da annoverare nei miei annali.

Ho voglia di un anno come questo, meno altalenante e più diversificato.
Più io e meno gli altri, ora che sono a buon punto.

venerdì 27 dicembre 2019

Pensieri parole opere omissioni

Riguardo una mia foto di luglio.
La faccia stanca, gli occhi abbottati, la poca voglia di essere lì dove ero.
Ho pianto tutti i giorni, per mesi, per lui.

Non voglio più piangere per nessun altro che non meriti davvero la mia attenzione, la mia cura, la mia "devozione".
Alessandro mi promette e poi non mantiene, Roberto....è quello che è, un ragazzo solo che cerca compagnia e condivisione, ma con un muro di indifferenza addosso.
Oggi parto con lui per 2 giorni.
So che devo partire come se fosse un amico, e forse in parte lo sta diventando.
Iceman, lo chiamo.

Alessandro è ancora il mio obiettivo nonostante tutto, vedendolo il 24 mi sono resa conto di quanto mi piaccia ancora, nonostante Roberto.
Ecco, vorrei la continuità di Roberto nel carattere di Alessandro.

Ognuno dei 2 ha una cosa che manca.
E io voglio quello che manca a entrambi, incredibile.
Proprio vero che non ci si rende mai conto di quello che si ha e si cerca sempre quello che non c'è.
Vorrei dirmi di accontentarmi, di godere del presente e non avere l'ansia predittiva.
Sono fatta così, in perenne agitazione del modo con cui finiranno le cose, perché anche queste finiranno.

La verità è che non ho voglia di partire con Roberto per far finta di essere una coppia nella mia testa, e vedere nella sua invece la totale mancanza di attenzione a quello.
Lo faccio, coscientemente e di convenienza, per farci sesso.
Potevo farlo a Roma, l'opzione vacanza forse fa bene a entrambi.
Visto che il sesso con lui sta diventando meccanico.
Non noioso ma manco così partecipativo.
Non parla, non dice niente nel mentre, io invece ho bisogno di essere "invocata" in qualche modo, di capire che mi vuole, che non sono una bambola con cui sta solo passando il tempo per non cadere nella sua solitudine.
E in effetti la lettura è questa, è più semplice di quanto nella mia testa vorrei credere.
Il problema è che vorrei sentirmi non una delle tante.
E quella sensazione, per ora, me l'ha regalata solo colui per cui ho pianto tutti i giorni, per mesi.

Probabilmente è anche per quello che piangevo, stesse lacrimucce spese per l'indifferenza di Alessandro qualche settimana fa.
Hanno tutte la stessa matrice

Da una parte per fortuna che Roberto non mi dica niente, sono esente dallo starci male e andarci sotto.
Ora voglio solo che il sesso con lui funzioni bene.
Certo, mi piacerebbe essere più considerata, ma forse lui la considerazione la manifesta così, con le sue bevute e le sue proposte e le sue chiacchiere.
Boh.

Vorrei evitare di impormi il modo in cui comportarmi con lui in questo weekend, ma devo difendermi in qualche maniera.
Devo difendere il mio essere donna. 
Devo rimarcare che chi ha più esperienza sono io, che non pendo dalle sue labbra.
Che come io sono passeggera, lo è anche lui.
Solo che io, per educazione e gentilezza, non lo faccio vedere.

La gentilezza gente.
Non c'è quasi più chi la coltiva.



martedì 24 dicembre 2019

Stai calma

Devi stare calma.
Non c'è nessuna promessa e quindi non DEVE esserci nessuna aspettativa.
Nessuno vuole prenderti in giro e tantomeno approfittarsi della tua bontà.
Cerca di credere alla buona fede delle persone.
Chi tace, spesso ha vergogna, o torto, o semplicemente è senza parole.
Ciò non significa che tu sia scomparsa per forza dai suoi pensieri, ma può significare che quel minimo di impegno preso potrebbe come dire...mutare.

Ma questo non significa che hai fatto qualcosa di sbagliato. Non darti colpe solo perché non riesci a giustificare un brutto comportamento dell'altro.

Stai calma, non succede niente.
Va tutto bene, andrà tutto bene.
No controllo, no aspettativa, no ansia.
Tranquilla, tutto si risolve.

Forse.

lunedì 16 dicembre 2019

Come faccio sbaglio

Troppo sincera, troppo smorfiosa, troppo aggressiva, troppo provocante, troppo diretta.

Tutto troppo, tutto che fa girare le balle ai miei interlocutori del sesso.
Anche stavolta.
Eppure io mi ritengo più spanne avanti a lui, credo di essere più sveglia, più in gamba, più grande, più equilibrata di lui.
Eppure, mi ha messo i piedi in testa.
Sparito nel nulla, sparito come una meteora.

Non so bene quale sia il suo ragionamento e muoio dalla voglia di chiederglielo. Ma non posso, non me la sento, non voglio altro silenzio.

Mi fa male vedere che i miei comportamenti "bizzarri" a volte possano urtare personalità che ritengo senza emozioni.
Bizzarri, poi.
Ho solo cercato di mettere paletti, li ho messi ad alta voce per ricordarmelo meglio anch'io, per mettere il post it che più di così non posso inoltrarmi adesso.
Ora ho una orrenda sensazione anche verso Daniele, viste le ultime informazioni e deduzioni.
Che schifo, e come ci sarei rimasta male.
Meglio che sia finita prima.
Solo che adesso lui non è più un parametro, non è più il sogno da replicare.
È stato schifo, è stato illusione, manipolazione.

La verità è che io sarò pure una superficiale che vuole che l'occhio abbia la sua parte, ma buona parte di mondo maschile che sto frequentando mi parla la stessa lingua.
Soffro il fatto che se fossi più bella, probabilmente un paio di questi avrebbero avuto più problemi a lasciarmi andare.

Soffro confronti che non dovrei pormi, mi pongo obiettivi di lunga inferiori a quelli a cui potrei ambire, ambisco a soluzioni facili e invece ho davanti caratteri più forti.
Sono sempre io il lato debole.

Non ci sono cazzi.
Dovrei solo evitarli come la peste, come ho fatto per tanto tempo trincerata dietro a Massimo.
Ma poi, la scoperta del pisello così come mi piace fa da booster.

Ho avuto il mio primo orgasmo grosso con Roberto.
Cazzo.

Ps: nel frattempo, mentre scrivo, mi manda un bacio in chat Alessandro, e si fa sentire anche il tinderaggio. Pesca grossa oggi.
Peccato che io pensi solo a quello che ieri se ne è andato.

domenica 15 dicembre 2019

Domenica mattina

La mattina ha l'amaro in bocca.

Cerco di manipolare un toy boy di 30 anni.
Mi viene male e l'unica che resta manipolata sono io.

Non ho ancora capito il funzionamento di certe dinamiche, proprio non mi entra in testa.
Mi chiedo due cose: perché alla fin fine di quando faccio sesso con uno poi ci rimango sotto io; perché nessuno di quelli con cui faccio sesso ci rimane sotto.
Hanno tutti studiato alla scuola di trombamicizia?
Conoscono già perfettamente i propri meccanismi interni tali per cui non hanno varianti, seguono il copione standard, sanno a priori come va a finire?
Io non penso che siano tutti cosi svegli.

Cioe, bene il conosci te stesso, però il sesso è anche sorpresa.
Magari è serendipity, dico per dire.
Sarà che per me è spesso così.
Ma io non sono un parametro oggettivo.

Mi chiedo se la psicoterapia in certi casi non peggiori le percezioni.
Se tutti questi con cui nella mia vita ho fatto sesso l'hanno sempre vissuta sereni con me, sono andati in psicoterapia? Affatto.
Semplicemente, conoscono o credono di conoscere sé stessi e tanto gli basta, hanno a disposizione il kit di risposte a ogni esigenza post sesso.

Mi chiedo, e sono 4, se si sono mai davvero guardati e sentiti dentro, quel pelino di più per vedere che sotto sotto Elena vale la pena.
Pare che nessuno la pensi così.

Che tristezza.
Ha ragione Chiarona, la mia amica.
Dice che il sesso va preso per quello che è, che sennò diventa uno squallore.
Che se per caso ti coinvolgi un attimo di più, trovi dall'altra parte dei muri incredibili.
Come lui stamattina.
Quello sguardo, quel saluto freddo li detesto, mi portano indietro nel tempo.
Cristo, abbiamo dormito insieme, sei ospite a casa mia e ti sto facendo da geisha.
Anaffettivo del cazzo.

Lo so, ieri sera sono stata spigolosa come solo io riesco ad essere quando sento di dovermi difendere.
Ho il rimorso di aver detto qualcosa che lo ha fatto stranire.
Poi mi dico, ma gli altri con me se li pongono questi problemi?
Quanti mi hanno detto cose che mi hanno fatta stranire, quanti ho perdonato, quanti ho fatto finta di niente pur di non perderli?
L' attaccamento, stiamo sempre lì.
Imparerò col tempo, quando capirò che una scopata in più non serve a farmi sentire migliore, più normale.
Non ho scopato per mesi, anche per anni.
Non succede niente se finisco adesso.

Sarà un altro che faccio andar via, o che se ne va di sua sponte.
Mi servirà anche questo a gestire le mie emozioni e il mio timore del giudizio, e il controllo che non posso avere sull'altro.

Mi piacerebbe, ogni tanto, che coloro con cui sto mi dicessero davvero che gli piaccio.
Solo per un po'.

lunedì 9 dicembre 2019

Ansia delle cose che finiscono

Ho inquadrato la mia ansia.
Ansia delle cose che finiscono.
Ancora non mi sembra reale il silenzio di Alessandro.
Ci pensavo oggi a pranzo, forse in qualche modo ho condiviso più con lui che con Daniele, in modo diverso certamente.
Ma l'intimità è una cosa davvero particolare.
Intendo intimità del dormirsi addosso, del fare colazione insieme, dopo una notte in cui ci siamo sfogati fisicamente e a parole, intendo quelle hot.

E forse è questa l'anima del mio attuale struggimento, l'ansia delle cose che finiscono.
Quando mi prende, perdo il mio controllo e soprattutto esagero dell'esaltazione dell'altro, sopravvalutandolo, sopravvalutandomi.

"Sono fighissima, come fa ad andar via?".

Non credo sia un caso quest'anno che tutti, dico tutti, coloro con cui ho fatto sesso se ne siano andati.
L'abbiano fatta finita, chi esplicitamente chi non, sempre loro per primi.
Chissà che cacchio di meccanismo innesco in loro.

E continuo a pensare di essere io, e la psicoterapia mi dice di no, che non devo pensarla così ma io sono di legno e continuo ad addossarmi colpe/responsabilità/cause delle dipartenze.
Alessandro non l'ho mai sentito mio come Daniele, quindi per fortuna c'e questa enorme differenza che fa sì di placare la questione "quanto ci ho condiviso insieme".

Però comunque proprio in virtù della leggerezza che c'era, dello spasso, che ora mi rode il culo e rimango di merda.
Per un attimo ho pensato che piano piano, col tempo, frequentandoci, io mi sarei accontentata di uno senza intelligenza emotiva, e lui di una più bruttarella ma brava a letto come la intende lui.
Ancora non capisco il meccanismo che mi sta sotto, e solo se capisco quello riusciro a liberarmi di ogni supposizione sui prossimi Alessandro.

È andata così, c'è solo da accettare.
Peccato il silenzio, sempre sto non detto tipico delle mie relazioni, o tipico di chi scelgo di frequentare.
Silenzio che fa un grosso eco adesso, a dicembre, col Natale vicino.
In fondo, avere anche solo l'illusione di essere in contatto con uno come lui sotto le feste, per una cacchio di volta, mi faceva stare al calduccio. 
Mi faceva sentire normale.

domenica 8 dicembre 2019

Cose a caso

Questo periodo va un po' cosi, come dire, a caso.
Mentre mi struggo per Alessandro e per il presentimento del suo ciaone, conosco un tizio venerdi sera con una mia amica, seduto da solo a un tavolo dell'enoteca dove stavamo mangiando.

Una chiacchiera tira l'altra, ci scambiamo il numero, ieri pomeriggio ci prendiamo un calice al volo.
Ieri sera gli avevo detto che sarei stata con amiche in zona nostra (anche lui vive nel mio quartiere), nonostante fosse allo stadio mi raggiunge.
Facciamo serata con gli altri, tutti belli alticci.
Ci baciamo nel locale, mi piace.
È rozzo, parla romanesco spinto. Ma è molto carino e ha anche una discreta testa.

Gli dico di riportarmi a casa.
La mia versione di qualche mese fa lo avrebbe salutato in macchina sotto al portone.
Invece ieri abbiamo cercato parcheggiato, l'ho fatto salire, abbiamo scopato per buona parte di notte e stamattina presto. 
Volevo tantissimo scoparlo, e lui è stato molto bravo.

Ci siamo salutati alle 10 che diveva andare a lavoro.

Miglioro.

Peccato sto pensiero per Alessandro che mi turba ancora.
Ho preso smania per scrivergli un buongiorno stamattina, mi ha risposto 3 ore dopo, ho rilanciato con una battutina sul sesso, è morto.

È andato, me ne devo convincere.
Mi spiace, perché ci eravamo davvero tanto divertiti e lui è superfico e io avrei approcciato volentieri una storia con lui.
Più delicato, più "signorino" rispetto a quest'altro. 

Con Roberto, quest'altro, c'è ovviamente molta meno confidenza ed è stata una notte standard e un risveglio all'insegna dell'imbarazzo.
Ieri diceva che mi avrebbe scopata tutti i giorni.
Musica per le mie orecchie.

Chissà se oggi se lo ricorda.

sabato 7 dicembre 2019

Siddharta

Teorie e tecniche di trombamicizia di stocazzo.
Non scrivere per prima, mai.
Se non scrive lui, non alzare un dito, mai.
Rispondi a domanda e non farla a tua volta, non te ne frega niente di avere informazioni sulla sua salute/giornata/famiglia/lavoro/palestra.
Si parla solo di concetti sensuali.

Visualizzazione: devi descrivere bene per far sì di imprimere un'immagine efficace nella sua testa bacata.
Devi essere esplicita ma non insistente.
Che sennò si caga subito il cazzo e col cazzo che te lo dà.

Devi sapere aspettare.
Pazientare fino alla morte cerebrale.
Se necessario, per evitare stronzate, cancella il numero.
Se poi sei particolarmente psicopatica e te lo ricordi a memoria, fallo lo stesso.
Poi tanto lo rimetterai in rubrica e poi lo ricancellarai e così via.
Ma non azzardarti a scrivergli per prima.
Se poi l'attesa diventa una settimana, a maggior ragione, sai bene che ha mollato e non ci sarà bisogno di dire altro.

Non andare in puzza se ti scarica senza dirtelo.
Senza avvisarti manco con un messaggio. 
Perchè in fondo ci hai solo dormito insieme 2 volte, oltre a un materasso, 4 preservativi e un gel non ci hai condiviso altro.
Sì, giusto un paio di informazioni base sulle proprie vite, ma punto.

Dare il giusto peso alle cose.
Scopare significa dare zero significato all'altro, se non come strumento di piacere.
Non gli devi niente, ma soprattutto non ti deve niente.
Non toglie valore alla tua vita se decide di abbandonare il gioco, non dice niente su di te se molla, è una sua libera scelta ed è una scelta che parla di sè e non di te.

Io mi sento male però.
Male al pensiero di un'altra "rottura" improvvisa, non detta, non accennata neanche. Senza alcuna premessa, perché stavamo andando molto tranquilli, con un filo di gas.
Io ero abbastanza tranquilla, pur sapendo a monte che uno così non viaggia su binario unico.
Però non ho chiesto e neanche mi interessa saperlo.
Per me era importante che in qualche modo gi fosse spazio, briciole, pure per me.
Vorrei davvero adottare le teorie e tecniche accennate sopra, come sempre a livello cognitivo so tutto.
Mi frega sempre la pancia.
Non mi scendono certi concetti, come se avessi filtro antipolline, ne faccio arrivare altri, tutt'altri.

Ho bisogno di sentirmi riconosciuta, desiderata, e non una nel mucchio.
Ho bisogno di sentirmi normale, ma normale anche nel gestire queste situazioni.
Che attraggo e da cui sono attratta naturalmente, senza sforzi.
Le mie elemosine parlano di queste scelte.

Nel frattempo piovono ansiolitici.
Io non so aspettare, non so digiunare e forse so solo pensare. 
Non sono Siddharta.





venerdì 6 dicembre 2019

Come un gatto

"Devi pensare come quando non lo conoscevi".
Giusto.
Come si fa?

Cioe, ad arrivarci ci arrivo pure, è il conflitto mio interno che non ne vuole sairre di arrendersi.
Sempre troppo preso dalle accuse "avrò fatto qualcosa di sbagliato/avrà capito che mi stavo attaccando/eccone un ajtro che mi abbandona da un giorno all'altro".
Io non riesco proprio a farmi forza e a vedere ge le scelte dell'altro possano non dipendere direttamente da me.
D'altra parte poi impazzisco all'idea che le cose, che so bene essere fittizie, "scadano" più in fretta di quanto pensi.

Questo bel mix di pippe mentali mi fa dormire male pure con l'ansiolitico, e questa è delle cose che mi fa rosicare di più in assoluto.

Io dico, ma come fai a non pensarci più da un giorno all'altro?
Eppure lo hanno già fatto, ed erano anche relazioni su un altro livello, più profondo.
E io ancora che me lo chiedo.
Ma cazzo. Non mi entra proprio in testa.

Sarà che non ho un cazzo da fare tutto il giorno, come ieri che sono finita in enoteca pensando di rilassarmi dopo una bolla, e sono finita a casa sul divano a piangere.
Piangere.
Per Alessandro. Mica per Daniele o per il grande amore della vita.
Per Alessandro.
Che ha pure dimenticato di buttare i preservativi che mi sono ritrovata in un angolo della mia camera da letto, rischiando di farmi beccare da mia madre che oggi andava a casa mia.

Piangevo per Alessandro.
Perche?
Perchè in fondo ho caricato anche lui.
Di aspettative, di futuro, di dignità di scopate colossali.

L'ho caricato ed è questo il vero punto, come io sua così fragile da farlo con chiunque mi dia retta e che mi susciti un po' di interessi.
Rivedo Valerio in questo, solo che quella volta l'ho tamponato con la paranoia dell'hiv.
Stavolta con cosa posso imbrattare questo climax discendente, di modo da concentrare l'attenzione su altro?

Come i gatti.
Mi piacerebbe essere così attratta da altro pur di uscirne fuori.

Vero pure che il primo giorno fa effetto e rimani male, il secondo ti rode il culo, il terzo hai voglia di scrivergli tu e magari lo fai, il quarto capisci che ti risponde a cazzo.
Dal quinto, forse, in poi, inizi a realizzare che se ne è andato sul serio, che non era un finta, che devi smettere di pensare che si farà vivo.

Mi ha dato una brutta abitudine, che poteva evitarmi, in questo mese e mezzo. Farsi sentire tutti i giorni anche solo con un messaggio.
Poi ecco, sparisce 48 ore e io qua col gomitolo di lana a cercare il bandolo.

Come un gatto.
Ma rincojonito.

martedì 3 dicembre 2019

porca troia

Oh, non si può mai stare tranquilli.
Una volta che sto quasi serena, lui scompare.
Morto, finito.
Dove cazzo è?
E soprattutto, quando cazzo me lo dara ancora, se scompare?
Mortacci mia.

lunedì 2 dicembre 2019

La scoperta del sesso

Dall'attrazione all'attaccamento è un attimo.
Specie se con un uomo ci scopi bene, e se ci dormi insieme.
E lui è bello, forte, alpha, pure se non di spiccata simpatia e intelligenza emotiva.
Ma io vado cercando esattamente questo.
Ho già dato la mia parte emotiva mesi fa, ora non so che farmene.

Voglio solo uno che mi scopi come si deve.
Sto scoprendo il sesso forse per la prima volta davvero quest'anno, a 36 anni, avendo avuto modo si sperimentarne più di un tipo con più di una persona, e avendo fatto degli enormi, enormi passi avanti con la vulvodinia.
Non canto vittoria, per carità, però mi chiedo come ho fatto ad aver perso così tanto tempo e darmi solo per spacciata senza cercare soluzioni.

Ed eccole, arrivano.
La fisioterapia e gli esercizi quotidiani mi fanno finalmente vivere un sesso sereno, senza ansie, anche se il piacere vero ancora è lontano.
Ma proprio oerche mi vedo cosi tanto migliorata, che adesso sento il "prurito" del sesso.
Ovvio, mica col primo che arriva.

Come un obeso che dopo essere dimagrito scopre fi potersi rapportare agli altri in modo piacente, così sono io con la vulvodinia.

Effetti collaterali: che quando trovo uno che mi scopa bene e mi fa sentire bene quando lo faccio, poi è un attimo che non voglio perdere questa occasione e rischio anche di fare cazzate.
Devo lavorare sull'attaccamento, che in questo caso non è emotivo ma di compiacimento personale attraverso l'altro.

Anche se poi ho scoperto anche un'altra cosa.
Che non c'è un solo uomo che può scooarti bene.
Ho vissuto nel pregiudizio gli anni scorsi, che ogni uomo con cui scopavo era il non plus ultra e che dopo di lui "nessuno mi scoperà così".

E invece la buona notizia è che ce ne sono, e come.
Vivaddio.
Quest'anno quei 3 che ho avuto, ognuno a modo suo, scopavano bene, molto bene.
Un caso? No, semplicemente non sono così rari.
Ho vissuto troppo nell'incubo di Fabrizio e in parte di Massimo, del pisello che si smonta nel mentre e nell'eiaculazione precoce.

Non sono tutti cosi.
Però devo imparare a gestire l'attaccamento, ha ragione la mia amica.
Tendo sempre ad attaccarmi, a non averne mai abbastanza, e mi gratto la testa a non capire perché l'altro non senta la stessa esigenza.
Imparerò a interiorizzare anche questo.

Alessandro sarà di passaggio e questo lo so, so che potrebbe scomparire da un giorno all'altro, e dovrò gestire l'assenza del messaggio e della speranza di scoparci.
Impossibile prepararmi prima, l'unica cosa che posso fare è gestire ora tutto questo per essere quantomeno alleggerita dopo, e magari buttarci in mezzo un altro paio di conoscenze per ammazzare il tempo e allenare l'ego e qualcos'altro, se fosse mai...

Alessandro non è l'uomo della mia vita, c'è un gap culturale e di stile di vita che non posso evitare.
Questo dovrebbe già essere sufficiente a prendere le distanze.
Il vero problema è che sono cambiate le esigenze e le coordinate, e io ora mi annoio con chi mi parla di sentimenti "veri".

A 36 anni Elena scopre il sesso come andrebbe vissuto.
Cazzo me sanno quelli che lo hanno sempre dato per scontato perché non ne hanno mai sofferto, di sesso?

Quindi mi concedo questo prurito e pure tutto quello che comporterà.
Peggio che per Daniele non posso stare, questo è poco ma sicuro

mercoledì 27 novembre 2019

Basta basta basta

Mi arrendo.
Non posso elemosinare una cazzo di scopata.
Non è giusto, chi se be' frega della dignità e tutte quelle menate.
Le scopate non si elemosinano.
Si concordano, e si fanno soprattutto.
Fosse poi il ragazzo per cui provo un sentimento pure pure, ma mi pare neanche troppo sveglio e per quanto è figo fisicamente e voglio togliermi lo sfizio, anche no.
Anche basta chiacchiere e contatti, e che cazzo.
Sai cosa? Che adesso davvero devo concentrarmi su di me e non riempire la solitudine di messaggi.

Mi sto curando mente e vagina, quindi sono tranquilla che chiunque arriverà, fosse pure tra molto molto tempo, non mi farà paura. 

Mi sono stancata.

giovedì 21 novembre 2019

Il messaggio

L'ho fatto. 
Gli ho reso grazie e continuo a mandargli pensieri d'amore.
Sentivo di farlo, proprio oggi, proprio dopo il post che ho scritto ore fa.
Mi sono detta "serve a qualcosa?"no.
"Hai dei secondi fini?" No.
"È di una spontaneità vera, reale, disinteressata?" Si.
"È un modo per inviare amore, incondizionatamente?" Si.
E l'ho fatto.

Nel marasma della giornata ho pensato solo ora che non ha risposto.
Ma non mi importa, non mi importa davvero.
Quel messaggio era per lui e ci farà cio che vuole
Quel messaggio è per me, che dopo averlo inviato sono stata felice.
Non alleggerita. Non ansiosa. Non arrabbiata. Non delusa. 

Felice.

6 mesi e un grazie

È trascorso mezzo anno da quell'incontro che mi ha sballottato la vita.
Oggi, con una lucidità che mai avrei pensato di avere dopo pochi mesi dalla fine, mi chiedo come sia stato possibile lasciarci andare in quel modo.
Come sia stato possibile aver lasciato a casa la razionalità ed essere pervasi entrambi da una illogica passione, che ha travolto i nostri mondi, i nostri pensieri, i nostri stati d'animo e gli stati d'essere.
Come sia stato fattibile affidarsi, da parte mia, così ciecamente a Daniele, tanto da credergli a tutte le parole, ma non solo: a non avere alcun dubbio, mai, neanche all'inizio, che il suo sentimento fosse vero.

Vorrei chiedere oggi a Daniele come si sente, che ha privato in quel frangente, ma poco importa.

Importa di più pensarci adesso con un sorriso e non una lacrima, con la gratitudine di un momento in cui mi sono sentita più viva, ma che non ho fatto in tempo a contestualizzare.
Se me lo trovassi adesso davanti gli direi solo grazie, nessun rancore e nessuna velleità per il futuro.
A ognuno la sua strada, e la bellezza di ricordare qualcosa di così in fondo piccolo ma che ha avuto un impatto per migliorarmi, per imparare quando pensavo di aver capito tutto di me.

martedì 19 novembre 2019

Mettere dei punti

Non è semplice abbandonare abitudini o pensieri. Rendersi conto che in fondo ti fanno compagnia nella tua profonda solitudine, non in condivisione con qualcuno.
Pensi di perderti se li lasci, se li sostituisci con qualcosa di più complesso, come respirarti in profondità, avere il senso di te, della tua fisicità, della tua pancia.

Ci aggrappiamo alle abitudini anche quando ci paralizzano, perché meglio quello che il vuoto.
Negli ultimi 10 giorni ne ho abbandonate almeno un paio, una grossa grossa...e mi sono sentita più sola e vuota.
In questa settimana ne abbandonerò un'altra, perché non ci credo più e neanche voglio.
Ma il coraggio di farlo è il mio modo di reagire al vuoto stesso, perché credo che sia ancora più deprimente pensare di campare con pensieri fittizi piuttosto che guardarsi allo specchio e dirsi apertamente che questa vita non mi piace, non così, non con queste alternanze, non con queste compagnie, non con queste aspirazioni.

La fiducia nel ripartire va a singhiozzo, ma al momento me la tengo cara per dirmi che ho ancora 2 palle così ad affrontare la mia solitudine, che so farlo ne meglio ne peggio di altri, ma ci campo, ci sto campando, non ci sono morta per cui non ci morirò.

Lavoro continuamente su me stessa. 
Posso recriminarmi qualcosa?
Probabilmente sì, di aver dato poco amore, di averlo veicolato in modo sbilanciato a volte.
Ma nei confronti di me stessa posso davvero dirmi che sto dando tutto, per tutto quello che sento necessità di aggiustare.

Ho un talento?
Probabilmente no, forse ho solo capacità di apprendere. 
Mi identifica per forza avere un talento? Perchè dovrei valere solo se ne ho uno?
Appunto.
Di nuovo, mettermi in pace con la coscienza, tacere quella voce che rimprovera e non gratifica quasi mai.
Dirmi che io sono questa, ma non sono sbagliata per forza, perché come ho visto sotto i miei occhi nelle ultime settimane, se voglio so migliorare, so aiutarmi, so tirar su la testa dalla merda, so reagire a cose che per più di un attimo mi sono sembrate irreversibili.

Me, irreversibile.
Invece cazzo sono più malleabile di quanto pensi, sono resiliente (ecco, ci sta proprio sta definizione), e merito la mia pacca sulla spalla.
Non quella di un uomo, o non solo.

Sta passando anche la smania di sesso, non che ne sia felice, però fa parte del flusso.
So che tornerà. Con qualcun altro, in un altro momento.
Conosco di più me stessa anche così.

Panta rei, cazzo se è vero.

sabato 16 novembre 2019

Solito copione, parte 3

Quante chiacchiere gli piace fare.
Quante provocazioni, cui do spago per vedere fino a che punto arriva. 
È una settimana che barattiamo un momento per vederci da me.
Oh, vederci per scopare, mica per parlare dei massimi sistemi.

Supercarico recita, come da menu, "quanto ti farei godere, mamma mia che ti farei" ecc ecc.
Poi, arrivati al momento clou, che era stabilito a ieri sera, inizia a fare il vago già dalla mattina.

Mi rimanda al pomeriggio, come gli esami all'università quando eravamo troppi a presentarci. Ed esattamente come in quella situazione, monta l'incazzatura.
Il pomeriggio passa e il signorino ignora le ore.
Prendo io l'iniziativa, mi dice che causa maltempo ci pensa, dopo la palestra.
Per poi scrivermi e ovviamente, e nel frattempo ero già in pigiama intuendo l'epilogo, che non sarebbe venuto.
Ma incredibilmente rilancia per stasera con un "vediamo se riusciamo domani sera ok?", manco dovessimo progettare il pezzo che s'è rotto fuori dalla stazione orbitante.
Addirittura chiude con "Grazie tesoro", perché io sono fin troppo signora per mandarlo ancora a fanculo e gli auguro invece una buona serata.

Oggi passa, aspetto ancora scioccamente...(non imparo mai).
Gli scrivo che io sono a casa stasera, se non ha già preso impegni. Gli fornisco addirittura l'alibi se vuole ridare buca.

Ma....

Ancora deve risponde.
È davvero la volta buona che ce lo mando, o meglio, forse manco a sporcarsi.

A fanculo ci mando chi mi ha fatto male, piuttosto. Lui semplicemente non vuole.
Gli sarà arrivata voce che mi puzza la vagina?
O lo ha sempre saputo anche lui, ma voleva tenersi la porticella aperta pur dovendo fare uno sforzo?

Sorrido mentre scrivo, sorrido e mi prendo in giro.
Meglio farlo da sola, perlomeno so con chi prendermela.

venerdì 15 novembre 2019

Darsi pace

Richiede tempo, sforzo e molto, moltissimo amore.
Amore incondizionato, perle di amore lanciate nello spazio di questo mondo.

Qualcuno dice che dando amore incondizionato, senza volere nulla in cambio dalla persona a cui lo stai donando, ti fa tornare amore, anche attraverso altre forme. Perché l'amore gira.
Voglio provare a crederci.

Per questo sto provando, da una settimana solamente e questo potrebbe solo essere un falso allarme, a pensare che qualsiasi cosa stia provando per Daniele va bene che si disperda nell'aria; un pensiero d'amore che dirigo verso di lui, con la consapevolezza che non tornerà indietro da lui stesso.
Per questo cerco di darmi pace.
Perche il resto delle cose "sono pioggerellina", mentre lui è stato tempesta.

Il senso di solitudine non mi abbandona, non riempio le ore sperando che qualcosa stia davvero cambiando, aspetto ancora nonostante sia la cosa che inizio a odiare di più di me.

Qualcuno mi ha detto che sono ripetitiva in questi pensieri e concordo pienamente.
Ripetitiva perché non si cambia da un momento all'altro, da un mese all'altro.
Ma ci si può alleggerire, come quando arriva la primavera.
Sei vestito allo stesso modo sotto, ma non porti più il piumino sopra.

In questi mesi ho pensato che il mio obiettivo era quello di riprendermi ciò che pensavo fosse mio.
Per questo non mi sono data pace, perché l'equazione non riusciva a quadrare.

Adesso l'obiettivo è provare ad alleggerirmi, a togliermi di dosso un mattone per cappotto, a stare sì nella solitudine, perché tanto quella rimane, ma almeno senza la zavorra di una speranza che si accende e si perde ogni giorno.

Ho capito che la mia crescita personale conta poco adesso, o meno di quanto qualcuno e io stessa sponsorizziamo.
Non voglio crescere ancora, non ora.
Prima ho altre cose a cui pensare e di cui tormentarmi, ma voglio che Daniele non sia più tra quelle.

E non voglio solo sperare di portare avanti questo pensiero, voglio dire che stavolta ci riesco, voglio essere libera, voglio mandargli tanta benevolenza, tutta quella che sento dentro e finché la sentirò, finché non svanirà, se lo farà.
Che la meriti o no non mi importa, mi basta che io senta questa sensazione.

Darsi pace è davvero difficile ma non impossibile come pensavo.

martedì 12 novembre 2019

L'incubo di ogni donna

Avere un cattivo odore là sotto, non rendersene conto e allontanare il partner che non vuole saperne di metterci il naso (a ragion veduta).
Mai capitato.
O forse nessuno me lo ha mai detto?
Potrebbe fare il paio con tutti gli allontanamenti.

Nel novero delle mie paranoie questa ancora mancava, per cui mi sembra giusto che messa una pezza alle altre due (sesso doloroso/vulvodinia) che ultimamente non si sono palesate, ne subentrasse un'altra.
Tanto per non stare mai tranquilla.

domenica 10 novembre 2019

Un mantra

Ieri sera ho avuto un crollo con le mie amiche, crollo che in pubblico non avevo da un po' e devo dire che forse così grosso non lo avevo da settembre.
Grosso nell'accezione del pessimismo cosmico, del capriccio di ragazzina impunita e cieca alle parole altrui, punk77 no hope no future.

Ho smaltito in realtà, almeno la questione Daniele con cui mi hanno fatto il culo le amiche.
Seppur romanticamente ci rimarrò attaccata, credo che dopo ieri sera abbia fatto un altro piccolo passo avanti, nonostante non volessi inizialmente saperne di dare ragione a loro.
La verità è sotto il naso e sono 4 mesi che sta lì mentre provo ad ignorarla.

In compenso mi sento rifiutata dall'ultimo arrivato, e lo so che non dipende da me e non serve a niente sentirmi così.
È che in realtà l'ultimo arrivato è stato in grado, in parte, di deviarmi qualche pensiero fuori da Daniele.
Quindi se ora molla, non ho più distrazioni.
Questo mi fa paura, il non avere niente non solo su cui sperare, ma soprattutto che mi tenga la mente in qualche modo occupata.
Direte, la tua mente devi occuparsi in modo diverso che pensando agli uomini, magari preferendo te stessa.

Ieri sera sono arrivata anche a questa consapevolezza.
Sono arrivata a capire che non voglio più evolvere io, non voglio pou dedicarmi a me stessa, spendere tempo per me.
Io ho bisogno di condividere con un'altra persona, ho bisogno di dare, e ho bisogno di ricevere.
Progettualità, intimità, affetto.
Ecco tutto.

Ho capito che ad adesso nessun corso, nessuno svago, nessuna compagnia, nessuno sport vale la presenza di una persona nella mia vita.
Sarò debole, sarò vigliaccamente incompleta, sarò incoerente dicendo che forse sì a volte non si è del tutto 100% e non si può bastare a se stessi se non c'è una persona particolare nella nostra vita?
Sì, lo sarò.
Ma sti cazzi.

Sto facendo uscir fuori il mio vero desiderio, e chi dice che sia sbagliato può andare a quel paese.
È il mio progetto, è la mia vita.
Adesso questa vita ha bisogno come l'aria di una relazione che possa definirsi tale, di una persona per me che sia reale e non immaginaria, con cuici sia un desiderio condiviso di...prendersi cura l'uno dell'altro.
Non è una bestemmia, è che tutti giochiamo a fare i forti, ma poi alla fine il gioco è semplice.
Nessuno vuole stare da solo e ognuno necessita di una spalla, a volte per sorreggersi, a volte per dargi a sua volta sostegno. Cura.

Questo è il mio mantra, lo faccio uscir fuori e devo farlo volare perché sta sempre lì nell'incavo del diaframma a nascondersi dietro ad altre cose, situazioni ed eventi che faccio io per me stessa.
Adesso ho bisogno di sviluppare fuori da me.

sabato 9 novembre 2019

Solito copione, parte 2

"Elena, agli uomini piace fare lo spettacolo, perché si si sentono amabili, virili...ma poi non gli regge e si danno secchi".

Sante parole quelle di psyco, che mi risuonano in testa in questi giorni di pseudoattesa di un segnale morto da giovedì.
Credo che il mio 2019 sua stato l'anno più attendista di sempre.
Ho sempre aspettato, aspettato tanta gente, tanti uomini, tante situazioni.
Attendere poi non significa arrivare a risultato, e molte delle attese sono state vanificate, come rigori calciati di merda.

Se penso che nella mia irrazionalità sto aspettando ancora Daniele, mi viene anche da sorridere.

Fatto sta che con l'altro sarebbe, e rimango al condizionale, stato simpatico rivederci almeno un'altra volta, non dico di più.
E le intenzioni bellicose me le aveva mostrate giovedì stesso, ipotizzando un possibile incontro ieri dopo il suo corso di sub...

E invece il copione parla meglio di lui, di sicuro.
Silenzio totale non solo ieri, ma anche oggi. Tanto perché è weekend...

Ho letto un articoletto di questi giornali "da femmine" che raccontava che la scrivente dopo il terzo incontro aveva poi perso le tracce della controparte, e la cosa carina è che anche lei apostrofava la scomparsa con un "come nelle migliori tradizioni, lui ha cominciato a vaporizzarsi nel nulla. Prima continuando il suo attivismo solo a parole ma con tempo libero nullo da dedicarmi nella vita reale, e poi eliminando anche le forme di comunicazione ".

Non so più se la normalità sia questa o quella che ho ancora io in testa ovvero: ti piace, ci stai, ci vai a letto, ti piace, la/lo rivedi. Senza se e senza ma.
No tempo libero nullo, no interazioni virtuali.
Reale ragazzi, telefonate, incontri dal vivo, e mica solo per scopare.
Cioè, anche per scopare, ci mancherebbe. 
Ma con contorno di un po', come dire, di umanità, di leggerezza serena ma anche di minima attenzione verso l'altro, anche di rispetto se vogliamo, lo stesso che dovrebbe guidare l'eventuale fuga.

Invece adesso sembra la regola il "non ti devo niente, quindi scompaio quando voglio senza firti niente".
L' ha usata anche Daniele, mica uno con cui non stavo condivendo un cazzo, quindi figuriamoci il resto di incontri più o meno randomici.

Però mi dico, che cazzo ti costa perlomeno non scrivere più, senza per forza tenere la porticina aperta con messaggini e cuoricini sporadici (porta che sai si aprirà con estrema difficoltà perché in fila hai altri numeri), invece fornendo una spiegazione facile, anche superficiale se vuoi e tagliare.
Tagliare.

Invece no, sto cazzo di alone di mistero alimenta solo l'attesa, e io sono stanca.
Lo so e sto cercando di imparare a non confondere il sistema valoriale dell'altro come se fosse solo a prescindere da me, ma ancora faccio fatica.
La faccio proprio in relazione a Daniele, figuriamoci con quest'altro che è molto molto meno.
La mia tendenza è sempre quella del "mi ha fregata anche questo, non sono abbastanza".

Daniele mi ha fregata e niente mi toglie dalla testa ormai il fatto che si vedesse con lei, proprio con lei, nel frattempo.
Quest'altro non so che giri abbia e non me ne importa, vorrei solo che se deve sparire che lo facesse in fretta e per inciso, perché cosi non mi piace stare.

Domani e lunedì me ne vado alle terme per cercare di svuotare sta testa troppo piena, la mia prima minivacanza da sola da tanto tempo...spero di ricordarmi come si sta da sola con me stessa, spero di rilassarmi nel mio buen retiro che quest'anno a maggio ho fatto saltare proprio per passare del tempo con lui.
Spero di essere però presente a me stessa per non fare cazzate, di qualunque genere, compreso mostrare una debolezza a quell'altro.
La gente se le mangia, le debolezze...e io sono ancora convalescente per permettermi di farmi mettere di nuovo i piedi in testa, specie dall'ultimo arrivato.
Ho visto la sua ex (capita di farsi i cazzi suoi), è una stra-figa.
Come dice mia madre "è un po' strano che uno così bello abbia scelto te, ma proprio per questo se dovesse mollare almeno hai una buona ragione per cui lo fa, avrà la fila....per cui non prendertela".

Santa ragione di santa mamma.
Questo non mi evita di sentirmi un po' formica sfigata, soprattutto da un paio di settimane a sta parte, che ho ripreso peso e ho l'occhio ancora così così per cui giro occhialuta, quindi per niente attraente...

Passa tutto, devo farne un mantra.
Passa tutto, scivola tutto.
Ma perché piango?

martedì 5 novembre 2019

A un passo

Ohi...ho bisogno di parlare con te...puoi dedicarmi un po di tempo uno di questi giorni?

Ecco il messaggio che stavo per inviare a Daniele, dopo aver ascoltato e letto il testo del nuovo singolo di Elisa...Tua per sempre.
È bellissimo, e c'è una strofa che mi ha fatta commuovere...

La nostra storia è complicata
Dicono si può sbagliare
Questa città si è illuminata

Quando ci ha visti lì a parlare

A chi mai dedicherei, dedicherò, una strofa del genere...se non a lui?!

Vorrei tanto dirglielo...mi manca così tanto...
E piango, piango come se fosse il primo giorno, nonostante il tempo trascorso, nonostante l'aria fine di stasera che parla di una stagione diversa, diversa in tutti i sensi.
Nonostante altri di mezzo, nonostante la mia lotta quotidiana e intestina per tornare lucida e attenta, non accorata e immersa in lui.

Vorrei che qualcuno potesse aprirgli gli occhi, se proprio non posso io.
Questo è uno dei "picchi", così mi ha insegnato la psyco, che posso riconoscere e a cui devo dare un senso e una frenata.
Stasera non riesco, stasera Daniele è troppo forte e vivo e permeato in quelle strofe.
Domani, magari.

Stasera no. 
Stasera rimango qui e mi accoccolo sul dolore di chi ha il futuro stampato in faccia. Futuro che non prevede la sua presenza.
Passa, dicono, passerà.

Non stasera. 

venerdì 1 novembre 2019

Solito copione...

Ma io ancora mi scandalizzo se i rapporti che provo a tenere vivi col defribillatore si suicidano?

Solito copione.
Io, lui, il letto, messaggi, una mossa di troppo(?).
La sensibilità dei miei interlocutori inizia ad avere una tollerabilità estremamente bassa.
Quindi ogni parola, gesto, tentata telefonata, contatto in generale è di troppo.

Rovina tutto, rovino io tutto (?).

Mi sono rotta le palle di fare l'attendista, l'ho già detto...almeno fosse per un lieto fine, una buona causa, cazzo.

Invece no.
Sesso, una volta una. 
Poi, scompaiono perché si irritano.
Che farò mai di così inadeguato, con conversazioni ridotte all'osso e frasi ben studiate, le mosse sempre lasciate a loro per primi...
Io non capisco...e oggi sai che c'è?

Che fanculo, meglio stare di merda per Daniele. Almeno è un mare di merda che conosco.

Piuttosto che pormi le solite stronze domande sul "che ho fatto di sbagliato" per uno sconosciuto portato a letto, dormito insieme, scambiate chiacchiere e in fondo niente più.

Meglio Daniele 100 volte, almeno so che è un dolore per qualcosa che se avesse voltato nella direzione che dicevo io, sarebbe stata la svolta della vita.

giovedì 31 ottobre 2019

La candelina sulla torta

Avete presente quelle candeline anni 90, quelle che non si spegnevano mai? 
Più soffiavi più facevano finta di spegnersi, e si accendevano, con somma sorpresa dei bimbi, fino a punte discrete di rabbiema nel vedere l'ostinazione di un oggetto così piccolo ma resistente.
Ecco, Daniele è una di quelle candele.

Più provo a spegnerlo e sembro riuscirci, più tante cose mi riportano da lui.
E onestamente non so quando si esaurirà e deciderà di congedarsi dalla mia torta.

Io sono ostinata e cerco in molti modi di spegnerlo. 
Psyco dice che sto facendo un bel lavoro, poi basta un accappatoio -un accappatoio- e risale tutto.
Oggi è il 31 di nessun mese o ricorrenza particolare, ma oggi ne ho sentito più la mancanza, e la rabbia anche per il fatto che continui a riaccendersi.
Ho avuto un moto, per un attimo, di contattarlo e chiedergli di parlarci.
Ancora, per sentirmi dire cosa?

Infatti almeno quello l'ho placato.
Lui è distante, troppo ormai, come la Terra da una navicella spaziale che la vede sempre più piccola.

Ho pensato tanto in queste settimane, anche a seguito degli auguri del compleanno, che si sarebbe fatto sentire.
Che mi avrebbe contattata con una scusa, magari per dirmi che con lei è finita, che se ne è andato davvero di casa e che vuole me, solo me.

Ma io non sono nei suoi programmi.
Adesso mi importa pure poco di chi ci sia e chi ci sarà.
Brucia ancora l'idea, mai doma e che mai verrà domata, di essere stata presa in giro con le stesse bugie dette alla moglie.
La verità non la saprò mai, mi ero ripromessa di accettare le sue spiegazioni senda fiatare.
Ma ci sono vari punti che mi tornano poco, e so bene che andando in cerca di spiegazioni andrei a star peggio.

Quello che adesso non mi spiego, come se mi mancasse in messo logico, è come abbia fatto a entrare così tanto in confidenza con lui in così poco tempo.
Come abbiamo fatto, qual'era l'approccio, cosa ci raccontavamo?

È un ricordo opaco, quasi sfuggente, come se lui fosse sempre in realtà stato con me e quindi non ricordassi la genesi del tutto.
È una strana sensazione, perché di tutti gli altri ricordo quasi a memoria le interazioni avute, le modalità, i toni.
I suoi me li ricordo, sì, ma mi sfugge come ho perso il controllo, la logica, per affidarmi così tanto alle sue mani.
Così tanto. Al punto di perdere me stessa come punto di riferimento.

Non so bene a che mi serva chiedermelo, o forse si...per capire come non agire con il prossimo, come non "lasciarmi fregare"...

Fatto sta che oggi siamo a fine ottobre, e ancora non passa. Sta lì, quella cacchio di candelina, mentre io vorrei dedicarmi alla torta.

domenica 13 ottobre 2019

Alla frutta!

Connessioni neuronali al minimo storico.
Cecità da gelosia (inutile, peraltro): superato di molto il livello di guardia.

Ed è qui che arrivano le puttanate.

Speriamo non se ne sia accorta...ma Instagram non perdona.
Nnaggia a me...

mercoledì 9 ottobre 2019

Da New York è tutto...

Ci voleva di stare qui a New York per avere una conferma? L' ennesima?
Sciocca io, se non fosse che mi farei male mi darei dei cazzotti in testa.
Suo compleanno, fino a qualche minuto fa.
Stamattina mi viene la bella idea di mandargli gli auguri via Facebook, ma che mi dice la capoccia...

Pensavo non rispondesse, o se ci fosse stata una risposta sarebbe stata "Grazie, mi fa davvero tanto piacere sentirti. Mi piacerebbe incontrarti, parlare un po'...perchè ancora, nonostante tutto, mi manchi".

Invece?
"Grazie 1000!" con tanto di punto esclamativo idiota come a dire "Ehi amica".
Amica un cazzo.

Io non lo dimentico più, ma di sicuro oggi ho aperto totalmente gli occhi e quella speranza che covavo è (finalmente?) sparita, inghiottita da qualche tombino di Times Square.
D'altra parte che mi aspettavo dopo 100 giorni dalla fine?

Sono la barzelletta di me stessa, ancorata a un passato troppo corto e distante e a un futuro fatto di castelli in aria.
"Grazie 1000!" è sufficiente a dire tante cose, tutte quelle che gli avrei voluto chiedere ancora ma per cui non avrei ingaggiato il coraggio.
Quelle stesse domande che, non avendo risposte, mi stavano ancora tenendo in vita una possibilità e una sola.

È tutto, è davvero tutto.
Da New York restituisco la linea alla realtà.

giovedì 3 ottobre 2019

Reale

Non lo so che speravo.
Speravo mi chiamasse.
Speravo capisse, speravo aprisse gli occhi.
Invece niente, quel messaggio vocale che sicuramente avrà ascoltato è finito nell'oblio come tutto il resto.

Mi sento molto inutile adesso.
Mi sono sentita meglio, più libera, dopo aver parlato ma capisco che in realtà era la prima reazione di speranza di un suo contatto.
Non avevo elementi che mi dicessero che lo avrebbe fatto, eppure in cuor mio ho ancora quell'impressione di bontà.

Ho ancora l'idea di lui come buono, gentile, onesto, e soprattutto preso da me.
Ce l'ho perche è l'unica speranza che posso covare, l'unica giustificazione alla mia eterna attesa.
Mi dico, ha solo bisogno di una spintarella, vedrai che se provi a dargliela si sveglia.

Balle.

Quella verità che tanto nego è sotto gli occhi, mi veste ogni giorno, eppure io non voglio vederla.
Continuo a ripeterla, razionalmente, ma poi prende il sopravvento quella sensazione magica e potentissima. Che tornerà da me.

Idiozie.

Continuo anche a dirmi che futuro avrei avuto con uno che forse sarebbe tornato ma senza lasciarla. O se l'avesse lasciata, quante tribolazioni avrei dovuto sconfiggere. Per vedere un altare, poi, non ne parliamo...

Inoltre continuo a fare paragoni in giro, e puntualmente rimango delusa.
Nessuno alla sua altezza, nessuno che voglia ingaggiarsi davvero, che manifesti quell'attenzione, quella gentilezza che a questa età dovrebbe essere acquisita, uscire naturale.
Forse sono io che non la ispiro, forse non la merito.
O la merito da chi non ha niente da perdere con me, come lui.

Lui.

Troppo vivido in questi pensieri, è come se avessi messo il filtro nitidezza. Lo vedo stampato davanti a me, sorridente, che mi cerca, che mi tocca.

Io come cazzo faccio a farmela passare se lui è ancora così presente, così reale?

Reale, ecco il termine.

Quasi che riesca a sfiorarlo. È incredibile come ancora senta il suo tocco sulle mie mani, addosso a me.
Reale, realistico.

Non mi passa più. C'è gente che vive una vita a disperare per l'amore perduto. Forse sono destinata anche io.

3 mesi oggi dal mio "addio", è passata già una stagione. Fa venire i brividi.
3 mesi dai quali non sono più uscita.
Un labirinto di ossessione, mi viene da dire.
L'impossibilità di chiedergli ancora spiegazioni purtroppo mi frustra al punto di volerlo incontrare, chiamare, contattare via mail.
Ma non posso, e non me ne darebbe modo.

Gia quel messaggio vocale al suo capo è sufficiente.
È tutto sufficiente, tutto bastevole se volesse una strada spianata.
Ma non la vuole, magari anzi la sta cercando con un'altra.

Sono stanca di aspettare, ma più stanca ancora di non vedere progressi.
E soprattutto sono stanca di cercare di vedere lui negli altri, di trovarlo così.
Lui non è gli altri, ma secondo questa accezione, nessuno può andar bene per me.

Dichiarazione

E così mi sono dichiarata.
Che poi, non ce n'era neanche bisogno, sono cose che conosci da un pezzo.
Ho deciso di farlo con il tuo capo-amico perché non potevo affrontarlo di persona e dirglielo. Avrei pianto troppo, avrei fatto vedere la disperazione di una donna (sì, donna ormai) che nessuno dovrebbe vedere a parte lo specchio.

Un messaggio vocale di 10 minuti a giustificazione della mia uscita dal Club.
3/4 di messaggio dedicati a te...
Lui ti conosce, sa di che parlo, e non posso che parlarne bene nonostante tutto.

Ho sentito l'esigenza di avvicinarmi a te attraverso lui, che sia stupida oppure no poco importa.
Lui sa, ed era giusto che gli dicessi tutto, o almeno tutto quello che provo io, senza entrare nei particolari nostri e solo nostri.

Ho parlato di perdere la testa, di innamoramento, del fatto che mi hai fatto bene, la mia versione migliore, che spero che prenda un po da lui perché è un buon mentore e ti serve per crescere.
Ho fatto un accenno a quella cazzata di telefonata che ti hanno riportato, non potevo non farlo.

Ho parlato della mia impossibilità a incontrarti, anche per caso, del fatto che non posso e non voglio sapere nulla del tuo privato perché "ne morirei"; sì, ho usato esattamente questa espressione.

Credo di aver rimarcato il concetto che nonostante gli sforzi che sto facendo tu sei sempre lì nella mia testa, e che non mi passi.

Vorrei solo che ti passasse questo messaggio, e che spero non mi ridicolizzi ai tuoi occhi.
Il tempo sta passando e tu non sei più tornato, giusto o sbagliato che potesse essere per me.
Era l'unico modo per dire chiaro e tondo quanto mi manchi, quanto ci ho investito e sperato, quanto mi hai cambiata.
È quando le persone ti cambiano dentro che capisci che sono davvero importanti.

Se proprio non puoi leggerlo in questo blog, che almeno ti arrivi attraverso lui.

mercoledì 25 settembre 2019

La cuccia

Sono un po arrabbiata con me stessa.
Non riesco a farmela passare, me ne faccio stupidamente una colpa.
Sento il peso della responsabilità della mia "cura", cura che tarda a far effetto, anzi...cura che tarda a essere prescritta.

Mi manca.
L'idea? La persona? Me stessa?
Tutto. E quando dico tutto, intendo tutto.
Pure quella brutta sensazione di ansia, di sospetto.
È assurdo che mi manchi anche quella, ma era comunque un mezzo per sentirlo vicino, anche se distante.

Vorrei che sapesse tutto questo.
Vorrei impietosirlo, credo.

Vorrei che qualcuno lo contattasse e gli dicesse "Ehi, lei muore per te. E lei è pazzesca, la migliore che ti possa mai capitare di avere. Pensaci prima di buttar davvero via questa chance che la vita ti ha regalato".

Scema, no?
Non esistono miracoli in questo genere di cose, sono solo film. Io che campo di cinismo dovrei riuscire ad assimilare un concetto così semplice.
Ma quando si tratta di Daniele regredisco, non c'è un cazzo da fare.

Mi sono talmente ripetuta che devo far fluire sto dolore, che alla fine si sta cronicizzando e io mi ci crogiolo dentro.

Se solo sapesse quanto lo vorrei qui, a sentirlo annoiata parlare di lavoro, a ricevere anche i suoi silenzi, a sentire il suo respiro.
Porca puttana come sto messa male.

Sono uscita con un altro, è stato disagio a prima vista.

Nessuno mi sta facendo sentire bene come lui, nessuno riesce a farmi camminare a mezzo metro da terra.

Che palle. Sono stanca anche di ripetermi ste cose, mi dico che prima o poi mi annoierò talmente tanto da non dirle e non pensarle più.

Per ora non sono doma, ho come bisogno di queste sensazioni per star meglio nella cuccia di sofferenza che mi sono costruita addosso.
Da cui non ho intenzione di uscire, per ora e per non so quanto altro tempo.

domenica 22 settembre 2019

Affondi

Niente, andato a puttane anche l'incontro con Poste.
Ero davvero stanca ieri sera e ho scelto di non aspettarlo.
Scelta mia, quindi c'è poco da recriminare.
Probabilmente dopo ieri non ci sarà più contatto e va bene così, tanto so già come sarebbe andata a finire.

È che aspettavo ieri sera da qualche giorno, come il dolce dopo il pranzo.
Era l'unica cosa motivante della settimana, trovarmelo sul divano di casa a sorseggiare liquore alla liquirizia.
Sapendo poi bene che qualunque cosa fosse o meno accaduta, non era ciò che vado cercando.

Ma almeno un po' mi aveva distratta.
Come mi ha detto ieri una ragazza "Vedrai che tanti Poste ti aiuteranno a dimenticarlo".

Era quindi uno strumento, un mezzo, non un vero obiettivo.
E adesso?
Chi mi distrarrà, chi sarà un altro Poste con cui tenere la mente occupata?

Sono stanca anche dei social alla Tinder o Happn.
Il problema grosso è che cerco ancora Daniele i altre persone.
Il problema più grosso ancora è che così autoalimento la sofferenza anziché allontanarla.

Vorrei tanto parlargli di tutto questo, l'ho già detto....lo capirebbe? Mai, ho detto anche questo.
Ma in giorni come ieri, in momenti come adesso, io avrei così bisogno di esprimergli i miei sentimenti.
Invece questa voce soffocata mi fa andare fuori di testa.

Oggi c'è un evento del Club.
Avevo detto al Presidente che non mi sentivo di andare, settimane fa.
So, o almeno immagino, che lui si sia accertato della mia presenza, o che qualcuno glielo abbia detto.
Ho sperato mi chiamasse per dirmelo, anche solo per tentare di convincermi che dovevo andare per non creare sospetti.
Non ha fatto niente.
Sono sparita dalla sua memoria, ha liberato i miei giga e tutti quelli che hanno riguardato noi due.

Fa male essere dimenticati, cadere nell'oblio di una persona con cui ti chiamavi con parole affettuose, dolci, anche familiari.

Fa male dover pensare di sostituire in continuazione quella persona con altre non all'altezza, o con pensieri che oggi ci sono, domani scompaiono perché trascurati o dettati dalla necessità del momento, come farmaci a uso topico.

Sto cercando di fare più leva su di me e su ciò che mi piace fare, sto cercando di crearmi attorno una serie di contatti per la mia "passione" per modo di dire.
Non so se anche questo sarà un escamptage temporaneo tanto quanto Poste...

Se solo Daniele vedesse su quante cose sto provando a mettere le mani, o su quante mi sono ridotta a dover mettere le mani per non pensare a lui....se avesse questa misura, mi dico...cambierebbe idea? Certo che no, ma forse si renderebbe conto di quanto io avrei rischiato per lui, di quanto ci avrei speso della mia vita per lui.
Invece, ingrato (?), ignora e dimentica.
Sono acqua passata.

sabato 21 settembre 2019

Guai a chi la tocca

Sì, la conta dei giorni è una cosa a cui non riesco a rinunciare.
Oggi sono 4 mesi dal nostro primo bacio.
Un bacio rubato, quasi, in mezzo alla strada, vicino alla fermata della metro, con la mia macchina parcheggiata malamente sulle strisce.
Ricordo quasi tutto del 21 maggio.

Quando è venuto sotto al mio ufficio la mia prima impressione è stata "me lo ricordavo più alto"...non sapendo bene che fare l'ho anche fatto entrare, gli ho fatto fare un giro velocissimo presentandolo a qualche collega.
Non sapevo dove andare a prendere una cosa da bere e mentre decidevano eravamo di fronte alla mia macchina, che lui attentamente ha studiato per farmi capire le modifiche da apportare, come aveva fatto al tempo alla sua.
Gli ho anche detto dei freni che rischiavano, che avevo sostituito anche i dischi e rimasi sorpresa di una su commento iniziato con "eh ma tesoro..."

Ricordo la chiacchierata al bar, il crodino troppo freddo, lui in giacca seduto sul divano accanto a me prima a braccia conserte, poi aperte improvvisamente; e ce lo siamo detto, erano tecniche di comunicazione.

Il racconto del suo matrimonio, della fuga di febbraio, quello sguardo fisso su di me un po' curiosa e un po' imbarazzata.

Ricordo che avevo lo smalto rosa strass, e che lui era impazzito a vedermi guidare la macchina con "queste mani piccole piccole e le unghiette rosa!".

Aveva subito capito che guidassi bene.

Poi quel bacio, che di fondo non fu gran che, perché mentre succedeva mi dicevo "ma com'è che non parte, perché continua a girare la testa a destra e sinistra e non mi slingiazza per bene?".
E nella confidenza presa appena da 2 ore glielo dissi.
Mi disse, semplice, ho la lingua più corta degli altri perché appena nato ho rischiato di soffocarmi perche si era attaccata al palato e me l'hanno dovuta tagliare.

Mi sono sempre chiesta come ha fatto a non avere problemi di locuzione....

Ad ogni modo, il post bacio non lo ricordo, ma ricordo il pre.
Mi aveva fatto parcheggiare, mi ha detto"dai scendi che ci salutiamo", gli dissi che ero molto contenta di averlo incontrato.
Mi disse "e allora fammi vedere quanto sei contenta...".
Mi chiamava con gli occhi, non vedevamo l'ora di avvicinarci seppur fino a quel momento neanche una mano si era sfiorata.

Mi sono avvicinata io per prima, gli ho preso il viso tra le mani, ho sentito il suo abbraccio.

Era una bella sensazione, lingua a parte.
Non ricordo nulla di come sono tornata a casa, probabilmente frastornata ma contenta.
Non mi sembrava vero.
Giurai di non dirlo a nessuno, almeno per un po'; era una cosa troppo mia stavolta, me la sentivo addosso talmente tanto che per scaramanzia non volevo rovinare tutto.

A rovinarlo ci abbiamo pensato dopo...

E oggi leggo il post del Club sulla moglie, "Guai a chi ce la tocca", e mi viene una rabbia incredibile, mista ovviamente alla coda di paglia.
Guai a chi ce la tocca, quando per primi sono stati loro zitti a sapere e non dire niente.

Che ipocrisia.

Tutto sbagliato. Fin dall'inizio, lo so bene. Il suo sguardo, il suo tono rassicurante, il suo modo delicato, hanno fatto sì che mi lasciassi andare...coi risultati che sappiamo.

Ora è Guai a chi MI tocca.

lunedì 16 settembre 2019

Elusioni

Le mie amiche si innamorano.
Mi fanno vivere sensazioni che io ho lontane 90 giorni, e le capisco, le capisco bene.
Sono bellissime sensazioni.

Le uscite in cui ci si sente davvero in coppia, l'impressione più o meno corretta di provare dei sentimenti, i cuoricini negli occhi....
Che bello, penso.

Che malinconia, anche.

Nel mentre che loro si innamorano contemporaneamente, oh manco lo avessero deciso a tavolino, io bacio gente a buffo.
Tipo quello di ieri alla degustazione, fico ma fico...ma secondo me davvero scemo.
O quell'altro di sabato, il materano...troppo distante da me, olisticamente parlando.

Per cui?
Solita roba, non provo niente.
Zero emozioni, una pleura attorno all'emotività.

Tutto quello che faccio, anziché darmi più sicurezza in me stessa o quantomeno avviarmi alla lontananza da Daniele, mi fa da cartina tornasole.
Faccio consuntivi e mi dico, guarda come ti stai riducendo, guarda come non ti passa.
Anziché distanziarmi, facendo ste minchiate ho la misura di quanto ci stia ancora male e sia ancora legata a lui, anzi....a quel ricordo.

Perchè di ricordi ai tratta adesso
So che nessun ritorno sarebbe non solo fattibile ma sano, sano nel vero senso della parola, perché lui non può esserlo.

Io non volevo ricominciare da capo, non avevo intenzione di perdermi per ritrovarmi, io stavo bene così, tanto bene.

venerdì 13 settembre 2019

Rinfacci

Mi sento stanchissima, come se non avessi fatto vacanze, come se fosse stata tutta una tirata dall'inizio dell'anno.

Il motivo è sempre quello, le mie vacanze sono state tutto un rimuginare, tutto uno star poco bene, lacrime facili e malinconia.

Vorrei tanto rinfacciarglielo. Così, per sfogo personale, per rabbia.
Per dirgli "Vaffanculo, io ho passato delle vacanze di merda e sto qui al palo senza energie, ti vorrei vedere nei miei panni e invece manco mi chiedi come sto. È solo colpa tua, tutta colpa tua, legati la prossima volta che ti viene in mente di importunare una donna per pura soddisfazione ed entusiasmo facile".

La verità è che non potrei mai dirglielo perché la responsabilità è purtroppo condivisa, e quindi mi prendo le rogne e le loro conseguenze.

Io ho solo voglia di dimenticarlo, di bypassarlo e non ricordare più niente.
Il ricordo, se non condiviso, risulta inutile a volte.
Inutile e dannoso.

Ho pensato se questa fosse stata la mia ultima estate, sarebbe veramente un cazzo di peccato averla sprecata così.

martedì 10 settembre 2019

L'aspirapolvere

Non riesco a uscire con nessuno.
Ma mica perché non voglio. Semplicemente non mi cercano, o se lo fanno succede come Poste che fa le finte.
Su Eni quasi ci speravo ma sapevo che non mi sarebbe piaciuto, anche se mi faceva un sacco ridere.
E amen.

Quel matto di Tinder meglio che non si faccia sentire.
Idem per quel rincoglionito del sommelier, quello del "ho voglia di vederti!" con 6 punti esclamativi.
Come mi ha dato le sòle con le collaborazioni, ovviamente me l'ha data pure per uscire. Pure coglione.
Sai cosa?
Mi sono riempita di libri, chissà se la voglia di leggere e formarmi (sono libri principalmente sulla psiche e sulle emozioni) passerà a breve, ma io ci sto.
Come riprendere il corso sommelier.
Forse di questo adesso ho bisogno.

Ho bisogno di respirare in giro per il quartiere e far fluire le bolle della mia testolina, e trovarmi sotto casa pensando che in fondo oggi non è andata malissimo, non l'ho pensato così tanto.

Oggi va così, sono orgogliosa del mio nuovo aspirapolvere e sento che così può bastarmi per ora.
Che per ora ce la faccio benino.

Purché non arrivi il weekend.

domenica 8 settembre 2019

L'ultima della specie

Stasera ho solo voglia di piangere.
Per il tempo andato e quello sprecato, per il futuro incerto e l'ansia di un controllo che non posso avere.

Non ho la bacchetta magica, non pretendo di averla, ma a volte guardo gli altri, nelle loro timide o sporche, gioiose o vaghe vite e provo invidia.
La provo perché li vedo arrivati, sazi, tranquilli.
Io invece sto avvelenando l'anima con pensieri di solitudine e spreco di tempo, con una lancetta sopra la testa che muove la mia incuria per le aspettative sociali e familiari su di me.

Il confronto mi abbatte, mi sento l'ultima della specie ad essere rimasta inespressa, sola, brutta.

Perchè queste altalene di emozioni ancora?
Non le avevo appena sistemate?
Cazzo.
Cazzo cazzo cazzo cazzo.

Stasera mi manca ancora Daniele.
Ma perché non torna?
Torna ti prego, voglio stare al tuo gioco e alle tue regole, voglio prendermi quelle briciole di te.
Ma torna, per favore, non sono risolta senza te.
Non sono risolta.

Ma perché sei capitato proprio a me?
Potevi farti gli affari tuoi, startene al posto tuo?

Quante vorrei dirgliene adesso, di buone e di meno buone.
Frustrante il pensiero che non potrò più farlo.

Il modo lo troverei pure, ma non il coraggio, mai.
La vergogna di aprirmi a lui totalmente e vedere di nuovo quello sguardo che non mi segue, che scuote con la testa...non riuscirei a reggerlo.

Troppo tempo, è passato già troppo tempo per tutto, per l'irrecuperabile.

Mi sento sola. Sola non sono, ma mi sento davvero sola.
Perchè l'unica persona, la più sbagliata, non è pervenuta. Nc.

Io sono al traguardo ad aspettarlo, e lui non arriva. Si fa notte, mi accampo, dico che ha avuto un problema fisico, magari si è addormentato....e aspetto ancora.

Smontano il traguardo, tolgono le barriere, qualcuno mi dice che non posso più stare lì perchè adesso torna la circolazione normale.
E io non mi arrendo e prendo una bandierina in mano per far vedere il meeting point, continuando a sventolarla in piedi, lato strada.
Ma tu non arrivi più.
Il freddo, la pioggia, la grandine arrivano e io sono ancora là, perché mi hai promesso che saresti arrivato, anche ultimo, chi se ne frega...
Conta ritrovarsi, conta abbracciarai venendosi incontro, tu esausto dalla maratona, io aspirata dall'attesa.

Ecco come sto oggi.
Domani potrei togliere la bandierina, sedermi per riposare un po e chiudere gli occhi, col rischio di non vederti passare.
Potrei iniziare a guardare le macchine che passano, o distrarmi guardando nella direzione opposta a dove dovresti arrivare tu.
Potrei coprirmi, che inizia a far freddo vero.

Magari scambiare 2 parole con un viandante, magari chiedo informazioni se ti hanno visto le varie macchine che passano.

Nessuno ha trovato niente.
Neanche il tuo numero di gara, quello che abbiamo scelto insieme.

Non arriverai al mio traguardo, avrei voluto accoglierti con un abbraccio senza fine.
Chi se ne frega se saresti arrivato sderenato e fradicio e puzzeresti, deperito nel fisico e nell'umore.
Io ho bisogno di te, come dell'aria che non respiro più da quando sto sott'acqua.
Quando mai leggerai tutto questo?
E se pure fosse, riuscirai mai a capirne la profondità, apprezzarne il contenuto e afferrare il concetto che non so come ma mi sono innamorata e cazzo perdutamente?

Perdutamente.

Scadenza 09/19

Sbirciare di traverso che sei contento, che a lavoro sta andando particolarmente bene (e ne so qualcosa, eri con me quando avevi avuto audit), che sembri rasserenato nelle pochissime foto (e anche meno magro rispetto a un mese fa) mi fa piacere, ma mi scoraggia anche.
Non per te, ma per l'obbligato confronto che faccio con me stessa.
Ancora alti e bassi, ancora con te in testa dopo 2 mesi.

Che mi ero ripromessa se non fossi migliorata dopo 2 mesi?
L'ho scritto proprio qui.
Ma a quella visita non ci andrò, non è il momento di ingaggiare sogni incoscienti.

Ti vedo sereno, e nel frattempo sparisco sempre più dal tuo mondo.
Ho bloccato anche i tuoi stretti contatti, per non farmi male, per bruciare le navi dopo la partenza, cosi da non poter tornare indietro.
Anche questo mi serve al tuo allontanamento, ormai solo mentale (forse sempre stato).
Ho ancora così tanto bisogno di tenerti a distanza, eppure sbircio da lontano come un padre la figlia minorenne a un appuntamento al buio.
Ho bisogno di allontanare tutto il tuo mondo e non so come fare, perché la pagina della tua azienda, a differenza delle persone, non posso bloccarla. Per cui è tutto nelle mie mani e nella mia buona volontà di non metterci il ditino.

Alcuni ricordi sono svaniti, altri ancora danno quelle vampate di calore che sono misto di emozione e scoramento. "Io come ero", sembra che parli al passato di 20 anni fa.
Però ero bella cazzo.
Ero bella e forte e cazzuta e sicura, e tronfia di averti conquistato, e serena, quasi magica. Cambiavo io e cambiava il mio mondo attorno.
Potere della mente, e un booster di te che ci faceva il paio.

Non so se credere nel rimpiazzo, nel chiodo-schiaccia-chiodo.
Qualche volta ha funzionato, ma dopo tanto tanto tempo.
Per cui ancora non ho trovato il tuo rimpiazzo, e lo sto cercando, sul serio.
Ma nessuno che mi riempia occhi e un po' la mente, per ora...ma ci sta, nonostante siano passati 4 mesi dai nostri primi contatti-oh, 4 mesi- e oltre 2 dalla fine -oh, 60 giorni- sono ancora sotto botta.
A giorni alterni, che fluiscono male soprattutto quando sto in mezzo a tante persone, e qualcuno che non mi vede da un po' o non mi conosce capita che mi chieda "come è andata l'estate"....e lì gli occhi di nuovo si riempiono di vuoto e lacrime.

Continuo a ripetermi come un mantra "Eri indisponibile, eri indisponibile, eri indisponibile" e giuro ci credo davvero. In alcuni momenti però lo scoramento e la nostalgia mi formicolano nelle vene, la testa vaga su quello che sarebbe potuto essere, poi torno lucida e dico "non poteva essere niente di diverso da questo, altrimenti lo sarebbe stato e io non sarei qui così".

Un rosario, davvero, recitato a labbra socchiuse.

Ancora mi chiedo se ci pensi mai, se ci sei mai tornato con la mente. E mi rispondo, lo so che non lo fai più fatto, che è più semplice non pensarci e che hai i tuoi buoni motivi per aver depennato (anche) me.

Non ci sarebbe stato niente di buono, avrei atteso inutilmente e avrei fatto l'amante raccogliendo briciole. Hai ragione.

Le stesse che ho raccolto in quei momenti, anche se a me sembravano un panino con la porchetta intero, grasso, sugnoso.

mercoledì 4 settembre 2019

144 a 1

Il concetto è di una semplicità imbarazzante.
144 mesi vs 1.
Come ho fatto a sottovalutarlo?
Come pensavo che 1 solo mese bastasse per fargli buttare 144 mesi con la moglie?
Per carità, pieni di corna, ma alla fine ha sempre "vinto" lei.

E come ho potuto, posso, pensare che la mia sia mai stata una sconfitta?
Non c'è mai stata partita, ecco che.
Non posso pensare di aver perso un'occasione se questa occasione era stata già presa 144 mesi prima???

Stamattina ragionavo così, e mi sono sentita un po' meno in colpa.

Mi sono detta che non sono io che lo avevo perso, che non ero stata in grado di tenerlo...ma che non era mai stato a mia disposizione.
Facile.
144 vs 1.

Che pensavo, che di punto in bianco -pure paraculo che fosse- con un colpo di spugna cancellare sereno 12 anni di cui 5 di matrimonio e 7 di fidanzamento (e 7 totali di convivenza)?

Ma che me dice la capoccia.
Arrivo io, gli faccio girare la testa e puff!!! tutto scompare magicamente?
Ha ragione a dirmi "io non ti ho mai detto che l'avrei lascista".
Non perché effettivamente me lo abbia mai detto, anzi....ma era sottinteso.
Sveglia, Elena!

Gli ho attribuito una mente piccola piccola e superficiale, un senso del rischio troppo alto e una capacità pratica di cambiamento esagerata.

Non avrebbe potuto cancellare 12 anni neanche se io fossi rimasta. Non lo avrebbe fatto MAI.
Non si buttano così gli anni insieme, pure se li soffri.
Alla fine, sei sempre non solo tornato da lei, ma non te ne sei mai davvero andato.
È anche questo il potere dell'amore.

domenica 1 settembre 2019

Domande, tante domande...solo domande

Io non so come fanno.
O come sanno che andrà bene.
Sarà che ho poca esperienza e che sono iperselettiva, per cui soprattutto nel contatto fisico basta un bacio fatto male che per me è finita lì.

Oddio.
Con Daniele il bacio non è stato il massimo ma compensava il fatto che mi piacesse proprio tanto fisicamente.
E aveva un modo di accarezzarmi, di prendermi il viso o di sfiorarmi bellissimo.
Però ricordo i dubbi "Oddio e quando lo vedrò nudo? E se vedo per esempio che ha le braccia troppo magre? O che ha un pene che non mi piace? O che ha un tocco troppo pesante, o poco morbido?". E questi sono solo alcuni dei dubbi eh...

Le mie amiche no.
Loro sanno già in anticipo e non so come cazzo fanno.
Per cui 3,2,1 conoscono un tipo che gli piace, lo baciano ed è perfetto, tempo zero ci fanno sesso ed è perfetto, e lo fanno per giorni e giorni.
Non trovano mai difetti quando me ne parlano, e la cosa bella è che sono davvero contente e soddisfatte.

Parlo ovviamente della parte fisico-chimica, la questione testa è un altro discorso.

Come mai io non riesco?
Per me la chimica con un ragazzo è qualcosa di davvero raro da trovare.
Forse perché ho beccato quei pochi che a me sono piaciuti proprio tanto, chi in un modo, chi in un altro. Anche solo fisicamente, senza metterci troppa testa. Fisicamente intendo in senso olistico.

Ma davvero per me se hai una lingua troppo dura, troppo appuntita, o se hai un tocco secco, non morbido, non mi è proprio possibile andare avanti.

Che cazzo ho nella testa?
Come fanno loro?

Bah.
Fatto sta che ora i lutti sono diventati 3.
1 è Daniele, e gli altri 2 le mie migliori amiche che hanno deciso nella stessa settimana di mettersi con i rispettivi.
Felici e contente.

È normale che io non sia cosi felice per loro? Che dentro di me veda questi avvenimenti come una brutta notizia per me?

E adesso come cazzo vado avanti se loro saranno indisponibili?

Psyco dice che mi reinventerò.
Io ho tanto timore che invece mi fermerò in un angolo e non mi riprenderò più, già sopraffatta dalla delusione sentimentale e ora presa a calci dalla felicità e soddisfazione altrui.

Sono talmente nell'ansia di trovare compagnia che adesso sto lasciando il mio numero a destra e a manca tra tinder e un altro social di sto genere.
Come se l'ansia di rimanere completamente sola si placasse vedendomi che mi do da fare per scacciarla.

La verità è che non me ne frega un cazzo di quelli con cui esco o uscirò.
È che mi DEVO vedere in movimento.
Quasi che debba seguire il loro flusso, la "moda" di trovare una persona.

Adolescenziale, no?
Fa tutto parte del mio status di adesso.
Psyco dice che ovviamente non sarei adesso in grado di mandare avanti una qualunque relazione, ma che d'altra parte devo mantenere socialità.

Mi chiedo, se vivessi in un posto sperduto e non qui a Roma dove queste opportunità ci sono....ma come farei? Che mi inventerei?
Questo solo per arrivare a conclusione che ok la socialità, ma qua c'è da ripartire da me e dai miei obiettivi.

Posso dire che ora non vedo grosso senso in nessuno di quelli che mi ero prefissa mesi fa?
È questa depressione?

Viaggiare.
Ancora la voglia di viaggiare mi salva.
Ma non posso viaggiare sempre, e il viaggione è già in programma quindi manco a dire che ne posso fare un altro a breve.

Quindi?
Buttarsi sul lavoro? Inventarmi una preoccupazione più seria, chiamando all'ordine l'ipocondria come l'anno scorso?
Non fare nulla fino a che non mi sveglio dal torpore? E se il torpore diventasse la normalità?
Forse a quel punto, e solo a quel punto, dovrei ricorrere ai farmaci.
Oggi ci ho dato un'occhiata, fanno un po paura.
Uno di quelli lo conosco e se posso dire la mia, a me al tempo non fece gran che, forse perché era in dosi più che minime per curare quell'altra cosa, e non la depressione.

C'è sempre una via d'uscita?
Sarei io la via d'uscita o l'empatia con la non-felicità altrui?
Perchè ad oggi, forse, se le mie 2 migliori amiche fossero senza nessuno, mi sentirei un po' meno anormale, un po meno sfigata; quantomeno dovrei gestire solo il lutto di Daniele, e già te pare poco...

Boh, non so che sperare.
Se domani avere una grossa rogna lavorativa, o fisica, o familiare...ma non sarebbe giusto, mai.

Mi sento in un buco anacronistico di inadeguatezza.
Il confronto....il confronto mi uccide dentro, e so che è la cosa più sbagliata, soprattutto adesso.
Ma proprio non riesco a farne a meno, come se avessi bisogno di avere attorno a me solo persone che stanno come me se non peggio.
Per non vincere il trofeo della più sfigata dell'anno...come sempre, d'altra parte.

venerdì 30 agosto 2019

Sollievo...ripartenza (forse)

Psyco dice che non sono depressa e che per quanto lo riguarda non mi prescriverà farmaci.
Perchè sono (ancora) in grado di elaborare i pensieri e farne una mappa mentale su carta, come ho fatto.

Dice che i resistenti alla psicoterapia sono coloro che non riescono ad elaborare le situazioni, e che quindi non riescono a capire i motivi dei loro comportamenti.

Dice che io ho preso una bella sberla che mi ha dissestata, e che l'equilibrio che avevo e che ho perso in realtà è stato buttato giù perche era ancora "giovane", cioè consapevolezze consolidate da pochi mesi, ed è normale che sia volato via. Che lo ritroverò.

Dice che non devo darmi colpe, che la responsabilità di Daniele è solo frutto di se stesso e non di me; è convinto che non tornerà, e vorrebbe lo fossi anche io.

Dice ora di farmi 2 liste a partire da quella mappa, una per cronologia di percezioni, e una di priorità su cui lavorare.
Dice che è in grado di starmi dietro per lavorarci, che non devo cambiare approccio.

Abbiamo parlato, accennato, a quegli eventi passati che avevo insabbiato; ci torneremo sopra.

Sono sollevata, in parte.
L'altra parte di me soffre perché so che alcuni equilibri cambieranno con le mie amiche, soprattutto dopo sta storia di Formentera.
Lui dice che mi adopererò e mi darò da fare per adeguarmi.

Vorrei una volta tanto che gli altri si adeguassero alle mie nuove esigenze...

Mai na gioia

YEntrambe le mie migliori amiche di stanno frequentando con dei tizi che molto probabilmente diverranno i loro compagni.
Un sacco di gente che conosco di è fidanzata durante questa estate, anche i più improbabili.

Io sto al palo, non cambia niente.

Non sento gambe, entrambe le braccia stanno cadendo per le righe di cui sopra...si prospettano un autunno e un inverno lunghi più di questa estate, molto solo, in cui dovrò inventarmi qualcosa per forza.

Qualcosa, a sto punto di qualsiasi tipo pur di vedere socialità, di ricrearmi una cerchia.

Figuriamoci di cercare una persona, quello è un'esigenza più per rimanere al passo con la gente che per altro.
Anche perché al momento vorrei solo Daniele o un suo clone, cose impossibili quindi.

Non mi arrendo ancora, sono davvero di coccio.
Chissà perchè nella mia testa sono ancora convinta che ci riprenderà, che tornerà e vivremo felici e contenti.
Mi piacerebbe capire da dove proviene questo retaggio, adolescenziale per lo più.
Film? Cartoni? Serie TV?
Può darsi.
Ma come dicevano gli Articolo 31 "La vita non è un film".

E niente si avvera quando pensi che sia la volta buona e ci catichi chilate di aspettative.

Ha ragione la mia amica, non so perchè ma nella mia mente non si è sviluppata la capacità di reagire a eventi negativi. O meglio, di accettarli senza farne drammi esistenziali che incidono sull'intera percezione della mia vita.
Ha ragione mio fratello che dice che sono un'adolescente a causa del fatto di aver avuto poche serie esperienze e quindi ogni volta è come se fosse la prima e tengo il diario dei sogni carico di cuoricini.

Onestamente, dopo tutte queste elucubrazioni, non so più dove stia la mia verità.
Vedo opaco, c'è che vorrebbe che ridimensionassi tutta la questione per far riemergere le mie cose positive e ripartire da lì.
Chi dice che devo andare a fondo a scavare le ragioni intime.

Io non so più che fare, e oggi vado da psyco con una miriade di appunti scritti un po a caso, un po brilla, un po disperata.

Nota di colore, che fa schifo però: ieri sono uscita, per la prima volta dopo anni, con un tinderaggio.
Lui era molto, molto carino.
Ma non ha pagato un caffè e un crodino che ho offerto io alla fine, davanti alla casa perché non tirava fuori il portafogli.
Mi ha portato a dare un giro in macchina fermandosi nel punto più brutto tra salaria e prati fiscali, ha quasi mezzo oreteso un massaggio al collo con la scusa che gli faceva "tanto male", per poi baciarmi in modo osceno pensando che mi piacesse.
La saliva più acida che abbia mai avuto modo di sentire, roba che sono dovuta tornare a casa a lavarmi collo, bocca e denti perche era un odore terribile rimasto addosso.

Una tristezza infinita.
Ah, dulcis in fondo mi sta dando buca anche l'ultimo baluardo su cui puntavo, anzi,puntavano più le mie amiche che altro...
Fantastico, no?

martedì 27 agosto 2019

Acquisto obbligato

Ho acquistato il volo di ritorno anticipato a domani.
Non riesco a stare qui, non riesco a stare tra le gente, facendo finta di essere serena.
Sono ottenebrata, non rido, mangio poco.

La mia metamorfosi nel peggio di me viene man mano fuori.
Voglio odiare e farmi odiare, vorrei urlare ma tengo tutto dentro.
Ho visto la sua nuova foto profilo su Facebook, un selfie.
Lui odia farsi le foto.
Risale a più di un mese fa, ma lo ha messo solo qualche giorno fa sul social.
A chi era destinato quel selfie?
Quando li faceva li mandava a me, proprio perché dice sempre di venire male in foto.
Quindi quella non era per Facebook né per vezzo.
Era per qualcuna.

Mi ha mentito quindi.
Ne sono quasi certa.
Poi una bella foto rilassato a Bruxelles, nel viaggio-incubo (a detta sua, che sarebbe stato)con la mogliettina.

Sorride in entrambe le foto, sicuro di lui.
Quelle espressioni che mi fanno pensare che tanti problemi poi non ne ha, e che soprattutto Elena da un pezzo che non era destinataria di quei sorrisi.

Poi, guarda un po, pubblicate mentre io ho disattivato l'account.

Mi ha fatto male, ho avuto un balzo al cuore.

Nel frattempo oggi ho passato tutto il pomeriggio sul letto.
Che ci fosse pioggia, come è stato, o sole...poco me ne è importato.
Il mio umore nero e il radicamento di vedere loro 3 sereni mi ha fatto muovere per acquistare quel ritorno di domani.

Mi penso più serena sul mio letto, senza sapere che combinano, senza sapere di stare su un'isola dove il sorriso è d'obbligo.

Non mi è mai capitato di acquistare un volo o un ritorno in data anticipata, nei viaggio con gli amici.
Lo annovera tra le prime volte di quest'anno.
Avevo smesso di contarle da quando ho conosciuto Daniele.

Non so più che c'è nella mia testa, solo frastuono.
Solitudine nera, conta delle ore per arrivare a quel taxi domani e tirare un sospiro di sollievo.
Temporaneo, perché una volta tornata, una volta ritrovata casa, sarà un nuovo macello.

Accetto il mio limite, la cazzata di aver preteso troppo da me. Ovvero partire controvoglia.
Ma oltre questo io non voglio altre storie, di elucubrazioni ne ho fin troppe.

Un casino di estate, un casino dentro.
Voglio scomparire, tanto ormai neanche facebook mi serve più, non devo dimostrargli piu niente.
Ho declinato l'invito all'evento del club per causa sua.
Tutto per causa sua, da maggio.

Non concepisco come sia andata così fuori di testa per uno.
Fuori di testa, letteralmente.

E se nella mia testa balenava la speranza di sapere che anche lui mi pensava, quel selfie ha smontato tutto.
E ho capito tutto.

Non era solo la moglie il problema.
Era un'altra, cioè quello che gli ho chiesto e a cui ha risposto no.
Sapevo che stava mentendo ma volevo prenderlo per buono.
Ha fatto però il passo falso, io so quando e perché si fa i selfie.....
Ha senso pensarci?
No ovviamente.

Ma fa male sentirsi ucciso l'ultimo barlume di speranza.

Per cui da oggi in poi non devo più dimostrare nulla, non c'è nulla che possa fare per farlo tornare indietro.

Nulla.
Come mi sento io adesso, totalmente nulla.
E abbandonata.
Da lui, dai compagni di vacanza, dall'amica del cuore (che bellamente si fa gli affari suoi stando con loro, pure se li conosce poco e sapendo che io sto qui dentro casa a sbattere la testa al muro....ma dicono che è giusto così, no?).

Stavolta non mi rialzo.
Non mi va proprio.
Come non mi va di alzarmi da questo letto.

Sto pensando di mettermi in malattia quando torno a lavoro, facendomi fare certificato per esaurimento dallo psyco.

Non credo di riuscire a lavorare cosi, e pure si dice che almeno tengo la mente impegnata.

Ma io la mente ce l'ho impegnata di mio giorno e notte, di nuovo anche la notte perché sto pensiero non smette di girare.
Chiederò a psyco un incontro prima di quello previsto, un incontro-scontro perché devo capire, deve dirmi qualcosa di sensato, più sensato.
Deve trattarmi da malata.

lunedì 26 agosto 2019

La morte in vacanza

Eccomi qui, ferma immobile su un letto nell'appartamento di Formentera.
Ho avuto l'ennesima crisi di pianto e nervi, complice una discussione con una compagna di viaggio.

Lo avevo detto che non volevo partire, lo avevo detto che non era una buona idea.

Ma stamattina, sul traghetto da Ibiza, quella brezza marina mi aveva messo di buonumore, quasi tranquillità.

Poi è arrivata la stronza, sì lo stronza di turno e tutto si è capovolto.
L'umore ai minimi storici, la depressione galoppante, i singhiozzi, la voglia di tornare a casa subito.
La vergogna di farmi vedere così fragile
Il senso di colpa di non essere né di compagnia né di gancio tra le persone che non si conoscono.
Ma soprattutto la sensazione di sconfitta.

Io, vinta dalla vita.

Proprio vero che il viaggio può non aiutare affatto e anzi, caricare ancora di più in valigia i fardelli che si portano.

Io al momento spero in un bel colpo, un infarto che mi si porti via così non devo più dare spiegazioni, non devo sbattermi per farmi vedere più serena, non devo più essere così triste da far venire tristezza e compassione agli altri.

Questo non dipende da Daniele.
Lui è stato solo la miccia.
Ha scatenato tutte le mie insicurezze e i mostri della vulvodinia, tutto quello che stavo tacendo da anni.

Daniele non c'entra, anche se oggi avrei voluto scrivergli con rabbia per dirgli "È colpa tua se sto così, è colpa tua se non mi diverto in vacanza e piango, se butto soldi in viaggi che finiscono male".

Ma lui non c'entra, e sotto sotto forse è stato una benedizione per capire quanto, prima che arrivasse lui, mi sia illusa.
Illusa di star bene, di aver trovato un equilibrio, dei progetti per me, degli obiettivi.

Balle.

Ho voluto non vedere, ho voluto sotterrare quella parte di me nera, ai limiti della sopravvivenza e dell'autosabotaggio.
Ed eccola qua che emerge, più forte che mai, più forte di sempre.

È emersa perché ho tolto il velo di Maya dopo di lui, e sono nuda davanti a me stessa sola.
Questo mi sconforta e mi impaurisce, perché percepisco più che bene questa aura di depressione.
Quella che psyco continua a negare, ma io adesso la sto toccando forte, la stringo nelle mani.
È la voglia di non fare più niente per me stessa, di non riemergere più, di evitare di scomodarmi perchè so che ogni risultato ottenuto è fuffa, illusione, ipocrita convincimento di farcela.

Devo mettermi invece nella prospettiva che Elena non è una persona normale, ma è una malata e come tale va trattata e come tale si deve percepire, perché è la sua vera natura.

Inutile fingersi qualcun altro, pretendere da me stessa di scalare montagne con le infradito.
Io sono questa, resistente a ogni psicoterapia o motivatore.
Sono devastantemente chiusa nel mio dolore perenne, dolore di undicenne da cui non sono mai più uscita.

domenica 25 agosto 2019

Il vezzo

Sono uscita con Poste ieri sera, all'1.
Ha accettato un invito dell'ultimo secondo per un amaro al volo, nel peggior bar di Cinecittà.
Mi aveva scritto lui, insperato, ieri pomeriggio tardi.

Non è successo niente, e niente credo accadrà.
E stato al suo posto, io sono stata al mio, abbiamo parlato di viaggi, di lavoro, di case.
Ho cancellato il numero, come mi ero ripromessa subito dopo il primo messaggio.

È stato un incontro estemporaneo, e non aggiungo altri aggettivi perché effettivamente non ce ne sono.

Mi dico, mi sono data una possibilità, chi l'avrebbe fatto al posto mio?
Non lasciare niente di intentato. Non sono sicura che sia la mentalità corretta.

Vorrei portarmi dietro a Formentera, nei prossimi giorni, almeno il contatto epistolare per avere un pensiero, non dico una speranza, ed evitare il suicidio lì...

Ieri, proprio mentre ricevevo il suo messaggio, ho dato per certo alle mie amiche con cui parlavo a casa mia, che il mio obiettivo adesso è non avere più un obiettivo relazionale.
Devo diventare ancora più brutta e detestabile, così avrò buone ragioni non solo per non essere desiderabile, ma anche per essere scaricata.
Ho bisogno di buone ragioni.

Allora perché sono uscita con lui?
Per vezzo, meramente vezzo.

Per dimenticare di essere così inadatta, almeno per un'ora.

Ora, a differenza di giugno, inizia la metamorfosi nella peggiore versione di me stessa di tutti gli anni.
Una scusa per non guardare in faccia la realtà?

Forse, ma a me adesso va così.
Non voglio più guardare niente, me stessa tantomeno, dentro e fuori.
Sono stanca e incazzata con la mia vita, e lo sto accettando finalmente.

Non voglio partire.

sabato 24 agosto 2019

Febbre

Non ho voglia di partire, di fare finta di essere spensierata.
Non ho voglia di stare in mezzo alla gente, come ieri sera quando senza una ragione precisa mi sono rabbuiata e non sapevo più che dire, e le persone attorno a me se ne sono accorte.

Ho tanti di quei pensieri irrisolti che adesso non so se sarebbe meglio scavarli tutti dentro in una full immersion di solitudine, o scacciarli via e riprenderli solo a ferie finite.

Non ho voglia di partire, sto pregando che mi venga la febbre e sai cosa? Non me ne frega niente se rovino la vacanza ad altre persone.

Ci sono solo io adesso, conto solo io, il mio egocentrismo e il mio egoismo.

Andare a fare la figa a Formentera è quanto di più lontano dalle mie prerogative.
Tutto sto sole, tutta questa estate lunghissima dovranno finire, vorrei farle finire prima.
Tornerei addirittura in ufficio prossima settimana, pur di volare basso e non pensare troppo.

Lisa sta uscendo dalla sua crisi e ne sono contenta, crisi di gran lunga peggiore della mia e iniziata nello stesso momento.
Ne sta uscendo perché si è tenuta da parte il tesoretto in questo ultimo anno, e ora lo sta utilizzando.
E saranno felici, ne sono più che certa.

Ma gli equilibri cambieranno di nuovo e so che ne soffrirò perché un'altra spalla cede.
Proprio adesso che non mi sento neanche le gambe.
Vedere che lei risolve e rimanere al palo mi fa male.
Anche io vorrei risolvere, ma sono troppe le cose sa aggiustare e non serve una persona ad aggiustarle, servo solo io e la mia (al momento non buona) volontà di rimetterci mano.

Sono così stanca di pensare.
Penso e sono attendista, aspetto sempre che arrivi quel messaggio, o se non è quello di lui almeno quello di un altro.
Ho lasciato il numero al tizio che lavora alla posta, due giorni fa. Omonimo, occhi verdi però.

Come corollario di un post di qualche giorno fa, posso dire che se gli lasci il numero e non ti ricontatta entro il giorno successivo....non è interessato.

Non lo so, ho bisogno di un brivido che vado cercando come una pallina impazzita di un flipper.
Cosi, per non pensare, per distrarmi.
Invece succede che aspetto.

Ho troppo tempo libero per aspettare e pensare, questo è il grosso problema.
Non so davvero come utilizzarlo in modo costruttivo (no, la palestra non è per me costruttiva).
Ha ragione mio fratello a dire che se voglio cambiare casa devo tornare al quartiere dei miei. Quantomeno mi tengo occupata tra nipote e cazzi vari, e torno a casa mia a piedi.

Se ne è andato perché non mi ha accettata, e io non accetto questa semplice ed efficace verità.
Rimugino, rimugino in continuazione, cerco di risolvere un enigma che non esiste, perché è chiaro come la luce solare.

Posso andare cosi in vacanza?
Può chiamarsi vacanza quella come a Rodi?

Voglio essere scontrosa, umorale, capricciosa, mi devono lasciar stare perché io sto male e voglio crogiolarmi nello star male.
Mi vogliono in vacanza? Mi prendono così.
Permetto solo a un numero limitatissimo di persone di accedere alla mia umoralità e avere il potere di cambiarla, anche solo mezzora al giorno.

5 giorni lunghissimi.
Regalerei il biglietto al primo che capita pur di non andare.

Farei sesso col primo che capita, per la voglia che ho.
Ma ho bisogno di un sesso tranquillizzante, che non affronterei in vacanza ("che malattia avrà?", una domanda tra tutte).

Quindi?
Spero di avere 39 di febbre domani.