martedì 31 dicembre 2019
Bilanci, in poche parole
venerdì 27 dicembre 2019
Pensieri parole opere omissioni
martedì 24 dicembre 2019
Stai calma
lunedì 16 dicembre 2019
Come faccio sbaglio
domenica 15 dicembre 2019
Domenica mattina
lunedì 9 dicembre 2019
Ansia delle cose che finiscono
domenica 8 dicembre 2019
Cose a caso
sabato 7 dicembre 2019
Siddharta
venerdì 6 dicembre 2019
Come un gatto
martedì 3 dicembre 2019
porca troia
lunedì 2 dicembre 2019
La scoperta del sesso
mercoledì 27 novembre 2019
Basta basta basta
giovedì 21 novembre 2019
Il messaggio
6 mesi e un grazie
martedì 19 novembre 2019
Mettere dei punti
sabato 16 novembre 2019
Solito copione, parte 3
venerdì 15 novembre 2019
Darsi pace
martedì 12 novembre 2019
L'incubo di ogni donna
domenica 10 novembre 2019
Un mantra
sabato 9 novembre 2019
Solito copione, parte 2
martedì 5 novembre 2019
A un passo
Dicono si può sbagliare
Questa città si è illuminata
venerdì 1 novembre 2019
Solito copione...
giovedì 31 ottobre 2019
La candelina sulla torta
domenica 13 ottobre 2019
Alla frutta!
Connessioni neuronali al minimo storico.
Cecità da gelosia (inutile, peraltro): superato di molto il livello di guardia.
Ed è qui che arrivano le puttanate.
Speriamo non se ne sia accorta...ma Instagram non perdona.
Nnaggia a me...
mercoledì 9 ottobre 2019
Da New York è tutto...
Ci voleva di stare qui a New York per avere una conferma? L' ennesima?
Sciocca io, se non fosse che mi farei male mi darei dei cazzotti in testa.
Suo compleanno, fino a qualche minuto fa.
Stamattina mi viene la bella idea di mandargli gli auguri via Facebook, ma che mi dice la capoccia...
Pensavo non rispondesse, o se ci fosse stata una risposta sarebbe stata "Grazie, mi fa davvero tanto piacere sentirti. Mi piacerebbe incontrarti, parlare un po'...perchè ancora, nonostante tutto, mi manchi".
Invece?
"Grazie 1000!" con tanto di punto esclamativo idiota come a dire "Ehi amica".
Amica un cazzo.
Io non lo dimentico più, ma di sicuro oggi ho aperto totalmente gli occhi e quella speranza che covavo è (finalmente?) sparita, inghiottita da qualche tombino di Times Square.
D'altra parte che mi aspettavo dopo 100 giorni dalla fine?
Sono la barzelletta di me stessa, ancorata a un passato troppo corto e distante e a un futuro fatto di castelli in aria.
"Grazie 1000!" è sufficiente a dire tante cose, tutte quelle che gli avrei voluto chiedere ancora ma per cui non avrei ingaggiato il coraggio.
Quelle stesse domande che, non avendo risposte, mi stavano ancora tenendo in vita una possibilità e una sola.
È tutto, è davvero tutto.
Da New York restituisco la linea alla realtà.
giovedì 3 ottobre 2019
Reale
Non lo so che speravo.
Speravo mi chiamasse.
Speravo capisse, speravo aprisse gli occhi.
Invece niente, quel messaggio vocale che sicuramente avrà ascoltato è finito nell'oblio come tutto il resto.
Mi sento molto inutile adesso.
Mi sono sentita meglio, più libera, dopo aver parlato ma capisco che in realtà era la prima reazione di speranza di un suo contatto.
Non avevo elementi che mi dicessero che lo avrebbe fatto, eppure in cuor mio ho ancora quell'impressione di bontà.
Ho ancora l'idea di lui come buono, gentile, onesto, e soprattutto preso da me.
Ce l'ho perche è l'unica speranza che posso covare, l'unica giustificazione alla mia eterna attesa.
Mi dico, ha solo bisogno di una spintarella, vedrai che se provi a dargliela si sveglia.
Balle.
Quella verità che tanto nego è sotto gli occhi, mi veste ogni giorno, eppure io non voglio vederla.
Continuo a ripeterla, razionalmente, ma poi prende il sopravvento quella sensazione magica e potentissima. Che tornerà da me.
Idiozie.
Continuo anche a dirmi che futuro avrei avuto con uno che forse sarebbe tornato ma senza lasciarla. O se l'avesse lasciata, quante tribolazioni avrei dovuto sconfiggere. Per vedere un altare, poi, non ne parliamo...
Inoltre continuo a fare paragoni in giro, e puntualmente rimango delusa.
Nessuno alla sua altezza, nessuno che voglia ingaggiarsi davvero, che manifesti quell'attenzione, quella gentilezza che a questa età dovrebbe essere acquisita, uscire naturale.
Forse sono io che non la ispiro, forse non la merito.
O la merito da chi non ha niente da perdere con me, come lui.
Lui.
Troppo vivido in questi pensieri, è come se avessi messo il filtro nitidezza. Lo vedo stampato davanti a me, sorridente, che mi cerca, che mi tocca.
Io come cazzo faccio a farmela passare se lui è ancora così presente, così reale?
Reale, ecco il termine.
Quasi che riesca a sfiorarlo. È incredibile come ancora senta il suo tocco sulle mie mani, addosso a me.
Reale, realistico.
Non mi passa più. C'è gente che vive una vita a disperare per l'amore perduto. Forse sono destinata anche io.
3 mesi oggi dal mio "addio", è passata già una stagione. Fa venire i brividi.
3 mesi dai quali non sono più uscita.
Un labirinto di ossessione, mi viene da dire.
L'impossibilità di chiedergli ancora spiegazioni purtroppo mi frustra al punto di volerlo incontrare, chiamare, contattare via mail.
Ma non posso, e non me ne darebbe modo.
Gia quel messaggio vocale al suo capo è sufficiente.
È tutto sufficiente, tutto bastevole se volesse una strada spianata.
Ma non la vuole, magari anzi la sta cercando con un'altra.
Sono stanca di aspettare, ma più stanca ancora di non vedere progressi.
E soprattutto sono stanca di cercare di vedere lui negli altri, di trovarlo così.
Lui non è gli altri, ma secondo questa accezione, nessuno può andar bene per me.
Dichiarazione
E così mi sono dichiarata.
Che poi, non ce n'era neanche bisogno, sono cose che conosci da un pezzo.
Ho deciso di farlo con il tuo capo-amico perché non potevo affrontarlo di persona e dirglielo. Avrei pianto troppo, avrei fatto vedere la disperazione di una donna (sì, donna ormai) che nessuno dovrebbe vedere a parte lo specchio.
Un messaggio vocale di 10 minuti a giustificazione della mia uscita dal Club.
3/4 di messaggio dedicati a te...
Lui ti conosce, sa di che parlo, e non posso che parlarne bene nonostante tutto.
Ho sentito l'esigenza di avvicinarmi a te attraverso lui, che sia stupida oppure no poco importa.
Lui sa, ed era giusto che gli dicessi tutto, o almeno tutto quello che provo io, senza entrare nei particolari nostri e solo nostri.
Ho parlato di perdere la testa, di innamoramento, del fatto che mi hai fatto bene, la mia versione migliore, che spero che prenda un po da lui perché è un buon mentore e ti serve per crescere.
Ho fatto un accenno a quella cazzata di telefonata che ti hanno riportato, non potevo non farlo.
Ho parlato della mia impossibilità a incontrarti, anche per caso, del fatto che non posso e non voglio sapere nulla del tuo privato perché "ne morirei"; sì, ho usato esattamente questa espressione.
Credo di aver rimarcato il concetto che nonostante gli sforzi che sto facendo tu sei sempre lì nella mia testa, e che non mi passi.
Vorrei solo che ti passasse questo messaggio, e che spero non mi ridicolizzi ai tuoi occhi.
Il tempo sta passando e tu non sei più tornato, giusto o sbagliato che potesse essere per me.
Era l'unico modo per dire chiaro e tondo quanto mi manchi, quanto ci ho investito e sperato, quanto mi hai cambiata.
È quando le persone ti cambiano dentro che capisci che sono davvero importanti.
Se proprio non puoi leggerlo in questo blog, che almeno ti arrivi attraverso lui.
mercoledì 25 settembre 2019
La cuccia
Sono un po arrabbiata con me stessa.
Non riesco a farmela passare, me ne faccio stupidamente una colpa.
Sento il peso della responsabilità della mia "cura", cura che tarda a far effetto, anzi...cura che tarda a essere prescritta.
Mi manca.
L'idea? La persona? Me stessa?
Tutto. E quando dico tutto, intendo tutto.
Pure quella brutta sensazione di ansia, di sospetto.
È assurdo che mi manchi anche quella, ma era comunque un mezzo per sentirlo vicino, anche se distante.
Vorrei che sapesse tutto questo.
Vorrei impietosirlo, credo.
Vorrei che qualcuno lo contattasse e gli dicesse "Ehi, lei muore per te. E lei è pazzesca, la migliore che ti possa mai capitare di avere. Pensaci prima di buttar davvero via questa chance che la vita ti ha regalato".
Scema, no?
Non esistono miracoli in questo genere di cose, sono solo film. Io che campo di cinismo dovrei riuscire ad assimilare un concetto così semplice.
Ma quando si tratta di Daniele regredisco, non c'è un cazzo da fare.
Mi sono talmente ripetuta che devo far fluire sto dolore, che alla fine si sta cronicizzando e io mi ci crogiolo dentro.
Se solo sapesse quanto lo vorrei qui, a sentirlo annoiata parlare di lavoro, a ricevere anche i suoi silenzi, a sentire il suo respiro.
Porca puttana come sto messa male.
Sono uscita con un altro, è stato disagio a prima vista.
Nessuno mi sta facendo sentire bene come lui, nessuno riesce a farmi camminare a mezzo metro da terra.
Che palle. Sono stanca anche di ripetermi ste cose, mi dico che prima o poi mi annoierò talmente tanto da non dirle e non pensarle più.
Per ora non sono doma, ho come bisogno di queste sensazioni per star meglio nella cuccia di sofferenza che mi sono costruita addosso.
Da cui non ho intenzione di uscire, per ora e per non so quanto altro tempo.
domenica 22 settembre 2019
Affondi
Niente, andato a puttane anche l'incontro con Poste.
Ero davvero stanca ieri sera e ho scelto di non aspettarlo.
Scelta mia, quindi c'è poco da recriminare.
Probabilmente dopo ieri non ci sarà più contatto e va bene così, tanto so già come sarebbe andata a finire.
È che aspettavo ieri sera da qualche giorno, come il dolce dopo il pranzo.
Era l'unica cosa motivante della settimana, trovarmelo sul divano di casa a sorseggiare liquore alla liquirizia.
Sapendo poi bene che qualunque cosa fosse o meno accaduta, non era ciò che vado cercando.
Ma almeno un po' mi aveva distratta.
Come mi ha detto ieri una ragazza "Vedrai che tanti Poste ti aiuteranno a dimenticarlo".
Era quindi uno strumento, un mezzo, non un vero obiettivo.
E adesso?
Chi mi distrarrà, chi sarà un altro Poste con cui tenere la mente occupata?
Sono stanca anche dei social alla Tinder o Happn.
Il problema grosso è che cerco ancora Daniele i altre persone.
Il problema più grosso ancora è che così autoalimento la sofferenza anziché allontanarla.
Vorrei tanto parlargli di tutto questo, l'ho già detto....lo capirebbe? Mai, ho detto anche questo.
Ma in giorni come ieri, in momenti come adesso, io avrei così bisogno di esprimergli i miei sentimenti.
Invece questa voce soffocata mi fa andare fuori di testa.
Oggi c'è un evento del Club.
Avevo detto al Presidente che non mi sentivo di andare, settimane fa.
So, o almeno immagino, che lui si sia accertato della mia presenza, o che qualcuno glielo abbia detto.
Ho sperato mi chiamasse per dirmelo, anche solo per tentare di convincermi che dovevo andare per non creare sospetti.
Non ha fatto niente.
Sono sparita dalla sua memoria, ha liberato i miei giga e tutti quelli che hanno riguardato noi due.
Fa male essere dimenticati, cadere nell'oblio di una persona con cui ti chiamavi con parole affettuose, dolci, anche familiari.
Fa male dover pensare di sostituire in continuazione quella persona con altre non all'altezza, o con pensieri che oggi ci sono, domani scompaiono perché trascurati o dettati dalla necessità del momento, come farmaci a uso topico.
Sto cercando di fare più leva su di me e su ciò che mi piace fare, sto cercando di crearmi attorno una serie di contatti per la mia "passione" per modo di dire.
Non so se anche questo sarà un escamptage temporaneo tanto quanto Poste...
Se solo Daniele vedesse su quante cose sto provando a mettere le mani, o su quante mi sono ridotta a dover mettere le mani per non pensare a lui....se avesse questa misura, mi dico...cambierebbe idea? Certo che no, ma forse si renderebbe conto di quanto io avrei rischiato per lui, di quanto ci avrei speso della mia vita per lui.
Invece, ingrato (?), ignora e dimentica.
Sono acqua passata.
sabato 21 settembre 2019
Guai a chi la tocca
Sì, la conta dei giorni è una cosa a cui non riesco a rinunciare.
Oggi sono 4 mesi dal nostro primo bacio.
Un bacio rubato, quasi, in mezzo alla strada, vicino alla fermata della metro, con la mia macchina parcheggiata malamente sulle strisce.
Ricordo quasi tutto del 21 maggio.
Quando è venuto sotto al mio ufficio la mia prima impressione è stata "me lo ricordavo più alto"...non sapendo bene che fare l'ho anche fatto entrare, gli ho fatto fare un giro velocissimo presentandolo a qualche collega.
Non sapevo dove andare a prendere una cosa da bere e mentre decidevano eravamo di fronte alla mia macchina, che lui attentamente ha studiato per farmi capire le modifiche da apportare, come aveva fatto al tempo alla sua.
Gli ho anche detto dei freni che rischiavano, che avevo sostituito anche i dischi e rimasi sorpresa di una su commento iniziato con "eh ma tesoro..."
Ricordo la chiacchierata al bar, il crodino troppo freddo, lui in giacca seduto sul divano accanto a me prima a braccia conserte, poi aperte improvvisamente; e ce lo siamo detto, erano tecniche di comunicazione.
Il racconto del suo matrimonio, della fuga di febbraio, quello sguardo fisso su di me un po' curiosa e un po' imbarazzata.
Ricordo che avevo lo smalto rosa strass, e che lui era impazzito a vedermi guidare la macchina con "queste mani piccole piccole e le unghiette rosa!".
Aveva subito capito che guidassi bene.
Poi quel bacio, che di fondo non fu gran che, perché mentre succedeva mi dicevo "ma com'è che non parte, perché continua a girare la testa a destra e sinistra e non mi slingiazza per bene?".
E nella confidenza presa appena da 2 ore glielo dissi.
Mi disse, semplice, ho la lingua più corta degli altri perché appena nato ho rischiato di soffocarmi perche si era attaccata al palato e me l'hanno dovuta tagliare.
Mi sono sempre chiesta come ha fatto a non avere problemi di locuzione....
Ad ogni modo, il post bacio non lo ricordo, ma ricordo il pre.
Mi aveva fatto parcheggiare, mi ha detto"dai scendi che ci salutiamo", gli dissi che ero molto contenta di averlo incontrato.
Mi disse "e allora fammi vedere quanto sei contenta...".
Mi chiamava con gli occhi, non vedevamo l'ora di avvicinarci seppur fino a quel momento neanche una mano si era sfiorata.
Mi sono avvicinata io per prima, gli ho preso il viso tra le mani, ho sentito il suo abbraccio.
Era una bella sensazione, lingua a parte.
Non ricordo nulla di come sono tornata a casa, probabilmente frastornata ma contenta.
Non mi sembrava vero.
Giurai di non dirlo a nessuno, almeno per un po'; era una cosa troppo mia stavolta, me la sentivo addosso talmente tanto che per scaramanzia non volevo rovinare tutto.
A rovinarlo ci abbiamo pensato dopo...
E oggi leggo il post del Club sulla moglie, "Guai a chi ce la tocca", e mi viene una rabbia incredibile, mista ovviamente alla coda di paglia.
Guai a chi ce la tocca, quando per primi sono stati loro zitti a sapere e non dire niente.
Che ipocrisia.
Tutto sbagliato. Fin dall'inizio, lo so bene. Il suo sguardo, il suo tono rassicurante, il suo modo delicato, hanno fatto sì che mi lasciassi andare...coi risultati che sappiamo.
Ora è Guai a chi MI tocca.
lunedì 16 settembre 2019
Elusioni
Le mie amiche si innamorano.
Mi fanno vivere sensazioni che io ho lontane 90 giorni, e le capisco, le capisco bene.
Sono bellissime sensazioni.
Le uscite in cui ci si sente davvero in coppia, l'impressione più o meno corretta di provare dei sentimenti, i cuoricini negli occhi....
Che bello, penso.
Che malinconia, anche.
Nel mentre che loro si innamorano contemporaneamente, oh manco lo avessero deciso a tavolino, io bacio gente a buffo.
Tipo quello di ieri alla degustazione, fico ma fico...ma secondo me davvero scemo.
O quell'altro di sabato, il materano...troppo distante da me, olisticamente parlando.
Per cui?
Solita roba, non provo niente.
Zero emozioni, una pleura attorno all'emotività.
Tutto quello che faccio, anziché darmi più sicurezza in me stessa o quantomeno avviarmi alla lontananza da Daniele, mi fa da cartina tornasole.
Faccio consuntivi e mi dico, guarda come ti stai riducendo, guarda come non ti passa.
Anziché distanziarmi, facendo ste minchiate ho la misura di quanto ci stia ancora male e sia ancora legata a lui, anzi....a quel ricordo.
Perchè di ricordi ai tratta adesso
So che nessun ritorno sarebbe non solo fattibile ma sano, sano nel vero senso della parola, perché lui non può esserlo.
Io non volevo ricominciare da capo, non avevo intenzione di perdermi per ritrovarmi, io stavo bene così, tanto bene.
venerdì 13 settembre 2019
Rinfacci
Mi sento stanchissima, come se non avessi fatto vacanze, come se fosse stata tutta una tirata dall'inizio dell'anno.
Il motivo è sempre quello, le mie vacanze sono state tutto un rimuginare, tutto uno star poco bene, lacrime facili e malinconia.
Vorrei tanto rinfacciarglielo. Così, per sfogo personale, per rabbia.
Per dirgli "Vaffanculo, io ho passato delle vacanze di merda e sto qui al palo senza energie, ti vorrei vedere nei miei panni e invece manco mi chiedi come sto. È solo colpa tua, tutta colpa tua, legati la prossima volta che ti viene in mente di importunare una donna per pura soddisfazione ed entusiasmo facile".
La verità è che non potrei mai dirglielo perché la responsabilità è purtroppo condivisa, e quindi mi prendo le rogne e le loro conseguenze.
Io ho solo voglia di dimenticarlo, di bypassarlo e non ricordare più niente.
Il ricordo, se non condiviso, risulta inutile a volte.
Inutile e dannoso.
Ho pensato se questa fosse stata la mia ultima estate, sarebbe veramente un cazzo di peccato averla sprecata così.
martedì 10 settembre 2019
L'aspirapolvere
Non riesco a uscire con nessuno.
Ma mica perché non voglio. Semplicemente non mi cercano, o se lo fanno succede come Poste che fa le finte.
Su Eni quasi ci speravo ma sapevo che non mi sarebbe piaciuto, anche se mi faceva un sacco ridere.
E amen.
Quel matto di Tinder meglio che non si faccia sentire.
Idem per quel rincoglionito del sommelier, quello del "ho voglia di vederti!" con 6 punti esclamativi.
Come mi ha dato le sòle con le collaborazioni, ovviamente me l'ha data pure per uscire. Pure coglione.
Sai cosa?
Mi sono riempita di libri, chissà se la voglia di leggere e formarmi (sono libri principalmente sulla psiche e sulle emozioni) passerà a breve, ma io ci sto.
Come riprendere il corso sommelier.
Forse di questo adesso ho bisogno.
Ho bisogno di respirare in giro per il quartiere e far fluire le bolle della mia testolina, e trovarmi sotto casa pensando che in fondo oggi non è andata malissimo, non l'ho pensato così tanto.
Oggi va così, sono orgogliosa del mio nuovo aspirapolvere e sento che così può bastarmi per ora.
Che per ora ce la faccio benino.
Purché non arrivi il weekend.
domenica 8 settembre 2019
L'ultima della specie
Stasera ho solo voglia di piangere.
Per il tempo andato e quello sprecato, per il futuro incerto e l'ansia di un controllo che non posso avere.
Non ho la bacchetta magica, non pretendo di averla, ma a volte guardo gli altri, nelle loro timide o sporche, gioiose o vaghe vite e provo invidia.
La provo perché li vedo arrivati, sazi, tranquilli.
Io invece sto avvelenando l'anima con pensieri di solitudine e spreco di tempo, con una lancetta sopra la testa che muove la mia incuria per le aspettative sociali e familiari su di me.
Il confronto mi abbatte, mi sento l'ultima della specie ad essere rimasta inespressa, sola, brutta.
Perchè queste altalene di emozioni ancora?
Non le avevo appena sistemate?
Cazzo.
Cazzo cazzo cazzo cazzo.
Stasera mi manca ancora Daniele.
Ma perché non torna?
Torna ti prego, voglio stare al tuo gioco e alle tue regole, voglio prendermi quelle briciole di te.
Ma torna, per favore, non sono risolta senza te.
Non sono risolta.
Ma perché sei capitato proprio a me?
Potevi farti gli affari tuoi, startene al posto tuo?
Quante vorrei dirgliene adesso, di buone e di meno buone.
Frustrante il pensiero che non potrò più farlo.
Il modo lo troverei pure, ma non il coraggio, mai.
La vergogna di aprirmi a lui totalmente e vedere di nuovo quello sguardo che non mi segue, che scuote con la testa...non riuscirei a reggerlo.
Troppo tempo, è passato già troppo tempo per tutto, per l'irrecuperabile.
Mi sento sola. Sola non sono, ma mi sento davvero sola.
Perchè l'unica persona, la più sbagliata, non è pervenuta. Nc.
Io sono al traguardo ad aspettarlo, e lui non arriva. Si fa notte, mi accampo, dico che ha avuto un problema fisico, magari si è addormentato....e aspetto ancora.
Smontano il traguardo, tolgono le barriere, qualcuno mi dice che non posso più stare lì perchè adesso torna la circolazione normale.
E io non mi arrendo e prendo una bandierina in mano per far vedere il meeting point, continuando a sventolarla in piedi, lato strada.
Ma tu non arrivi più.
Il freddo, la pioggia, la grandine arrivano e io sono ancora là, perché mi hai promesso che saresti arrivato, anche ultimo, chi se ne frega...
Conta ritrovarsi, conta abbracciarai venendosi incontro, tu esausto dalla maratona, io aspirata dall'attesa.
Ecco come sto oggi.
Domani potrei togliere la bandierina, sedermi per riposare un po e chiudere gli occhi, col rischio di non vederti passare.
Potrei iniziare a guardare le macchine che passano, o distrarmi guardando nella direzione opposta a dove dovresti arrivare tu.
Potrei coprirmi, che inizia a far freddo vero.
Magari scambiare 2 parole con un viandante, magari chiedo informazioni se ti hanno visto le varie macchine che passano.
Nessuno ha trovato niente.
Neanche il tuo numero di gara, quello che abbiamo scelto insieme.
Non arriverai al mio traguardo, avrei voluto accoglierti con un abbraccio senza fine.
Chi se ne frega se saresti arrivato sderenato e fradicio e puzzeresti, deperito nel fisico e nell'umore.
Io ho bisogno di te, come dell'aria che non respiro più da quando sto sott'acqua.
Quando mai leggerai tutto questo?
E se pure fosse, riuscirai mai a capirne la profondità, apprezzarne il contenuto e afferrare il concetto che non so come ma mi sono innamorata e cazzo perdutamente?
Perdutamente.
Scadenza 09/19
Sbirciare di traverso che sei contento, che a lavoro sta andando particolarmente bene (e ne so qualcosa, eri con me quando avevi avuto audit), che sembri rasserenato nelle pochissime foto (e anche meno magro rispetto a un mese fa) mi fa piacere, ma mi scoraggia anche.
Non per te, ma per l'obbligato confronto che faccio con me stessa.
Ancora alti e bassi, ancora con te in testa dopo 2 mesi.
Che mi ero ripromessa se non fossi migliorata dopo 2 mesi?
L'ho scritto proprio qui.
Ma a quella visita non ci andrò, non è il momento di ingaggiare sogni incoscienti.
Ti vedo sereno, e nel frattempo sparisco sempre più dal tuo mondo.
Ho bloccato anche i tuoi stretti contatti, per non farmi male, per bruciare le navi dopo la partenza, cosi da non poter tornare indietro.
Anche questo mi serve al tuo allontanamento, ormai solo mentale (forse sempre stato).
Ho ancora così tanto bisogno di tenerti a distanza, eppure sbircio da lontano come un padre la figlia minorenne a un appuntamento al buio.
Ho bisogno di allontanare tutto il tuo mondo e non so come fare, perché la pagina della tua azienda, a differenza delle persone, non posso bloccarla. Per cui è tutto nelle mie mani e nella mia buona volontà di non metterci il ditino.
Alcuni ricordi sono svaniti, altri ancora danno quelle vampate di calore che sono misto di emozione e scoramento. "Io come ero", sembra che parli al passato di 20 anni fa.
Però ero bella cazzo.
Ero bella e forte e cazzuta e sicura, e tronfia di averti conquistato, e serena, quasi magica. Cambiavo io e cambiava il mio mondo attorno.
Potere della mente, e un booster di te che ci faceva il paio.
Non so se credere nel rimpiazzo, nel chiodo-schiaccia-chiodo.
Qualche volta ha funzionato, ma dopo tanto tanto tempo.
Per cui ancora non ho trovato il tuo rimpiazzo, e lo sto cercando, sul serio.
Ma nessuno che mi riempia occhi e un po' la mente, per ora...ma ci sta, nonostante siano passati 4 mesi dai nostri primi contatti-oh, 4 mesi- e oltre 2 dalla fine -oh, 60 giorni- sono ancora sotto botta.
A giorni alterni, che fluiscono male soprattutto quando sto in mezzo a tante persone, e qualcuno che non mi vede da un po' o non mi conosce capita che mi chieda "come è andata l'estate"....e lì gli occhi di nuovo si riempiono di vuoto e lacrime.
Continuo a ripetermi come un mantra "Eri indisponibile, eri indisponibile, eri indisponibile" e giuro ci credo davvero. In alcuni momenti però lo scoramento e la nostalgia mi formicolano nelle vene, la testa vaga su quello che sarebbe potuto essere, poi torno lucida e dico "non poteva essere niente di diverso da questo, altrimenti lo sarebbe stato e io non sarei qui così".
Un rosario, davvero, recitato a labbra socchiuse.
Ancora mi chiedo se ci pensi mai, se ci sei mai tornato con la mente. E mi rispondo, lo so che non lo fai più fatto, che è più semplice non pensarci e che hai i tuoi buoni motivi per aver depennato (anche) me.
Non ci sarebbe stato niente di buono, avrei atteso inutilmente e avrei fatto l'amante raccogliendo briciole. Hai ragione.
Le stesse che ho raccolto in quei momenti, anche se a me sembravano un panino con la porchetta intero, grasso, sugnoso.
mercoledì 4 settembre 2019
144 a 1
Il concetto è di una semplicità imbarazzante.
144 mesi vs 1.
Come ho fatto a sottovalutarlo?
Come pensavo che 1 solo mese bastasse per fargli buttare 144 mesi con la moglie?
Per carità, pieni di corna, ma alla fine ha sempre "vinto" lei.
E come ho potuto, posso, pensare che la mia sia mai stata una sconfitta?
Non c'è mai stata partita, ecco che.
Non posso pensare di aver perso un'occasione se questa occasione era stata già presa 144 mesi prima???
Stamattina ragionavo così, e mi sono sentita un po' meno in colpa.
Mi sono detta che non sono io che lo avevo perso, che non ero stata in grado di tenerlo...ma che non era mai stato a mia disposizione.
Facile.
144 vs 1.
Che pensavo, che di punto in bianco -pure paraculo che fosse- con un colpo di spugna cancellare sereno 12 anni di cui 5 di matrimonio e 7 di fidanzamento (e 7 totali di convivenza)?
Ma che me dice la capoccia.
Arrivo io, gli faccio girare la testa e puff!!! tutto scompare magicamente?
Ha ragione a dirmi "io non ti ho mai detto che l'avrei lascista".
Non perché effettivamente me lo abbia mai detto, anzi....ma era sottinteso.
Sveglia, Elena!
Gli ho attribuito una mente piccola piccola e superficiale, un senso del rischio troppo alto e una capacità pratica di cambiamento esagerata.
Non avrebbe potuto cancellare 12 anni neanche se io fossi rimasta. Non lo avrebbe fatto MAI.
Non si buttano così gli anni insieme, pure se li soffri.
Alla fine, sei sempre non solo tornato da lei, ma non te ne sei mai davvero andato.
È anche questo il potere dell'amore.
domenica 1 settembre 2019
Domande, tante domande...solo domande
Io non so come fanno.
O come sanno che andrà bene.
Sarà che ho poca esperienza e che sono iperselettiva, per cui soprattutto nel contatto fisico basta un bacio fatto male che per me è finita lì.
Oddio.
Con Daniele il bacio non è stato il massimo ma compensava il fatto che mi piacesse proprio tanto fisicamente.
E aveva un modo di accarezzarmi, di prendermi il viso o di sfiorarmi bellissimo.
Però ricordo i dubbi "Oddio e quando lo vedrò nudo? E se vedo per esempio che ha le braccia troppo magre? O che ha un pene che non mi piace? O che ha un tocco troppo pesante, o poco morbido?". E questi sono solo alcuni dei dubbi eh...
Le mie amiche no.
Loro sanno già in anticipo e non so come cazzo fanno.
Per cui 3,2,1 conoscono un tipo che gli piace, lo baciano ed è perfetto, tempo zero ci fanno sesso ed è perfetto, e lo fanno per giorni e giorni.
Non trovano mai difetti quando me ne parlano, e la cosa bella è che sono davvero contente e soddisfatte.
Parlo ovviamente della parte fisico-chimica, la questione testa è un altro discorso.
Come mai io non riesco?
Per me la chimica con un ragazzo è qualcosa di davvero raro da trovare.
Forse perché ho beccato quei pochi che a me sono piaciuti proprio tanto, chi in un modo, chi in un altro. Anche solo fisicamente, senza metterci troppa testa. Fisicamente intendo in senso olistico.
Ma davvero per me se hai una lingua troppo dura, troppo appuntita, o se hai un tocco secco, non morbido, non mi è proprio possibile andare avanti.
Che cazzo ho nella testa?
Come fanno loro?
Bah.
Fatto sta che ora i lutti sono diventati 3.
1 è Daniele, e gli altri 2 le mie migliori amiche che hanno deciso nella stessa settimana di mettersi con i rispettivi.
Felici e contente.
È normale che io non sia cosi felice per loro? Che dentro di me veda questi avvenimenti come una brutta notizia per me?
E adesso come cazzo vado avanti se loro saranno indisponibili?
Psyco dice che mi reinventerò.
Io ho tanto timore che invece mi fermerò in un angolo e non mi riprenderò più, già sopraffatta dalla delusione sentimentale e ora presa a calci dalla felicità e soddisfazione altrui.
Sono talmente nell'ansia di trovare compagnia che adesso sto lasciando il mio numero a destra e a manca tra tinder e un altro social di sto genere.
Come se l'ansia di rimanere completamente sola si placasse vedendomi che mi do da fare per scacciarla.
La verità è che non me ne frega un cazzo di quelli con cui esco o uscirò.
È che mi DEVO vedere in movimento.
Quasi che debba seguire il loro flusso, la "moda" di trovare una persona.
Adolescenziale, no?
Fa tutto parte del mio status di adesso.
Psyco dice che ovviamente non sarei adesso in grado di mandare avanti una qualunque relazione, ma che d'altra parte devo mantenere socialità.
Mi chiedo, se vivessi in un posto sperduto e non qui a Roma dove queste opportunità ci sono....ma come farei? Che mi inventerei?
Questo solo per arrivare a conclusione che ok la socialità, ma qua c'è da ripartire da me e dai miei obiettivi.
Posso dire che ora non vedo grosso senso in nessuno di quelli che mi ero prefissa mesi fa?
È questa depressione?
Viaggiare.
Ancora la voglia di viaggiare mi salva.
Ma non posso viaggiare sempre, e il viaggione è già in programma quindi manco a dire che ne posso fare un altro a breve.
Quindi?
Buttarsi sul lavoro? Inventarmi una preoccupazione più seria, chiamando all'ordine l'ipocondria come l'anno scorso?
Non fare nulla fino a che non mi sveglio dal torpore? E se il torpore diventasse la normalità?
Forse a quel punto, e solo a quel punto, dovrei ricorrere ai farmaci.
Oggi ci ho dato un'occhiata, fanno un po paura.
Uno di quelli lo conosco e se posso dire la mia, a me al tempo non fece gran che, forse perché era in dosi più che minime per curare quell'altra cosa, e non la depressione.
C'è sempre una via d'uscita?
Sarei io la via d'uscita o l'empatia con la non-felicità altrui?
Perchè ad oggi, forse, se le mie 2 migliori amiche fossero senza nessuno, mi sentirei un po' meno anormale, un po meno sfigata; quantomeno dovrei gestire solo il lutto di Daniele, e già te pare poco...
Boh, non so che sperare.
Se domani avere una grossa rogna lavorativa, o fisica, o familiare...ma non sarebbe giusto, mai.
Mi sento in un buco anacronistico di inadeguatezza.
Il confronto....il confronto mi uccide dentro, e so che è la cosa più sbagliata, soprattutto adesso.
Ma proprio non riesco a farne a meno, come se avessi bisogno di avere attorno a me solo persone che stanno come me se non peggio.
Per non vincere il trofeo della più sfigata dell'anno...come sempre, d'altra parte.
venerdì 30 agosto 2019
Sollievo...ripartenza (forse)
Psyco dice che non sono depressa e che per quanto lo riguarda non mi prescriverà farmaci.
Perchè sono (ancora) in grado di elaborare i pensieri e farne una mappa mentale su carta, come ho fatto.
Dice che i resistenti alla psicoterapia sono coloro che non riescono ad elaborare le situazioni, e che quindi non riescono a capire i motivi dei loro comportamenti.
Dice che io ho preso una bella sberla che mi ha dissestata, e che l'equilibrio che avevo e che ho perso in realtà è stato buttato giù perche era ancora "giovane", cioè consapevolezze consolidate da pochi mesi, ed è normale che sia volato via. Che lo ritroverò.
Dice che non devo darmi colpe, che la responsabilità di Daniele è solo frutto di se stesso e non di me; è convinto che non tornerà, e vorrebbe lo fossi anche io.
Dice ora di farmi 2 liste a partire da quella mappa, una per cronologia di percezioni, e una di priorità su cui lavorare.
Dice che è in grado di starmi dietro per lavorarci, che non devo cambiare approccio.
Abbiamo parlato, accennato, a quegli eventi passati che avevo insabbiato; ci torneremo sopra.
Sono sollevata, in parte.
L'altra parte di me soffre perché so che alcuni equilibri cambieranno con le mie amiche, soprattutto dopo sta storia di Formentera.
Lui dice che mi adopererò e mi darò da fare per adeguarmi.
Vorrei una volta tanto che gli altri si adeguassero alle mie nuove esigenze...
Mai na gioia
YEntrambe le mie migliori amiche di stanno frequentando con dei tizi che molto probabilmente diverranno i loro compagni.
Un sacco di gente che conosco di è fidanzata durante questa estate, anche i più improbabili.
Io sto al palo, non cambia niente.
Non sento gambe, entrambe le braccia stanno cadendo per le righe di cui sopra...si prospettano un autunno e un inverno lunghi più di questa estate, molto solo, in cui dovrò inventarmi qualcosa per forza.
Qualcosa, a sto punto di qualsiasi tipo pur di vedere socialità, di ricrearmi una cerchia.
Figuriamoci di cercare una persona, quello è un'esigenza più per rimanere al passo con la gente che per altro.
Anche perché al momento vorrei solo Daniele o un suo clone, cose impossibili quindi.
Non mi arrendo ancora, sono davvero di coccio.
Chissà perchè nella mia testa sono ancora convinta che ci riprenderà, che tornerà e vivremo felici e contenti.
Mi piacerebbe capire da dove proviene questo retaggio, adolescenziale per lo più.
Film? Cartoni? Serie TV?
Può darsi.
Ma come dicevano gli Articolo 31 "La vita non è un film".
E niente si avvera quando pensi che sia la volta buona e ci catichi chilate di aspettative.
Ha ragione la mia amica, non so perchè ma nella mia mente non si è sviluppata la capacità di reagire a eventi negativi. O meglio, di accettarli senza farne drammi esistenziali che incidono sull'intera percezione della mia vita.
Ha ragione mio fratello che dice che sono un'adolescente a causa del fatto di aver avuto poche serie esperienze e quindi ogni volta è come se fosse la prima e tengo il diario dei sogni carico di cuoricini.
Onestamente, dopo tutte queste elucubrazioni, non so più dove stia la mia verità.
Vedo opaco, c'è che vorrebbe che ridimensionassi tutta la questione per far riemergere le mie cose positive e ripartire da lì.
Chi dice che devo andare a fondo a scavare le ragioni intime.
Io non so più che fare, e oggi vado da psyco con una miriade di appunti scritti un po a caso, un po brilla, un po disperata.
Nota di colore, che fa schifo però: ieri sono uscita, per la prima volta dopo anni, con un tinderaggio.
Lui era molto, molto carino.
Ma non ha pagato un caffè e un crodino che ho offerto io alla fine, davanti alla casa perché non tirava fuori il portafogli.
Mi ha portato a dare un giro in macchina fermandosi nel punto più brutto tra salaria e prati fiscali, ha quasi mezzo oreteso un massaggio al collo con la scusa che gli faceva "tanto male", per poi baciarmi in modo osceno pensando che mi piacesse.
La saliva più acida che abbia mai avuto modo di sentire, roba che sono dovuta tornare a casa a lavarmi collo, bocca e denti perche era un odore terribile rimasto addosso.
Una tristezza infinita.
Ah, dulcis in fondo mi sta dando buca anche l'ultimo baluardo su cui puntavo, anzi,puntavano più le mie amiche che altro...
Fantastico, no?
martedì 27 agosto 2019
Acquisto obbligato
Ho acquistato il volo di ritorno anticipato a domani.
Non riesco a stare qui, non riesco a stare tra le gente, facendo finta di essere serena.
Sono ottenebrata, non rido, mangio poco.
La mia metamorfosi nel peggio di me viene man mano fuori.
Voglio odiare e farmi odiare, vorrei urlare ma tengo tutto dentro.
Ho visto la sua nuova foto profilo su Facebook, un selfie.
Lui odia farsi le foto.
Risale a più di un mese fa, ma lo ha messo solo qualche giorno fa sul social.
A chi era destinato quel selfie?
Quando li faceva li mandava a me, proprio perché dice sempre di venire male in foto.
Quindi quella non era per Facebook né per vezzo.
Era per qualcuna.
Mi ha mentito quindi.
Ne sono quasi certa.
Poi una bella foto rilassato a Bruxelles, nel viaggio-incubo (a detta sua, che sarebbe stato)con la mogliettina.
Sorride in entrambe le foto, sicuro di lui.
Quelle espressioni che mi fanno pensare che tanti problemi poi non ne ha, e che soprattutto Elena da un pezzo che non era destinataria di quei sorrisi.
Poi, guarda un po, pubblicate mentre io ho disattivato l'account.
Mi ha fatto male, ho avuto un balzo al cuore.
Nel frattempo oggi ho passato tutto il pomeriggio sul letto.
Che ci fosse pioggia, come è stato, o sole...poco me ne è importato.
Il mio umore nero e il radicamento di vedere loro 3 sereni mi ha fatto muovere per acquistare quel ritorno di domani.
Mi penso più serena sul mio letto, senza sapere che combinano, senza sapere di stare su un'isola dove il sorriso è d'obbligo.
Non mi è mai capitato di acquistare un volo o un ritorno in data anticipata, nei viaggio con gli amici.
Lo annovera tra le prime volte di quest'anno.
Avevo smesso di contarle da quando ho conosciuto Daniele.
Non so più che c'è nella mia testa, solo frastuono.
Solitudine nera, conta delle ore per arrivare a quel taxi domani e tirare un sospiro di sollievo.
Temporaneo, perché una volta tornata, una volta ritrovata casa, sarà un nuovo macello.
Accetto il mio limite, la cazzata di aver preteso troppo da me. Ovvero partire controvoglia.
Ma oltre questo io non voglio altre storie, di elucubrazioni ne ho fin troppe.
Un casino di estate, un casino dentro.
Voglio scomparire, tanto ormai neanche facebook mi serve più, non devo dimostrargli piu niente.
Ho declinato l'invito all'evento del club per causa sua.
Tutto per causa sua, da maggio.
Non concepisco come sia andata così fuori di testa per uno.
Fuori di testa, letteralmente.
E se nella mia testa balenava la speranza di sapere che anche lui mi pensava, quel selfie ha smontato tutto.
E ho capito tutto.
Non era solo la moglie il problema.
Era un'altra, cioè quello che gli ho chiesto e a cui ha risposto no.
Sapevo che stava mentendo ma volevo prenderlo per buono.
Ha fatto però il passo falso, io so quando e perché si fa i selfie.....
Ha senso pensarci?
No ovviamente.
Ma fa male sentirsi ucciso l'ultimo barlume di speranza.
Per cui da oggi in poi non devo più dimostrare nulla, non c'è nulla che possa fare per farlo tornare indietro.
Nulla.
Come mi sento io adesso, totalmente nulla.
E abbandonata.
Da lui, dai compagni di vacanza, dall'amica del cuore (che bellamente si fa gli affari suoi stando con loro, pure se li conosce poco e sapendo che io sto qui dentro casa a sbattere la testa al muro....ma dicono che è giusto così, no?).
Stavolta non mi rialzo.
Non mi va proprio.
Come non mi va di alzarmi da questo letto.
Sto pensando di mettermi in malattia quando torno a lavoro, facendomi fare certificato per esaurimento dallo psyco.
Non credo di riuscire a lavorare cosi, e pure si dice che almeno tengo la mente impegnata.
Ma io la mente ce l'ho impegnata di mio giorno e notte, di nuovo anche la notte perché sto pensiero non smette di girare.
Chiederò a psyco un incontro prima di quello previsto, un incontro-scontro perché devo capire, deve dirmi qualcosa di sensato, più sensato.
Deve trattarmi da malata.
lunedì 26 agosto 2019
La morte in vacanza
Eccomi qui, ferma immobile su un letto nell'appartamento di Formentera.
Ho avuto l'ennesima crisi di pianto e nervi, complice una discussione con una compagna di viaggio.
Lo avevo detto che non volevo partire, lo avevo detto che non era una buona idea.
Ma stamattina, sul traghetto da Ibiza, quella brezza marina mi aveva messo di buonumore, quasi tranquillità.
Poi è arrivata la stronza, sì lo stronza di turno e tutto si è capovolto.
L'umore ai minimi storici, la depressione galoppante, i singhiozzi, la voglia di tornare a casa subito.
La vergogna di farmi vedere così fragile
Il senso di colpa di non essere né di compagnia né di gancio tra le persone che non si conoscono.
Ma soprattutto la sensazione di sconfitta.
Io, vinta dalla vita.
Proprio vero che il viaggio può non aiutare affatto e anzi, caricare ancora di più in valigia i fardelli che si portano.
Io al momento spero in un bel colpo, un infarto che mi si porti via così non devo più dare spiegazioni, non devo sbattermi per farmi vedere più serena, non devo più essere così triste da far venire tristezza e compassione agli altri.
Questo non dipende da Daniele.
Lui è stato solo la miccia.
Ha scatenato tutte le mie insicurezze e i mostri della vulvodinia, tutto quello che stavo tacendo da anni.
Daniele non c'entra, anche se oggi avrei voluto scrivergli con rabbia per dirgli "È colpa tua se sto così, è colpa tua se non mi diverto in vacanza e piango, se butto soldi in viaggi che finiscono male".
Ma lui non c'entra, e sotto sotto forse è stato una benedizione per capire quanto, prima che arrivasse lui, mi sia illusa.
Illusa di star bene, di aver trovato un equilibrio, dei progetti per me, degli obiettivi.
Balle.
Ho voluto non vedere, ho voluto sotterrare quella parte di me nera, ai limiti della sopravvivenza e dell'autosabotaggio.
Ed eccola qua che emerge, più forte che mai, più forte di sempre.
È emersa perché ho tolto il velo di Maya dopo di lui, e sono nuda davanti a me stessa sola.
Questo mi sconforta e mi impaurisce, perché percepisco più che bene questa aura di depressione.
Quella che psyco continua a negare, ma io adesso la sto toccando forte, la stringo nelle mani.
È la voglia di non fare più niente per me stessa, di non riemergere più, di evitare di scomodarmi perchè so che ogni risultato ottenuto è fuffa, illusione, ipocrita convincimento di farcela.
Devo mettermi invece nella prospettiva che Elena non è una persona normale, ma è una malata e come tale va trattata e come tale si deve percepire, perché è la sua vera natura.
Inutile fingersi qualcun altro, pretendere da me stessa di scalare montagne con le infradito.
Io sono questa, resistente a ogni psicoterapia o motivatore.
Sono devastantemente chiusa nel mio dolore perenne, dolore di undicenne da cui non sono mai più uscita.
domenica 25 agosto 2019
Il vezzo
Sono uscita con Poste ieri sera, all'1.
Ha accettato un invito dell'ultimo secondo per un amaro al volo, nel peggior bar di Cinecittà.
Mi aveva scritto lui, insperato, ieri pomeriggio tardi.
Non è successo niente, e niente credo accadrà.
E stato al suo posto, io sono stata al mio, abbiamo parlato di viaggi, di lavoro, di case.
Ho cancellato il numero, come mi ero ripromessa subito dopo il primo messaggio.
È stato un incontro estemporaneo, e non aggiungo altri aggettivi perché effettivamente non ce ne sono.
Mi dico, mi sono data una possibilità, chi l'avrebbe fatto al posto mio?
Non lasciare niente di intentato. Non sono sicura che sia la mentalità corretta.
Vorrei portarmi dietro a Formentera, nei prossimi giorni, almeno il contatto epistolare per avere un pensiero, non dico una speranza, ed evitare il suicidio lì...
Ieri, proprio mentre ricevevo il suo messaggio, ho dato per certo alle mie amiche con cui parlavo a casa mia, che il mio obiettivo adesso è non avere più un obiettivo relazionale.
Devo diventare ancora più brutta e detestabile, così avrò buone ragioni non solo per non essere desiderabile, ma anche per essere scaricata.
Ho bisogno di buone ragioni.
Allora perché sono uscita con lui?
Per vezzo, meramente vezzo.
Per dimenticare di essere così inadatta, almeno per un'ora.
Ora, a differenza di giugno, inizia la metamorfosi nella peggiore versione di me stessa di tutti gli anni.
Una scusa per non guardare in faccia la realtà?
Forse, ma a me adesso va così.
Non voglio più guardare niente, me stessa tantomeno, dentro e fuori.
Sono stanca e incazzata con la mia vita, e lo sto accettando finalmente.
Non voglio partire.
sabato 24 agosto 2019
Febbre
Non ho voglia di partire, di fare finta di essere spensierata.
Non ho voglia di stare in mezzo alla gente, come ieri sera quando senza una ragione precisa mi sono rabbuiata e non sapevo più che dire, e le persone attorno a me se ne sono accorte.
Ho tanti di quei pensieri irrisolti che adesso non so se sarebbe meglio scavarli tutti dentro in una full immersion di solitudine, o scacciarli via e riprenderli solo a ferie finite.
Non ho voglia di partire, sto pregando che mi venga la febbre e sai cosa? Non me ne frega niente se rovino la vacanza ad altre persone.
Ci sono solo io adesso, conto solo io, il mio egocentrismo e il mio egoismo.
Andare a fare la figa a Formentera è quanto di più lontano dalle mie prerogative.
Tutto sto sole, tutta questa estate lunghissima dovranno finire, vorrei farle finire prima.
Tornerei addirittura in ufficio prossima settimana, pur di volare basso e non pensare troppo.
Lisa sta uscendo dalla sua crisi e ne sono contenta, crisi di gran lunga peggiore della mia e iniziata nello stesso momento.
Ne sta uscendo perché si è tenuta da parte il tesoretto in questo ultimo anno, e ora lo sta utilizzando.
E saranno felici, ne sono più che certa.
Ma gli equilibri cambieranno di nuovo e so che ne soffrirò perché un'altra spalla cede.
Proprio adesso che non mi sento neanche le gambe.
Vedere che lei risolve e rimanere al palo mi fa male.
Anche io vorrei risolvere, ma sono troppe le cose sa aggiustare e non serve una persona ad aggiustarle, servo solo io e la mia (al momento non buona) volontà di rimetterci mano.
Sono così stanca di pensare.
Penso e sono attendista, aspetto sempre che arrivi quel messaggio, o se non è quello di lui almeno quello di un altro.
Ho lasciato il numero al tizio che lavora alla posta, due giorni fa. Omonimo, occhi verdi però.
Come corollario di un post di qualche giorno fa, posso dire che se gli lasci il numero e non ti ricontatta entro il giorno successivo....non è interessato.
Non lo so, ho bisogno di un brivido che vado cercando come una pallina impazzita di un flipper.
Cosi, per non pensare, per distrarmi.
Invece succede che aspetto.
Ho troppo tempo libero per aspettare e pensare, questo è il grosso problema.
Non so davvero come utilizzarlo in modo costruttivo (no, la palestra non è per me costruttiva).
Ha ragione mio fratello a dire che se voglio cambiare casa devo tornare al quartiere dei miei. Quantomeno mi tengo occupata tra nipote e cazzi vari, e torno a casa mia a piedi.
Se ne è andato perché non mi ha accettata, e io non accetto questa semplice ed efficace verità.
Rimugino, rimugino in continuazione, cerco di risolvere un enigma che non esiste, perché è chiaro come la luce solare.
Posso andare cosi in vacanza?
Può chiamarsi vacanza quella come a Rodi?
Voglio essere scontrosa, umorale, capricciosa, mi devono lasciar stare perché io sto male e voglio crogiolarmi nello star male.
Mi vogliono in vacanza? Mi prendono così.
Permetto solo a un numero limitatissimo di persone di accedere alla mia umoralità e avere il potere di cambiarla, anche solo mezzora al giorno.
5 giorni lunghissimi.
Regalerei il biglietto al primo che capita pur di non andare.
Farei sesso col primo che capita, per la voglia che ho.
Ma ho bisogno di un sesso tranquillizzante, che non affronterei in vacanza ("che malattia avrà?", una domanda tra tutte).
Quindi?
Spero di avere 39 di febbre domani.