mercoledì 15 aprile 2020

Odiarsi, a volte.

Io davvero non capisco, non mi capisco.
Non trovo il momento, quel momento in cui scatta qualcosa in me di strano, che mi fa cambiare l'umore e da lì non torno più indietro.
Un'attenzione non ricambiata, o non nel modo in cui lo intendo io?
Boh.
Fatto sta che è un attimo che mi girano le palle, che mi sento incazzata con la controparte, e mi si chiude lo stomaco, e non so bene manco io che cazzo cerco.
Da ieri questa sensazione si sta facendo più netta, tanto da lasciarmi abbandonare una conversazione dopo 4 minuti.
Mi è già successo, anche con amici, dov'è la chiave?
La considerazione mancata? 
Non lo so, forse tutto o forse niente.
Forse la sensazione di aver già perso, di essermene resa conto, per cui abbandono il campo e rinuncio.
Forse proprio io riconoscimento del mancato obiettivo, quello mi disamora e mi mette di pessimo stato d'animo.
La sensazione di non sentirmi protagonista.
E da lì non se ne esce più, mi conosco.
Sarà sempre peggio, sempre più nervosa.
È capire che quella cosa non solo non si tocca, ma non ci puoi arrivare, non hai mezzi.
Divento pesante e insopportabile.
Non più brillante, spensierata, di compagnia.
Mi devo chiudere in me stessa, e restarci finché non passa.
E l'altro non capisce, giustamente.
Non può che verificare l'effetto.
Forse ho solo dormito male, non so.
Ho voglia di litigare, di sfogare rabbia, la stessa che ho tirato addosso a Roberto.
Per la stessa ragione.
Come un bambino che quando gioca e vede che sta perdendo, butta tutto all'aria.
Non sono ancora abbastanza brava a sbattermene, tutta sta psicoterapia a che cazzo mi serve se sto ancora qui.
Vaffanculo.
Mi odio, oggi tanto tanto.

venerdì 3 aprile 2020

La debolezza è questione di attitudine

Nessuno che conosca, lui a parte e un altro paio di personaggi niente male, credo abbia la pretesa di dire che non sarà mai debole.
O che non si rimangerà mai una promessa, una parola data, una croce messa sopra.

Poco fa è accaduto a me, ma credo fosse nell'aria, e dopo 3 settimane credo sia pure fisiologico.
Per me, almeno, che di norma ho tempistiche addirittura molto più basse.
Ci pensavo, lo pensavo da giorni e da giorni mi sono distratta virtualmente con altri, prendendomi pure le mie soddisfazioni.

Oggi facendo pulizia nel cellulare speravo di non trovare inoltri di suoi messaggi vocali da qualche parte, perché ero certa di averli eliminati tutti.
Sbagliato.

La voce secondo me funziona come gli odori, evoca ricordi o stati d'animo lontani e difficili anche da strappare via.
Un messaggio tra l'altro neutrale, dei suoi insomma, niente di che.
Il tono di voce, il modo calmo con cui lo interpretava....a me piacevano.

Ed ecco che è stato un attimo, un attimo in cui gli ho scritto un messaggio diretto, come stai, mi manca la tua voce che ho risentito poco fa.
E mi ha anche risposto, neutrale e freddo come deve essere.
Ha ricambiato chiedendo come stessi io, ho risposto. Non una parola su lei, non un'altra parola, con lui si taglia subito il discorso.
Fine conversazione.

Perlomeno so che non siamo in cattivissimi rapporti.
Del resto non poteva essere altrimenti, e non deve essere altrimenti.