giovedì 31 ottobre 2019

La candelina sulla torta

Avete presente quelle candeline anni 90, quelle che non si spegnevano mai? 
Più soffiavi più facevano finta di spegnersi, e si accendevano, con somma sorpresa dei bimbi, fino a punte discrete di rabbiema nel vedere l'ostinazione di un oggetto così piccolo ma resistente.
Ecco, Daniele è una di quelle candele.

Più provo a spegnerlo e sembro riuscirci, più tante cose mi riportano da lui.
E onestamente non so quando si esaurirà e deciderà di congedarsi dalla mia torta.

Io sono ostinata e cerco in molti modi di spegnerlo. 
Psyco dice che sto facendo un bel lavoro, poi basta un accappatoio -un accappatoio- e risale tutto.
Oggi è il 31 di nessun mese o ricorrenza particolare, ma oggi ne ho sentito più la mancanza, e la rabbia anche per il fatto che continui a riaccendersi.
Ho avuto un moto, per un attimo, di contattarlo e chiedergli di parlarci.
Ancora, per sentirmi dire cosa?

Infatti almeno quello l'ho placato.
Lui è distante, troppo ormai, come la Terra da una navicella spaziale che la vede sempre più piccola.

Ho pensato tanto in queste settimane, anche a seguito degli auguri del compleanno, che si sarebbe fatto sentire.
Che mi avrebbe contattata con una scusa, magari per dirmi che con lei è finita, che se ne è andato davvero di casa e che vuole me, solo me.

Ma io non sono nei suoi programmi.
Adesso mi importa pure poco di chi ci sia e chi ci sarà.
Brucia ancora l'idea, mai doma e che mai verrà domata, di essere stata presa in giro con le stesse bugie dette alla moglie.
La verità non la saprò mai, mi ero ripromessa di accettare le sue spiegazioni senda fiatare.
Ma ci sono vari punti che mi tornano poco, e so bene che andando in cerca di spiegazioni andrei a star peggio.

Quello che adesso non mi spiego, come se mi mancasse in messo logico, è come abbia fatto a entrare così tanto in confidenza con lui in così poco tempo.
Come abbiamo fatto, qual'era l'approccio, cosa ci raccontavamo?

È un ricordo opaco, quasi sfuggente, come se lui fosse sempre in realtà stato con me e quindi non ricordassi la genesi del tutto.
È una strana sensazione, perché di tutti gli altri ricordo quasi a memoria le interazioni avute, le modalità, i toni.
I suoi me li ricordo, sì, ma mi sfugge come ho perso il controllo, la logica, per affidarmi così tanto alle sue mani.
Così tanto. Al punto di perdere me stessa come punto di riferimento.

Non so bene a che mi serva chiedermelo, o forse si...per capire come non agire con il prossimo, come non "lasciarmi fregare"...

Fatto sta che oggi siamo a fine ottobre, e ancora non passa. Sta lì, quella cacchio di candelina, mentre io vorrei dedicarmi alla torta.

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