Giusto.
Come si fa?
Cioe, ad arrivarci ci arrivo pure, è il conflitto mio interno che non ne vuole sairre di arrendersi.
Sempre troppo preso dalle accuse "avrò fatto qualcosa di sbagliato/avrà capito che mi stavo attaccando/eccone un ajtro che mi abbandona da un giorno all'altro".
Io non riesco proprio a farmi forza e a vedere ge le scelte dell'altro possano non dipendere direttamente da me.
D'altra parte poi impazzisco all'idea che le cose, che so bene essere fittizie, "scadano" più in fretta di quanto pensi.
Questo bel mix di pippe mentali mi fa dormire male pure con l'ansiolitico, e questa è delle cose che mi fa rosicare di più in assoluto.
Io dico, ma come fai a non pensarci più da un giorno all'altro?
Eppure lo hanno già fatto, ed erano anche relazioni su un altro livello, più profondo.
E io ancora che me lo chiedo.
Ma cazzo. Non mi entra proprio in testa.
Sarà che non ho un cazzo da fare tutto il giorno, come ieri che sono finita in enoteca pensando di rilassarmi dopo una bolla, e sono finita a casa sul divano a piangere.
Piangere.
Per Alessandro. Mica per Daniele o per il grande amore della vita.
Per Alessandro.
Che ha pure dimenticato di buttare i preservativi che mi sono ritrovata in un angolo della mia camera da letto, rischiando di farmi beccare da mia madre che oggi andava a casa mia.
Piangevo per Alessandro.
Perche?
Perchè in fondo ho caricato anche lui.
Di aspettative, di futuro, di dignità di scopate colossali.
L'ho caricato ed è questo il vero punto, come io sua così fragile da farlo con chiunque mi dia retta e che mi susciti un po' di interessi.
Rivedo Valerio in questo, solo che quella volta l'ho tamponato con la paranoia dell'hiv.
Stavolta con cosa posso imbrattare questo climax discendente, di modo da concentrare l'attenzione su altro?
Come i gatti.
Mi piacerebbe essere così attratta da altro pur di uscirne fuori.
Vero pure che il primo giorno fa effetto e rimani male, il secondo ti rode il culo, il terzo hai voglia di scrivergli tu e magari lo fai, il quarto capisci che ti risponde a cazzo.
Dal quinto, forse, in poi, inizi a realizzare che se ne è andato sul serio, che non era un finta, che devi smettere di pensare che si farà vivo.
Mi ha dato una brutta abitudine, che poteva evitarmi, in questo mese e mezzo. Farsi sentire tutti i giorni anche solo con un messaggio.
Poi ecco, sparisce 48 ore e io qua col gomitolo di lana a cercare il bandolo.
Come un gatto.
Ma rincojonito.
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