mercoledì 25 settembre 2019

La cuccia

Sono un po arrabbiata con me stessa.
Non riesco a farmela passare, me ne faccio stupidamente una colpa.
Sento il peso della responsabilità della mia "cura", cura che tarda a far effetto, anzi...cura che tarda a essere prescritta.

Mi manca.
L'idea? La persona? Me stessa?
Tutto. E quando dico tutto, intendo tutto.
Pure quella brutta sensazione di ansia, di sospetto.
È assurdo che mi manchi anche quella, ma era comunque un mezzo per sentirlo vicino, anche se distante.

Vorrei che sapesse tutto questo.
Vorrei impietosirlo, credo.

Vorrei che qualcuno lo contattasse e gli dicesse "Ehi, lei muore per te. E lei è pazzesca, la migliore che ti possa mai capitare di avere. Pensaci prima di buttar davvero via questa chance che la vita ti ha regalato".

Scema, no?
Non esistono miracoli in questo genere di cose, sono solo film. Io che campo di cinismo dovrei riuscire ad assimilare un concetto così semplice.
Ma quando si tratta di Daniele regredisco, non c'è un cazzo da fare.

Mi sono talmente ripetuta che devo far fluire sto dolore, che alla fine si sta cronicizzando e io mi ci crogiolo dentro.

Se solo sapesse quanto lo vorrei qui, a sentirlo annoiata parlare di lavoro, a ricevere anche i suoi silenzi, a sentire il suo respiro.
Porca puttana come sto messa male.

Sono uscita con un altro, è stato disagio a prima vista.

Nessuno mi sta facendo sentire bene come lui, nessuno riesce a farmi camminare a mezzo metro da terra.

Che palle. Sono stanca anche di ripetermi ste cose, mi dico che prima o poi mi annoierò talmente tanto da non dirle e non pensarle più.

Per ora non sono doma, ho come bisogno di queste sensazioni per star meglio nella cuccia di sofferenza che mi sono costruita addosso.
Da cui non ho intenzione di uscire, per ora e per non so quanto altro tempo.

domenica 22 settembre 2019

Affondi

Niente, andato a puttane anche l'incontro con Poste.
Ero davvero stanca ieri sera e ho scelto di non aspettarlo.
Scelta mia, quindi c'è poco da recriminare.
Probabilmente dopo ieri non ci sarà più contatto e va bene così, tanto so già come sarebbe andata a finire.

È che aspettavo ieri sera da qualche giorno, come il dolce dopo il pranzo.
Era l'unica cosa motivante della settimana, trovarmelo sul divano di casa a sorseggiare liquore alla liquirizia.
Sapendo poi bene che qualunque cosa fosse o meno accaduta, non era ciò che vado cercando.

Ma almeno un po' mi aveva distratta.
Come mi ha detto ieri una ragazza "Vedrai che tanti Poste ti aiuteranno a dimenticarlo".

Era quindi uno strumento, un mezzo, non un vero obiettivo.
E adesso?
Chi mi distrarrà, chi sarà un altro Poste con cui tenere la mente occupata?

Sono stanca anche dei social alla Tinder o Happn.
Il problema grosso è che cerco ancora Daniele i altre persone.
Il problema più grosso ancora è che così autoalimento la sofferenza anziché allontanarla.

Vorrei tanto parlargli di tutto questo, l'ho già detto....lo capirebbe? Mai, ho detto anche questo.
Ma in giorni come ieri, in momenti come adesso, io avrei così bisogno di esprimergli i miei sentimenti.
Invece questa voce soffocata mi fa andare fuori di testa.

Oggi c'è un evento del Club.
Avevo detto al Presidente che non mi sentivo di andare, settimane fa.
So, o almeno immagino, che lui si sia accertato della mia presenza, o che qualcuno glielo abbia detto.
Ho sperato mi chiamasse per dirmelo, anche solo per tentare di convincermi che dovevo andare per non creare sospetti.
Non ha fatto niente.
Sono sparita dalla sua memoria, ha liberato i miei giga e tutti quelli che hanno riguardato noi due.

Fa male essere dimenticati, cadere nell'oblio di una persona con cui ti chiamavi con parole affettuose, dolci, anche familiari.

Fa male dover pensare di sostituire in continuazione quella persona con altre non all'altezza, o con pensieri che oggi ci sono, domani scompaiono perché trascurati o dettati dalla necessità del momento, come farmaci a uso topico.

Sto cercando di fare più leva su di me e su ciò che mi piace fare, sto cercando di crearmi attorno una serie di contatti per la mia "passione" per modo di dire.
Non so se anche questo sarà un escamptage temporaneo tanto quanto Poste...

Se solo Daniele vedesse su quante cose sto provando a mettere le mani, o su quante mi sono ridotta a dover mettere le mani per non pensare a lui....se avesse questa misura, mi dico...cambierebbe idea? Certo che no, ma forse si renderebbe conto di quanto io avrei rischiato per lui, di quanto ci avrei speso della mia vita per lui.
Invece, ingrato (?), ignora e dimentica.
Sono acqua passata.

sabato 21 settembre 2019

Guai a chi la tocca

Sì, la conta dei giorni è una cosa a cui non riesco a rinunciare.
Oggi sono 4 mesi dal nostro primo bacio.
Un bacio rubato, quasi, in mezzo alla strada, vicino alla fermata della metro, con la mia macchina parcheggiata malamente sulle strisce.
Ricordo quasi tutto del 21 maggio.

Quando è venuto sotto al mio ufficio la mia prima impressione è stata "me lo ricordavo più alto"...non sapendo bene che fare l'ho anche fatto entrare, gli ho fatto fare un giro velocissimo presentandolo a qualche collega.
Non sapevo dove andare a prendere una cosa da bere e mentre decidevano eravamo di fronte alla mia macchina, che lui attentamente ha studiato per farmi capire le modifiche da apportare, come aveva fatto al tempo alla sua.
Gli ho anche detto dei freni che rischiavano, che avevo sostituito anche i dischi e rimasi sorpresa di una su commento iniziato con "eh ma tesoro..."

Ricordo la chiacchierata al bar, il crodino troppo freddo, lui in giacca seduto sul divano accanto a me prima a braccia conserte, poi aperte improvvisamente; e ce lo siamo detto, erano tecniche di comunicazione.

Il racconto del suo matrimonio, della fuga di febbraio, quello sguardo fisso su di me un po' curiosa e un po' imbarazzata.

Ricordo che avevo lo smalto rosa strass, e che lui era impazzito a vedermi guidare la macchina con "queste mani piccole piccole e le unghiette rosa!".

Aveva subito capito che guidassi bene.

Poi quel bacio, che di fondo non fu gran che, perché mentre succedeva mi dicevo "ma com'è che non parte, perché continua a girare la testa a destra e sinistra e non mi slingiazza per bene?".
E nella confidenza presa appena da 2 ore glielo dissi.
Mi disse, semplice, ho la lingua più corta degli altri perché appena nato ho rischiato di soffocarmi perche si era attaccata al palato e me l'hanno dovuta tagliare.

Mi sono sempre chiesta come ha fatto a non avere problemi di locuzione....

Ad ogni modo, il post bacio non lo ricordo, ma ricordo il pre.
Mi aveva fatto parcheggiare, mi ha detto"dai scendi che ci salutiamo", gli dissi che ero molto contenta di averlo incontrato.
Mi disse "e allora fammi vedere quanto sei contenta...".
Mi chiamava con gli occhi, non vedevamo l'ora di avvicinarci seppur fino a quel momento neanche una mano si era sfiorata.

Mi sono avvicinata io per prima, gli ho preso il viso tra le mani, ho sentito il suo abbraccio.

Era una bella sensazione, lingua a parte.
Non ricordo nulla di come sono tornata a casa, probabilmente frastornata ma contenta.
Non mi sembrava vero.
Giurai di non dirlo a nessuno, almeno per un po'; era una cosa troppo mia stavolta, me la sentivo addosso talmente tanto che per scaramanzia non volevo rovinare tutto.

A rovinarlo ci abbiamo pensato dopo...

E oggi leggo il post del Club sulla moglie, "Guai a chi ce la tocca", e mi viene una rabbia incredibile, mista ovviamente alla coda di paglia.
Guai a chi ce la tocca, quando per primi sono stati loro zitti a sapere e non dire niente.

Che ipocrisia.

Tutto sbagliato. Fin dall'inizio, lo so bene. Il suo sguardo, il suo tono rassicurante, il suo modo delicato, hanno fatto sì che mi lasciassi andare...coi risultati che sappiamo.

Ora è Guai a chi MI tocca.

lunedì 16 settembre 2019

Elusioni

Le mie amiche si innamorano.
Mi fanno vivere sensazioni che io ho lontane 90 giorni, e le capisco, le capisco bene.
Sono bellissime sensazioni.

Le uscite in cui ci si sente davvero in coppia, l'impressione più o meno corretta di provare dei sentimenti, i cuoricini negli occhi....
Che bello, penso.

Che malinconia, anche.

Nel mentre che loro si innamorano contemporaneamente, oh manco lo avessero deciso a tavolino, io bacio gente a buffo.
Tipo quello di ieri alla degustazione, fico ma fico...ma secondo me davvero scemo.
O quell'altro di sabato, il materano...troppo distante da me, olisticamente parlando.

Per cui?
Solita roba, non provo niente.
Zero emozioni, una pleura attorno all'emotività.

Tutto quello che faccio, anziché darmi più sicurezza in me stessa o quantomeno avviarmi alla lontananza da Daniele, mi fa da cartina tornasole.
Faccio consuntivi e mi dico, guarda come ti stai riducendo, guarda come non ti passa.
Anziché distanziarmi, facendo ste minchiate ho la misura di quanto ci stia ancora male e sia ancora legata a lui, anzi....a quel ricordo.

Perchè di ricordi ai tratta adesso
So che nessun ritorno sarebbe non solo fattibile ma sano, sano nel vero senso della parola, perché lui non può esserlo.

Io non volevo ricominciare da capo, non avevo intenzione di perdermi per ritrovarmi, io stavo bene così, tanto bene.

venerdì 13 settembre 2019

Rinfacci

Mi sento stanchissima, come se non avessi fatto vacanze, come se fosse stata tutta una tirata dall'inizio dell'anno.

Il motivo è sempre quello, le mie vacanze sono state tutto un rimuginare, tutto uno star poco bene, lacrime facili e malinconia.

Vorrei tanto rinfacciarglielo. Così, per sfogo personale, per rabbia.
Per dirgli "Vaffanculo, io ho passato delle vacanze di merda e sto qui al palo senza energie, ti vorrei vedere nei miei panni e invece manco mi chiedi come sto. È solo colpa tua, tutta colpa tua, legati la prossima volta che ti viene in mente di importunare una donna per pura soddisfazione ed entusiasmo facile".

La verità è che non potrei mai dirglielo perché la responsabilità è purtroppo condivisa, e quindi mi prendo le rogne e le loro conseguenze.

Io ho solo voglia di dimenticarlo, di bypassarlo e non ricordare più niente.
Il ricordo, se non condiviso, risulta inutile a volte.
Inutile e dannoso.

Ho pensato se questa fosse stata la mia ultima estate, sarebbe veramente un cazzo di peccato averla sprecata così.

martedì 10 settembre 2019

L'aspirapolvere

Non riesco a uscire con nessuno.
Ma mica perché non voglio. Semplicemente non mi cercano, o se lo fanno succede come Poste che fa le finte.
Su Eni quasi ci speravo ma sapevo che non mi sarebbe piaciuto, anche se mi faceva un sacco ridere.
E amen.

Quel matto di Tinder meglio che non si faccia sentire.
Idem per quel rincoglionito del sommelier, quello del "ho voglia di vederti!" con 6 punti esclamativi.
Come mi ha dato le sòle con le collaborazioni, ovviamente me l'ha data pure per uscire. Pure coglione.
Sai cosa?
Mi sono riempita di libri, chissà se la voglia di leggere e formarmi (sono libri principalmente sulla psiche e sulle emozioni) passerà a breve, ma io ci sto.
Come riprendere il corso sommelier.
Forse di questo adesso ho bisogno.

Ho bisogno di respirare in giro per il quartiere e far fluire le bolle della mia testolina, e trovarmi sotto casa pensando che in fondo oggi non è andata malissimo, non l'ho pensato così tanto.

Oggi va così, sono orgogliosa del mio nuovo aspirapolvere e sento che così può bastarmi per ora.
Che per ora ce la faccio benino.

Purché non arrivi il weekend.

domenica 8 settembre 2019

L'ultima della specie

Stasera ho solo voglia di piangere.
Per il tempo andato e quello sprecato, per il futuro incerto e l'ansia di un controllo che non posso avere.

Non ho la bacchetta magica, non pretendo di averla, ma a volte guardo gli altri, nelle loro timide o sporche, gioiose o vaghe vite e provo invidia.
La provo perché li vedo arrivati, sazi, tranquilli.
Io invece sto avvelenando l'anima con pensieri di solitudine e spreco di tempo, con una lancetta sopra la testa che muove la mia incuria per le aspettative sociali e familiari su di me.

Il confronto mi abbatte, mi sento l'ultima della specie ad essere rimasta inespressa, sola, brutta.

Perchè queste altalene di emozioni ancora?
Non le avevo appena sistemate?
Cazzo.
Cazzo cazzo cazzo cazzo.

Stasera mi manca ancora Daniele.
Ma perché non torna?
Torna ti prego, voglio stare al tuo gioco e alle tue regole, voglio prendermi quelle briciole di te.
Ma torna, per favore, non sono risolta senza te.
Non sono risolta.

Ma perché sei capitato proprio a me?
Potevi farti gli affari tuoi, startene al posto tuo?

Quante vorrei dirgliene adesso, di buone e di meno buone.
Frustrante il pensiero che non potrò più farlo.

Il modo lo troverei pure, ma non il coraggio, mai.
La vergogna di aprirmi a lui totalmente e vedere di nuovo quello sguardo che non mi segue, che scuote con la testa...non riuscirei a reggerlo.

Troppo tempo, è passato già troppo tempo per tutto, per l'irrecuperabile.

Mi sento sola. Sola non sono, ma mi sento davvero sola.
Perchè l'unica persona, la più sbagliata, non è pervenuta. Nc.

Io sono al traguardo ad aspettarlo, e lui non arriva. Si fa notte, mi accampo, dico che ha avuto un problema fisico, magari si è addormentato....e aspetto ancora.

Smontano il traguardo, tolgono le barriere, qualcuno mi dice che non posso più stare lì perchè adesso torna la circolazione normale.
E io non mi arrendo e prendo una bandierina in mano per far vedere il meeting point, continuando a sventolarla in piedi, lato strada.
Ma tu non arrivi più.
Il freddo, la pioggia, la grandine arrivano e io sono ancora là, perché mi hai promesso che saresti arrivato, anche ultimo, chi se ne frega...
Conta ritrovarsi, conta abbracciarai venendosi incontro, tu esausto dalla maratona, io aspirata dall'attesa.

Ecco come sto oggi.
Domani potrei togliere la bandierina, sedermi per riposare un po e chiudere gli occhi, col rischio di non vederti passare.
Potrei iniziare a guardare le macchine che passano, o distrarmi guardando nella direzione opposta a dove dovresti arrivare tu.
Potrei coprirmi, che inizia a far freddo vero.

Magari scambiare 2 parole con un viandante, magari chiedo informazioni se ti hanno visto le varie macchine che passano.

Nessuno ha trovato niente.
Neanche il tuo numero di gara, quello che abbiamo scelto insieme.

Non arriverai al mio traguardo, avrei voluto accoglierti con un abbraccio senza fine.
Chi se ne frega se saresti arrivato sderenato e fradicio e puzzeresti, deperito nel fisico e nell'umore.
Io ho bisogno di te, come dell'aria che non respiro più da quando sto sott'acqua.
Quando mai leggerai tutto questo?
E se pure fosse, riuscirai mai a capirne la profondità, apprezzarne il contenuto e afferrare il concetto che non so come ma mi sono innamorata e cazzo perdutamente?

Perdutamente.

Scadenza 09/19

Sbirciare di traverso che sei contento, che a lavoro sta andando particolarmente bene (e ne so qualcosa, eri con me quando avevi avuto audit), che sembri rasserenato nelle pochissime foto (e anche meno magro rispetto a un mese fa) mi fa piacere, ma mi scoraggia anche.
Non per te, ma per l'obbligato confronto che faccio con me stessa.
Ancora alti e bassi, ancora con te in testa dopo 2 mesi.

Che mi ero ripromessa se non fossi migliorata dopo 2 mesi?
L'ho scritto proprio qui.
Ma a quella visita non ci andrò, non è il momento di ingaggiare sogni incoscienti.

Ti vedo sereno, e nel frattempo sparisco sempre più dal tuo mondo.
Ho bloccato anche i tuoi stretti contatti, per non farmi male, per bruciare le navi dopo la partenza, cosi da non poter tornare indietro.
Anche questo mi serve al tuo allontanamento, ormai solo mentale (forse sempre stato).
Ho ancora così tanto bisogno di tenerti a distanza, eppure sbircio da lontano come un padre la figlia minorenne a un appuntamento al buio.
Ho bisogno di allontanare tutto il tuo mondo e non so come fare, perché la pagina della tua azienda, a differenza delle persone, non posso bloccarla. Per cui è tutto nelle mie mani e nella mia buona volontà di non metterci il ditino.

Alcuni ricordi sono svaniti, altri ancora danno quelle vampate di calore che sono misto di emozione e scoramento. "Io come ero", sembra che parli al passato di 20 anni fa.
Però ero bella cazzo.
Ero bella e forte e cazzuta e sicura, e tronfia di averti conquistato, e serena, quasi magica. Cambiavo io e cambiava il mio mondo attorno.
Potere della mente, e un booster di te che ci faceva il paio.

Non so se credere nel rimpiazzo, nel chiodo-schiaccia-chiodo.
Qualche volta ha funzionato, ma dopo tanto tanto tempo.
Per cui ancora non ho trovato il tuo rimpiazzo, e lo sto cercando, sul serio.
Ma nessuno che mi riempia occhi e un po' la mente, per ora...ma ci sta, nonostante siano passati 4 mesi dai nostri primi contatti-oh, 4 mesi- e oltre 2 dalla fine -oh, 60 giorni- sono ancora sotto botta.
A giorni alterni, che fluiscono male soprattutto quando sto in mezzo a tante persone, e qualcuno che non mi vede da un po' o non mi conosce capita che mi chieda "come è andata l'estate"....e lì gli occhi di nuovo si riempiono di vuoto e lacrime.

Continuo a ripetermi come un mantra "Eri indisponibile, eri indisponibile, eri indisponibile" e giuro ci credo davvero. In alcuni momenti però lo scoramento e la nostalgia mi formicolano nelle vene, la testa vaga su quello che sarebbe potuto essere, poi torno lucida e dico "non poteva essere niente di diverso da questo, altrimenti lo sarebbe stato e io non sarei qui così".

Un rosario, davvero, recitato a labbra socchiuse.

Ancora mi chiedo se ci pensi mai, se ci sei mai tornato con la mente. E mi rispondo, lo so che non lo fai più fatto, che è più semplice non pensarci e che hai i tuoi buoni motivi per aver depennato (anche) me.

Non ci sarebbe stato niente di buono, avrei atteso inutilmente e avrei fatto l'amante raccogliendo briciole. Hai ragione.

Le stesse che ho raccolto in quei momenti, anche se a me sembravano un panino con la porchetta intero, grasso, sugnoso.

mercoledì 4 settembre 2019

144 a 1

Il concetto è di una semplicità imbarazzante.
144 mesi vs 1.
Come ho fatto a sottovalutarlo?
Come pensavo che 1 solo mese bastasse per fargli buttare 144 mesi con la moglie?
Per carità, pieni di corna, ma alla fine ha sempre "vinto" lei.

E come ho potuto, posso, pensare che la mia sia mai stata una sconfitta?
Non c'è mai stata partita, ecco che.
Non posso pensare di aver perso un'occasione se questa occasione era stata già presa 144 mesi prima???

Stamattina ragionavo così, e mi sono sentita un po' meno in colpa.

Mi sono detta che non sono io che lo avevo perso, che non ero stata in grado di tenerlo...ma che non era mai stato a mia disposizione.
Facile.
144 vs 1.

Che pensavo, che di punto in bianco -pure paraculo che fosse- con un colpo di spugna cancellare sereno 12 anni di cui 5 di matrimonio e 7 di fidanzamento (e 7 totali di convivenza)?

Ma che me dice la capoccia.
Arrivo io, gli faccio girare la testa e puff!!! tutto scompare magicamente?
Ha ragione a dirmi "io non ti ho mai detto che l'avrei lascista".
Non perché effettivamente me lo abbia mai detto, anzi....ma era sottinteso.
Sveglia, Elena!

Gli ho attribuito una mente piccola piccola e superficiale, un senso del rischio troppo alto e una capacità pratica di cambiamento esagerata.

Non avrebbe potuto cancellare 12 anni neanche se io fossi rimasta. Non lo avrebbe fatto MAI.
Non si buttano così gli anni insieme, pure se li soffri.
Alla fine, sei sempre non solo tornato da lei, ma non te ne sei mai davvero andato.
È anche questo il potere dell'amore.

domenica 1 settembre 2019

Domande, tante domande...solo domande

Io non so come fanno.
O come sanno che andrà bene.
Sarà che ho poca esperienza e che sono iperselettiva, per cui soprattutto nel contatto fisico basta un bacio fatto male che per me è finita lì.

Oddio.
Con Daniele il bacio non è stato il massimo ma compensava il fatto che mi piacesse proprio tanto fisicamente.
E aveva un modo di accarezzarmi, di prendermi il viso o di sfiorarmi bellissimo.
Però ricordo i dubbi "Oddio e quando lo vedrò nudo? E se vedo per esempio che ha le braccia troppo magre? O che ha un pene che non mi piace? O che ha un tocco troppo pesante, o poco morbido?". E questi sono solo alcuni dei dubbi eh...

Le mie amiche no.
Loro sanno già in anticipo e non so come cazzo fanno.
Per cui 3,2,1 conoscono un tipo che gli piace, lo baciano ed è perfetto, tempo zero ci fanno sesso ed è perfetto, e lo fanno per giorni e giorni.
Non trovano mai difetti quando me ne parlano, e la cosa bella è che sono davvero contente e soddisfatte.

Parlo ovviamente della parte fisico-chimica, la questione testa è un altro discorso.

Come mai io non riesco?
Per me la chimica con un ragazzo è qualcosa di davvero raro da trovare.
Forse perché ho beccato quei pochi che a me sono piaciuti proprio tanto, chi in un modo, chi in un altro. Anche solo fisicamente, senza metterci troppa testa. Fisicamente intendo in senso olistico.

Ma davvero per me se hai una lingua troppo dura, troppo appuntita, o se hai un tocco secco, non morbido, non mi è proprio possibile andare avanti.

Che cazzo ho nella testa?
Come fanno loro?

Bah.
Fatto sta che ora i lutti sono diventati 3.
1 è Daniele, e gli altri 2 le mie migliori amiche che hanno deciso nella stessa settimana di mettersi con i rispettivi.
Felici e contente.

È normale che io non sia cosi felice per loro? Che dentro di me veda questi avvenimenti come una brutta notizia per me?

E adesso come cazzo vado avanti se loro saranno indisponibili?

Psyco dice che mi reinventerò.
Io ho tanto timore che invece mi fermerò in un angolo e non mi riprenderò più, già sopraffatta dalla delusione sentimentale e ora presa a calci dalla felicità e soddisfazione altrui.

Sono talmente nell'ansia di trovare compagnia che adesso sto lasciando il mio numero a destra e a manca tra tinder e un altro social di sto genere.
Come se l'ansia di rimanere completamente sola si placasse vedendomi che mi do da fare per scacciarla.

La verità è che non me ne frega un cazzo di quelli con cui esco o uscirò.
È che mi DEVO vedere in movimento.
Quasi che debba seguire il loro flusso, la "moda" di trovare una persona.

Adolescenziale, no?
Fa tutto parte del mio status di adesso.
Psyco dice che ovviamente non sarei adesso in grado di mandare avanti una qualunque relazione, ma che d'altra parte devo mantenere socialità.

Mi chiedo, se vivessi in un posto sperduto e non qui a Roma dove queste opportunità ci sono....ma come farei? Che mi inventerei?
Questo solo per arrivare a conclusione che ok la socialità, ma qua c'è da ripartire da me e dai miei obiettivi.

Posso dire che ora non vedo grosso senso in nessuno di quelli che mi ero prefissa mesi fa?
È questa depressione?

Viaggiare.
Ancora la voglia di viaggiare mi salva.
Ma non posso viaggiare sempre, e il viaggione è già in programma quindi manco a dire che ne posso fare un altro a breve.

Quindi?
Buttarsi sul lavoro? Inventarmi una preoccupazione più seria, chiamando all'ordine l'ipocondria come l'anno scorso?
Non fare nulla fino a che non mi sveglio dal torpore? E se il torpore diventasse la normalità?
Forse a quel punto, e solo a quel punto, dovrei ricorrere ai farmaci.
Oggi ci ho dato un'occhiata, fanno un po paura.
Uno di quelli lo conosco e se posso dire la mia, a me al tempo non fece gran che, forse perché era in dosi più che minime per curare quell'altra cosa, e non la depressione.

C'è sempre una via d'uscita?
Sarei io la via d'uscita o l'empatia con la non-felicità altrui?
Perchè ad oggi, forse, se le mie 2 migliori amiche fossero senza nessuno, mi sentirei un po' meno anormale, un po meno sfigata; quantomeno dovrei gestire solo il lutto di Daniele, e già te pare poco...

Boh, non so che sperare.
Se domani avere una grossa rogna lavorativa, o fisica, o familiare...ma non sarebbe giusto, mai.

Mi sento in un buco anacronistico di inadeguatezza.
Il confronto....il confronto mi uccide dentro, e so che è la cosa più sbagliata, soprattutto adesso.
Ma proprio non riesco a farne a meno, come se avessi bisogno di avere attorno a me solo persone che stanno come me se non peggio.
Per non vincere il trofeo della più sfigata dell'anno...come sempre, d'altra parte.