domenica 1 settembre 2019

Domande, tante domande...solo domande

Io non so come fanno.
O come sanno che andrà bene.
Sarà che ho poca esperienza e che sono iperselettiva, per cui soprattutto nel contatto fisico basta un bacio fatto male che per me è finita lì.

Oddio.
Con Daniele il bacio non è stato il massimo ma compensava il fatto che mi piacesse proprio tanto fisicamente.
E aveva un modo di accarezzarmi, di prendermi il viso o di sfiorarmi bellissimo.
Però ricordo i dubbi "Oddio e quando lo vedrò nudo? E se vedo per esempio che ha le braccia troppo magre? O che ha un pene che non mi piace? O che ha un tocco troppo pesante, o poco morbido?". E questi sono solo alcuni dei dubbi eh...

Le mie amiche no.
Loro sanno già in anticipo e non so come cazzo fanno.
Per cui 3,2,1 conoscono un tipo che gli piace, lo baciano ed è perfetto, tempo zero ci fanno sesso ed è perfetto, e lo fanno per giorni e giorni.
Non trovano mai difetti quando me ne parlano, e la cosa bella è che sono davvero contente e soddisfatte.

Parlo ovviamente della parte fisico-chimica, la questione testa è un altro discorso.

Come mai io non riesco?
Per me la chimica con un ragazzo è qualcosa di davvero raro da trovare.
Forse perché ho beccato quei pochi che a me sono piaciuti proprio tanto, chi in un modo, chi in un altro. Anche solo fisicamente, senza metterci troppa testa. Fisicamente intendo in senso olistico.

Ma davvero per me se hai una lingua troppo dura, troppo appuntita, o se hai un tocco secco, non morbido, non mi è proprio possibile andare avanti.

Che cazzo ho nella testa?
Come fanno loro?

Bah.
Fatto sta che ora i lutti sono diventati 3.
1 è Daniele, e gli altri 2 le mie migliori amiche che hanno deciso nella stessa settimana di mettersi con i rispettivi.
Felici e contente.

È normale che io non sia cosi felice per loro? Che dentro di me veda questi avvenimenti come una brutta notizia per me?

E adesso come cazzo vado avanti se loro saranno indisponibili?

Psyco dice che mi reinventerò.
Io ho tanto timore che invece mi fermerò in un angolo e non mi riprenderò più, già sopraffatta dalla delusione sentimentale e ora presa a calci dalla felicità e soddisfazione altrui.

Sono talmente nell'ansia di trovare compagnia che adesso sto lasciando il mio numero a destra e a manca tra tinder e un altro social di sto genere.
Come se l'ansia di rimanere completamente sola si placasse vedendomi che mi do da fare per scacciarla.

La verità è che non me ne frega un cazzo di quelli con cui esco o uscirò.
È che mi DEVO vedere in movimento.
Quasi che debba seguire il loro flusso, la "moda" di trovare una persona.

Adolescenziale, no?
Fa tutto parte del mio status di adesso.
Psyco dice che ovviamente non sarei adesso in grado di mandare avanti una qualunque relazione, ma che d'altra parte devo mantenere socialità.

Mi chiedo, se vivessi in un posto sperduto e non qui a Roma dove queste opportunità ci sono....ma come farei? Che mi inventerei?
Questo solo per arrivare a conclusione che ok la socialità, ma qua c'è da ripartire da me e dai miei obiettivi.

Posso dire che ora non vedo grosso senso in nessuno di quelli che mi ero prefissa mesi fa?
È questa depressione?

Viaggiare.
Ancora la voglia di viaggiare mi salva.
Ma non posso viaggiare sempre, e il viaggione è già in programma quindi manco a dire che ne posso fare un altro a breve.

Quindi?
Buttarsi sul lavoro? Inventarmi una preoccupazione più seria, chiamando all'ordine l'ipocondria come l'anno scorso?
Non fare nulla fino a che non mi sveglio dal torpore? E se il torpore diventasse la normalità?
Forse a quel punto, e solo a quel punto, dovrei ricorrere ai farmaci.
Oggi ci ho dato un'occhiata, fanno un po paura.
Uno di quelli lo conosco e se posso dire la mia, a me al tempo non fece gran che, forse perché era in dosi più che minime per curare quell'altra cosa, e non la depressione.

C'è sempre una via d'uscita?
Sarei io la via d'uscita o l'empatia con la non-felicità altrui?
Perchè ad oggi, forse, se le mie 2 migliori amiche fossero senza nessuno, mi sentirei un po' meno anormale, un po meno sfigata; quantomeno dovrei gestire solo il lutto di Daniele, e già te pare poco...

Boh, non so che sperare.
Se domani avere una grossa rogna lavorativa, o fisica, o familiare...ma non sarebbe giusto, mai.

Mi sento in un buco anacronistico di inadeguatezza.
Il confronto....il confronto mi uccide dentro, e so che è la cosa più sbagliata, soprattutto adesso.
Ma proprio non riesco a farne a meno, come se avessi bisogno di avere attorno a me solo persone che stanno come me se non peggio.
Per non vincere il trofeo della più sfigata dell'anno...come sempre, d'altra parte.

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