martedì 19 novembre 2019

Mettere dei punti

Non è semplice abbandonare abitudini o pensieri. Rendersi conto che in fondo ti fanno compagnia nella tua profonda solitudine, non in condivisione con qualcuno.
Pensi di perderti se li lasci, se li sostituisci con qualcosa di più complesso, come respirarti in profondità, avere il senso di te, della tua fisicità, della tua pancia.

Ci aggrappiamo alle abitudini anche quando ci paralizzano, perché meglio quello che il vuoto.
Negli ultimi 10 giorni ne ho abbandonate almeno un paio, una grossa grossa...e mi sono sentita più sola e vuota.
In questa settimana ne abbandonerò un'altra, perché non ci credo più e neanche voglio.
Ma il coraggio di farlo è il mio modo di reagire al vuoto stesso, perché credo che sia ancora più deprimente pensare di campare con pensieri fittizi piuttosto che guardarsi allo specchio e dirsi apertamente che questa vita non mi piace, non così, non con queste alternanze, non con queste compagnie, non con queste aspirazioni.

La fiducia nel ripartire va a singhiozzo, ma al momento me la tengo cara per dirmi che ho ancora 2 palle così ad affrontare la mia solitudine, che so farlo ne meglio ne peggio di altri, ma ci campo, ci sto campando, non ci sono morta per cui non ci morirò.

Lavoro continuamente su me stessa. 
Posso recriminarmi qualcosa?
Probabilmente sì, di aver dato poco amore, di averlo veicolato in modo sbilanciato a volte.
Ma nei confronti di me stessa posso davvero dirmi che sto dando tutto, per tutto quello che sento necessità di aggiustare.

Ho un talento?
Probabilmente no, forse ho solo capacità di apprendere. 
Mi identifica per forza avere un talento? Perchè dovrei valere solo se ne ho uno?
Appunto.
Di nuovo, mettermi in pace con la coscienza, tacere quella voce che rimprovera e non gratifica quasi mai.
Dirmi che io sono questa, ma non sono sbagliata per forza, perché come ho visto sotto i miei occhi nelle ultime settimane, se voglio so migliorare, so aiutarmi, so tirar su la testa dalla merda, so reagire a cose che per più di un attimo mi sono sembrate irreversibili.

Me, irreversibile.
Invece cazzo sono più malleabile di quanto pensi, sono resiliente (ecco, ci sta proprio sta definizione), e merito la mia pacca sulla spalla.
Non quella di un uomo, o non solo.

Sta passando anche la smania di sesso, non che ne sia felice, però fa parte del flusso.
So che tornerà. Con qualcun altro, in un altro momento.
Conosco di più me stessa anche così.

Panta rei, cazzo se è vero.

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