Non ho voglia di partire, di fare finta di essere spensierata.
Non ho voglia di stare in mezzo alla gente, come ieri sera quando senza una ragione precisa mi sono rabbuiata e non sapevo più che dire, e le persone attorno a me se ne sono accorte.
Ho tanti di quei pensieri irrisolti che adesso non so se sarebbe meglio scavarli tutti dentro in una full immersion di solitudine, o scacciarli via e riprenderli solo a ferie finite.
Non ho voglia di partire, sto pregando che mi venga la febbre e sai cosa? Non me ne frega niente se rovino la vacanza ad altre persone.
Ci sono solo io adesso, conto solo io, il mio egocentrismo e il mio egoismo.
Andare a fare la figa a Formentera è quanto di più lontano dalle mie prerogative.
Tutto sto sole, tutta questa estate lunghissima dovranno finire, vorrei farle finire prima.
Tornerei addirittura in ufficio prossima settimana, pur di volare basso e non pensare troppo.
Lisa sta uscendo dalla sua crisi e ne sono contenta, crisi di gran lunga peggiore della mia e iniziata nello stesso momento.
Ne sta uscendo perché si è tenuta da parte il tesoretto in questo ultimo anno, e ora lo sta utilizzando.
E saranno felici, ne sono più che certa.
Ma gli equilibri cambieranno di nuovo e so che ne soffrirò perché un'altra spalla cede.
Proprio adesso che non mi sento neanche le gambe.
Vedere che lei risolve e rimanere al palo mi fa male.
Anche io vorrei risolvere, ma sono troppe le cose sa aggiustare e non serve una persona ad aggiustarle, servo solo io e la mia (al momento non buona) volontà di rimetterci mano.
Sono così stanca di pensare.
Penso e sono attendista, aspetto sempre che arrivi quel messaggio, o se non è quello di lui almeno quello di un altro.
Ho lasciato il numero al tizio che lavora alla posta, due giorni fa. Omonimo, occhi verdi però.
Come corollario di un post di qualche giorno fa, posso dire che se gli lasci il numero e non ti ricontatta entro il giorno successivo....non è interessato.
Non lo so, ho bisogno di un brivido che vado cercando come una pallina impazzita di un flipper.
Cosi, per non pensare, per distrarmi.
Invece succede che aspetto.
Ho troppo tempo libero per aspettare e pensare, questo è il grosso problema.
Non so davvero come utilizzarlo in modo costruttivo (no, la palestra non è per me costruttiva).
Ha ragione mio fratello a dire che se voglio cambiare casa devo tornare al quartiere dei miei. Quantomeno mi tengo occupata tra nipote e cazzi vari, e torno a casa mia a piedi.
Se ne è andato perché non mi ha accettata, e io non accetto questa semplice ed efficace verità.
Rimugino, rimugino in continuazione, cerco di risolvere un enigma che non esiste, perché è chiaro come la luce solare.
Posso andare cosi in vacanza?
Può chiamarsi vacanza quella come a Rodi?
Voglio essere scontrosa, umorale, capricciosa, mi devono lasciar stare perché io sto male e voglio crogiolarmi nello star male.
Mi vogliono in vacanza? Mi prendono così.
Permetto solo a un numero limitatissimo di persone di accedere alla mia umoralità e avere il potere di cambiarla, anche solo mezzora al giorno.
5 giorni lunghissimi.
Regalerei il biglietto al primo che capita pur di non andare.
Farei sesso col primo che capita, per la voglia che ho.
Ma ho bisogno di un sesso tranquillizzante, che non affronterei in vacanza ("che malattia avrà?", una domanda tra tutte).
Quindi?
Spero di avere 39 di febbre domani.
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