Ho affinato il senso della manipolazione, sono più consapevole, mi sono detta.
Poi è bastata una sera, una cena, senza nessun contatto fisico ma tanti, tanti sguardi, belle risate, discorsi confusi, vino e tartufo, un continuo tiro alla fine a chi dei due non dava soddisfazione all'altro.
Io credo di essermi invaghita di un altro uomo sbagliato, non per sè ma per me.
Che leggerezza quella sera, ma che frustrazione dopo per aver capito di aver ceduto.
La mia bella corazza lucida che funziona con tutti adesso, tutti tranne che con lui, scalfita e bucata da quello sguardo, da una voce che suona troppo familiare, da quel sorriso dai canini affilati.
Un abbraccio è stato tutto il bottino.
È confuso, una ex rifatta viva da 2 mesi ha rimesso in discussione le sue certezze (quelle che comunque non includevano me nella sua vita), la sua testa.
Non so neanche se la versione che mi ha dato sia veritiera, ma devo farmela andar bene.
Rispetto a fine luglio in realtà non è cambiato nulla, e continuo a chiedermi perché insista tanto a volermi sentire per non volere nulla.
Per egoismo, è lampante. Quello che lo fa star bene lo guida a occhi chiusi nei confronti di chicchessia e dei suoi sentimenti.
Mi dico di aver sbagliato ad accettare un compromesso e quella cena, che se fossi rimasta sulle mie non avrei fatto danni.
La curiosità di rivederlo e di constatare se eravamo ancora come wravamo rimasti credo che non debba diventarlo una colpa.
Mi insegna qualcosa in più, per la prossima.
Ma nel frattempo tutti quelli che ho attorno cadono come mosche ai miei occhi e ai miei ormoni, come mi successe per Daniele.
Lui, solamente lui in testa, nel cuore e un po' più sotto.
È un manipolatore, l'ho capito e ho continuato ad aizzare il suo fuoco persuasivo, tanto che a un certo punto non sapevo più dov'era il confine tra il suo torto e la mia ragione.
Che poi non è neanche questione di responsabilità, sono sempre condivise e per questo non posso neanche odiarlo.
È stato corretto, ha mantenuto parola sul fatto di non impicciarsi fisicamente.
Quel bacio mancato dopo l'abbraccio mi ha fatto male però, cazzo.
Lo smaltimento di tanta frustrazione avviene con solo qualche giorno adesso, nel frattempo scopo un altro per non perdere esercizio e per ridarmi fiducia...niente a che vedere con sensazioni, empatia, speranze riposte nella mente di ragazzina come avveniva tanti fa a Fossato.
Sono cresciuta, non voglio pensare di aver fatto passi indietro, so che non devo giocare con questo fuoco, anche se il cuore mi rema contro
continuando a dirmi di non arrendermi, che c'è margine, che è solo in stand by.
Passa come sono passate altre cose in cui ho condiviso molto di più, mq credo di dover chiedere al farmacologo di arrivare a regime con l'antidepressivo.
La forza di volontà e il farmaco in sinergia sono sicura che mi faranno passar presto questa sensazione di insoluto.
In fondo devo solo trasformarlo in una certezza che non c'è bisogno di risolvere nulla, perché la riprova della soluzione la trovo tutti i giorni nel suo essere volutamente esitante solo per non perdere il suo controllo ma non per altro.