Mi spiace, mi spiace più di quanto non pensassi, ma non era aria.
Poco motivato, molto "prescrittivo", troppo preso da sè stesso e comunque non abbastanza da me.
Ho imparato a capire, giocoforza negli anni, che certi segnali vanno interpretati.
Vanno letti bene, vanno assorbiti e non sempre si deve cercare altra certezza, altra definizione.
Stavolta, a differenza delle scorse, non mi sono spesa in paroloni o in dissertazioni lunghe e noiose.
Ho lanciato l'amo (con una modesta speranza che abboccasse), e non abboccano ho semplicemente detto "mi arrendo a te, hai vinto" seguito dalla sigaretta della champions League.
Quantomeno, una ritirata in stile perfetto e senza sermoni, senza discussioni.
E lui, come TUTTI gli altri, non ha allungato una parola, una mano, un dito sulla tastiera.
Prevedibile, perché i segnali erano chiari.
Mi ritiro dalla corsa a lui, certa del fatto che sarebbe andata così comunque, anche senza salti mortali o scene da film, anche senza discussioni e passi falsi.
Lo accetto, ci sta.
Passerà pure questo, l'umore ci rimette nonostante le medicine e le buone intenzioni, la lacrimuccia sta lì lì, ma ho bisogno di pensare più in grande.
Se non ha potuto o voluto cogliere me nella mia essenza, è un peccato per entrambi, non solo per me.
Anche questo entrerà nella bacheca di quelli che "chissà come sarebbe stato, se ci avessimo provato".
Io ora non di certo mi metto a incontrare altra gente.
Questo 2020 mi ha insegnato un sacco di cose: a stare da sola in una casa mia, a non essere sempre perfetta nel riuscire a interpretare le intenzioni altrui, a non farmi abbattere da giudizi o semplici punti di vista dell'altro, a rimanere in piedi perché so quello che valgo e non c'è tutto sto bisogno di cercare chi me lo riconosce.
Ora sto così, oggi va così e anche questo luglio lunghissimo è andato come l'anno scorso, come 2 anni fa, come 3 anni fa.
Questione di abitudine.
Devo imparare a farmi passare la fissa per i bei ragazzi, imparerò anche quello, ne sono certa.
Adesso l'importante è gestire questo momento un po deludente, o semplicemente decadente, nel senso che sono passata da un momento di adrenalina a zero.
Meglio rimanere colleghi, amici, conoscenti.
Il livello probabilmente è sempre stato quello, sono io che l'ho caricato con quel "frequentiamoci", detto forse più per farsi perdonare che per una vera intenzione.
Le persone, quando hanno voglia di frequentarsi, semplicemente lo fanno.
Lui l'ha fatto nella sua testa, con la sua consapevolezza che in parte mi aveva anche esplicitato.
Più di così, non si poteva fare.
È un copione che rivivo, ma con maggiore coscienza stavolta, e senza creare strappi.