lunedì 22 febbraio 2016

Usa e getta

Il mio climax ascendente di stronzate  o, più internettiano, upgrade di complicanze emotive, credo abbia raggiunto il suo massimo.
L'ho baciato.
Pomiciato per di più, come due 15enni, sotto al portone, alla luce del giorno. Troppa luce.

Lui.
47 anni, sposato da...20, 2 figli.
Sono solo cazzi da adesso.

Ci ho sperato per molto tempo, ma sempre con la consapevolezza che non sarebbe mai accaduto, che lui è integerrimo, che era pura utopia.

Come quando pensi di vincere alla lotteria, ma sai che oltre alla fantasia non accadrà mai.

Poi succede la botta di culo, e non sai più come gestirla.
Solo che qui la botta di culo è durata quella pomiciata di meno di 10 minuti.
Il resto sono solo rogne.

Non voglio che le cose tra noi cambino in peggio, ma ormai siamo arrivati al punto di non ritorno, e sarà solo così.

Io starò da cani, il quotidiano diverrà un incubo, ed io dovrò starmene zitta zitta perché in fondo sto casino è una mia creatura.

Io che ho provocato, a volte senza indugi ma proprio perché non immaginavo ci cascasse, sempre con eleganza, ma trasparente; io l'ho arpionato, non so neanche bene come, io che mi sono lasciata sciogliere quando lui si è scoperto.

E sempre io che cerco ancora, a distanza, un contatto. Che non so se viene preso per azzeccoso, per neutro o per gradito.

Non credo di avere coraggio di chiedergli di parlarne, e forse non è neanche nel mio ruolo adesso.
Vorrei solo capire come andare avanti senza essere troppo fredda, troppo ridicola, troppo immatura, troppo paranoica.

La verità è che il gioco lo conduce lui, così come il non-gioco.
Io sono la solita attendista.

Perché quando ti metti in mezzo a situazioni come questa, non puoi avanzare domande, pretese giammai, richieste, attenzioni che sforino la volontà altrui.

Sei lo spettatore della tragedia che si consuma.
Tragedia nel senso classico greco.

Quindi che si fa?
Si tira a campare.
Ho vissuto per 3 giorni in una bolla, svegliandomi di notte a orari improponibili -come nei miei migliori innamoramenti- per pensare e decantare.

Oggi l'impatto con un semplice messaggio è già bastato per rompere la bolla e tornare alla mestizia.

Mi sono innamorata? No, non lo conosco così bene. Invaghita sì, molto.
Quanto basta per avere la sensazione, per un attimo, di camminare per aria.

E l'attimo seguente di scivolare nel girone degli amanti usa e getta.
In realtà, con la mia esperienza, dovrei anche aver imparato a essere questo, in fondo mi calza, e inizio ad avere dubbi sul mio vero scopo nella vita sentimentale.

La verità è che non si è mai abbastanza preparati per un rifiuto, un gesto scostante, un semplice "vorrei ma non posso", che pur rincuora ma non sopisce la voglia.

Analisi razionale fatta, devo solo perfezionarla per trovare quella frase da ripetermi nei prossimi giorni, quella che mi salva da un burrone veramente troppo vicino.

venerdì 12 febbraio 2016

Teorema

Ho capito un passaggio importante per la mia vita sentimentale.
Se vengo scelta, ho paura.
Se scelgo io, ho massima certezza.

Banale? Direi che intanto spiega alcune pieghe venute a galla in altrettante occasioni..ci rifletteró meglio.

mercoledì 10 febbraio 2016

Dannazione

Che sfiga.
Mi inmamoro, o almeno credo.
Mi perdo più che altro, mi incanto, mi accendo.

Ma lui ha famiglia.