domenica 10 dicembre 2017

Tutto cambia, niente cambia

Mi è capitato tra le mani un profilo Facebook di una conoscente, che fino a 3 anni fa era una single senza speranza-a detta sua.
La foto profilo attuale la dipinge con una bimba (bruttarella) in braccio.
Non è la nipotina. È la figlia, avuta un paio d'anni fa.
Si è sposata, la single senza speranza, ha messo su famiglia in un batter d'occhio.

Tutto cambia.

Guardo la mia foto profilo, guardo me 3 anni fa....e niente cambia.

Mi piacerebbe essere qualcun altro che tra altri 3 anni vada a guardare la mia foto profilo e si stupisca di trovarmi con in braccio un bel pupo.

Tutto cambia.
Cambia?

domenica 17 settembre 2017

La confusione è uno stato mentale

Basta coi giri di parole, col nascondermi dietro a un dito.
Ci sto provando, seriamente, a farmelo piacere.
Ma non c'è verso.

Sembrava fosse arrivato davvero il momento del passo avanti, del cambiamento. Di quella rivoluzione che aspetto da anni.

Soprattutto, di lasciarmi l'ultimo passato alle spalle.
1 anno e 8 mesi non si dimenticano con uno schiocco di dita, ma è possibile se si incontra una persona che ti prende.

Mi sono fatta prendere più dall'entusiasmo di averla trovata per dimenticare che per il fatto che mi piaccia davvero.
Per questo non posso nascondermi da due verità: una è quella che ho appena scritto, il cui corollario è che continuerò a darci, a darmi, una chance...ma è molto probabile che il tempo mi confermi questa sensazione; la seconda è che lui non sono pronta a perderlo così, che non sono pronta a far entrare qualcuno nella mia vita se ho ancora così tanto lui nella mia testa, e che non accetto ancora che sia lui ad essersi allontanato e che la cosa si stia spegnendo come una candela non per decisione mia.

Tutto questo mi crea un gran casino in testa, e oggi anche un po di incazzatura.
Quando sento una persona che continua a dirmi che sono io a non dare chance perché ho una lista di cose che l'altro deve avere per poterlo accettare, non dice qualcosa di sbagliato; semplicemente però non capisce che io quella lista non la guardo da un po ed è in continuo mutamento, e che se esiste è perché io non mi arrendo ancora al fatto di dovermi accontentare pur di dire che non sono più da sola.

Mi sento più sola adesso che quando sono sola veramente, perché sento di dover dare delle spiegazioni della mia freddezza a uno, e di chiederne o di dichiararmi perdutamente all'altro.
In tutto questo, chi non conosce a fondo la questione, si permette di tirare somme superficiali pur di attaccarmi o farmi sentire incontestabile.

Non lo permetto, e stavolta niente scuse delle mie reazioni, so solo io, e a volte neanche bene, come funziona nella mia testa e soprattutto nel mio cuore.

Sono persa e confusa, non ho bisogno di gente che apre bocca e le dà fiato.

lunedì 12 giugno 2017

Le bugie hanno le gambe corte

È strana la sensazione di oggi.
Provo a concentrarmi eppure la mente vuole volare via, cerco di immaginarmi delle conseguenze e contemporaneamente mi dico che la situazione è già arginata.

Qualcuno l'ha sgamato, qualcuno di molto vicino.
Me l'ha detto oggi; in un primo momento ho pensato "affari tuoi!", poi ho iniziato a sudare freddo.
"Già risolto, tutto a posto".

Tutto a posto un par di palle, inizio a pensare.
Questo cambia tutto, tutto.

Cambia in primis la sua prospettiva su di noi, perché quando qualcuno ti sgama e quel qualcuno è un familiare, inizi ad avere realmente paura.
Inizi a ripensare al passo falso fatto, alle omissioni, ma soprattutto al valore che dai alla tua famiglia.
Hai sempre saputo di tenerci tanto, non rischietesri nulla per lei, non ci rinunceresti neanche per la migliore delle offerte.
Solo che forse questa visione, finora, era troppo scontata e data quasi con superficialità.

Adesso che il pericolo è, o è stato, imminente, rimugini su quanto perderesti. E da lì il passo per capire che ciò che hai combinato da 18 mesi non vale la pena di rischiare è davvero breve.

Ed ecco che tutto cambia, e cambierà per me.

Oggi sono triste, consapevole, malinconica, perché già so dove arriveremo e so che non potrò che assecondarlo, perchè è giusto così.
Sono io l'intrusa, e per quanto ci sia sincero affetto deve buttare me giù dalla rupe; nessun altro.

Quello che mi sorprende è che nel tempo non ho fatto i conti con questa possibilità.
Avevo sempre supposto che la questione finisse o perché sarei stata spostata o perché avrei trovato io una persona.
Insomma, avevo dato responsabilità a tutto fuorchè a lui.

Invece è appena accaduto l' imponderabile, la situazione che neanche nei pensieri più spinti pensavo riprodicibile; perché lui è attento, discreto, furbo nel senso più buono e ingenuo del termine.

Ha fallito, e ora che il dubbio si è insinuato dovrà remare parecchio prima di recuperare ed evitare che ci sia un effetto boomerang molto, molto pericoloso.

E in pericolo mi ci sento anch'io; potrebbe facilmente capire chi sono, e magari non so, mettermi in difficoltà lavorativamente.

Sì che a lavoro già non è un gran periodo...

Tanta inquietudine stasera, non riesco e non voglio neanche lasciarmi andare alla delusione.

Oggi va così.

lunedì 10 aprile 2017

Quando me sale l'odio

No, non sono sportiva e non lo sono mai stata in campo relazionale.
Per questo ancora mi infiammo e mi incazzo nel sentirmi dire certe frasi.

Eppure dovrei averci fatto il callo, sono copioni già visti e recitati. Male, alle volte.

Ma non perché, come nel caso specifico di adesso, ci tenga alla persona che me lo dice.

È più una punta di orgoglio che mi sale insieme a un non ben precisato astio; ho due alternative, come ancestralmente imparato nei millenni: attaccare o fuggire.

Prima attaccavo, ora digrigno i denti, saluto cordialmente e me ne vado.
E "vado" vuol dire che tu non avrai più tracce di me, perché non ho piacere a che tu ti faccia i cazzi miei sui social...che per fortuna sono l'unico "legame" in comune.

A quasi 34 anni trovo offensivo ed infantile che un uomo a cui non l'ho data la prima volta, ma a cui ho fatto intendere che la possibilità c'è semplicemente se ci si vede un attimo, se ci si conosce con un po' di calma, mi dia della "profumiera".

Siamo tutti un po' troppo abituati ad avere tutto e subito, e quindi con un modo impacciato travestito da elegante, mi sono sentita dire una frase de merda, che andrebbe citata come esempio se mai ci fossero dei manuali per le giovani donzelle ingenue.

Non la dai subito? Non fai capire subito che hai voglia di cazzo?

Non è che per caso sei una ragazza che vuole solo fidarsi dell'altro, anche per il sesso; non è che sei una donna che vuole anche sentirsi cercata, desiderata...
No.
Sei una profumiera.

A me sta cosa da proprio alla testa, mi fa diventare matta.

Ancora con queste categorie idiote, a 30 e passa anni suonati???
Ancora ogni lasciata è persa per cui cerchiamo di acchiappare tutto il possibile? Ancora che non si distingue la leggerezza dal puro istinto brutale?

Che cazzo, uomini, regolateve.
Tenetelo a bada, che se vi comportate in modo più gentile, meno irruento e davvero elegante, le fighe pioveranno e ve la daremo come e più di quanto non immaginiate.

sabato 21 gennaio 2017

Una padellata inaspettata

"La verità è che sei una rosicona incredibile. Stacce."
Sono a metà tra alzarmi da tavola e andarmene, o mettermi a piangere.
La poca delicatezza con cui mi viene spiattellata la frase mi fa male.
Non posso smentirla, ma so che ho le mie buone ragioni per essere apostrofata così.

Il risultato è invece un sorriso amaro mentre annuisco, stuprando la calma con 2 sole parole "eh sì..." .
Il discorso si ferma per l'arrivo del mio amico nonché fidanzato di colei che mi ha appena dato una padellata in faccia.
Non proseguiamo, ma la curiosità di farle esplodere il concetto è ancora tanta.

Non posso però tirarla per le lunghe, per 2 ragioni principali: se reagisco male dò dimostrazione di essere esattamente come mi ha detto, e soprattutto si creerebbe quello "scomodo" effetto collaterale di creare casini diplomatici con la cugina nonché mia cara amica.

Quindi, come si dice in gergo, "abbozzo" e porto a casa.
Non è una conoscente la persona che ho davanti, ma neanche un'amica di lunga data; ci ho però vissuto insieme 6 mesi, sufficienti per darle questa dimostrazione.

Per un momento mi sono chiesta con terrore se tutti quelli che mi conoscono, pensano a me con lo stesso aggettivo.

Da un lato, se fosse, ho un moto di orgoglio che mi farebbe rispondere: mbeh? Non vi permetto di giudicarmi senza avere idea del perché e come sono arrivata ad esserlo. E poi voi..siete tutti santi?!?

Dall'altro lato, ovviamente mi farebbe male così come lo ha fatto ieri.

Ma io questa sono, e i miei rosicamenti mi hanno sì ridotto la cerchia di amicizie attorno, facendomi sentire più sola, ma hanno anche scremato tutti coloro che ho capito che non facevano per il mio carattere.
Altra "accusa" che mi viene mossa è che io sia piena di aspettative, troppo selettiva, e pertanto rosico appena non vengono soddisfatte certe condizioni.
Vero.

Ma per le altre persone come funziona? Nessuno mai fa i conti con sé stesso e con gli altri, nessuno mai si crea un'aspettativa e rimane deluso, nessuno mai prova sentimenti di rancore, di critica, di invidia per gli altri?

A volte mi sembra di essere unica e di vivere in un mondo con valori molto diversi e in contrasto coi miei.
Sono tutti maestri, tutti già capaci, esperti e profusori di saggezza, tutti in pace con gli altri senza mai una macchia, senza un appunto...a me questo sembra più superficialità e distacco, ma forse sono io che ho "una mentalità troppo rigida" (dicono), quando in realtà per me l'educazione e il rispetto sembrano valori da difendere e per cui incazzarsi se necessario.

Bah.
Mi piacerebbe un parere oggettivo in merito, alla prossima seduta con psyco so di cosa dovrò parlare.

mercoledì 18 gennaio 2017

Qual'è il mio talento?

A volte nei rari corsi di formazione fatti o spiati da lontano, mi è capitato di sentir chiedere ai partecipanti quale fosse il proprio talento. O i propri talenti. Anzi, normalmente usano proprio il plurale, chè magari sennò qualcuno si offende.

Beh, ho sempre preso sottogamba la domanda, l'ho sempre pensata solo in relazione al ruolo professionale e alle circostanze lavorative, per cui ho sempre detto le solite cose: attenta ai dettagli, problem solver, client obsession e cavoli vari.

Poco fa stavo vedendo su Facebook un video di un tizio che fa acrobazie con stecca e palla da biliardo; ne avrò visti altri cento simili, e non è questa la novità.
La novità è che mi è spontaneamente venuto pensato "qual'è il mio talento?".

Ci sto ancora pensando, il che secondo me vuol dire che non penso di averne uno così spiccato da risaltare.

Sarebbe bello avere un talento, ma come il buon libro Bounce dice, il talento non è di per sè talento se non allenato molto, moltissimo; per il talento a fare che uno si ritrova, vuol dire che ha sbagliato molto per la stessa cosa in precedenza.

Oddio, secondo questa logica io ho talento nell'amore: ho toppato tante di quelle volte che ora sono bravissima a riconoscerlo.

Mmmmm....non fila molto.

Dunque, quale sarà mai il mio talento, quella caratteristica che mi rende non solo unica, ma fenomenale?

Ai posteri l'ardua sentenza.