Sono un po arrabbiata con me stessa.
Non riesco a farmela passare, me ne faccio stupidamente una colpa.
Sento il peso della responsabilità della mia "cura", cura che tarda a far effetto, anzi...cura che tarda a essere prescritta.
Mi manca.
L'idea? La persona? Me stessa?
Tutto. E quando dico tutto, intendo tutto.
Pure quella brutta sensazione di ansia, di sospetto.
È assurdo che mi manchi anche quella, ma era comunque un mezzo per sentirlo vicino, anche se distante.
Vorrei che sapesse tutto questo.
Vorrei impietosirlo, credo.
Vorrei che qualcuno lo contattasse e gli dicesse "Ehi, lei muore per te. E lei è pazzesca, la migliore che ti possa mai capitare di avere. Pensaci prima di buttar davvero via questa chance che la vita ti ha regalato".
Scema, no?
Non esistono miracoli in questo genere di cose, sono solo film. Io che campo di cinismo dovrei riuscire ad assimilare un concetto così semplice.
Ma quando si tratta di Daniele regredisco, non c'è un cazzo da fare.
Mi sono talmente ripetuta che devo far fluire sto dolore, che alla fine si sta cronicizzando e io mi ci crogiolo dentro.
Se solo sapesse quanto lo vorrei qui, a sentirlo annoiata parlare di lavoro, a ricevere anche i suoi silenzi, a sentire il suo respiro.
Porca puttana come sto messa male.
Sono uscita con un altro, è stato disagio a prima vista.
Nessuno mi sta facendo sentire bene come lui, nessuno riesce a farmi camminare a mezzo metro da terra.
Che palle. Sono stanca anche di ripetermi ste cose, mi dico che prima o poi mi annoierò talmente tanto da non dirle e non pensarle più.
Per ora non sono doma, ho come bisogno di queste sensazioni per star meglio nella cuccia di sofferenza che mi sono costruita addosso.
Da cui non ho intenzione di uscire, per ora e per non so quanto altro tempo.
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