L'anno scorso, mi sono accorta, non ho scritto il mio consueto post di sintesi di bilanci.
Cerco di recuperare almeno questo del 2016.
Il 2016 in un certo senso è stato l'anno delle "prime volte":
- la mia prima volta da amante, dico a 360 gradi, di un uomo
- la prima volta di papà in ospedale, per quasi 3 settimane, e non per intervento chirurgico ma per n.d.d.
- la mia prima contestazione a lavoro
- la mia prima e irreversibile rottura con la mia "migliore amica"
- la mia prima volta in Sardegna
- e anche la prima sotto Natale in montagna
- il mio primo (ed ultimo??) personal trainer
- il mio primo (e vero) corso da Sommelier
I primi 3 temi sono stati in un certo modo il filo rosso dell'anno, quelli che mi hanno segnata emotivamente moltissimo (ancor più il secondo e il terzo, in realtà).
Viene quindi spontaneo chiedersi cosa ho imparato...
Ho imparato che non so gestire bene l'ansia, qualità che speravo invece di aver già sufficientemente plasmato nella mia esperienza.
Ho imparato che posso fare a meno di tantissime persone, ma della mia famiglia no...E questo è in realtà un problema.
Ho imparato a riconoscere alla mia vita dei piani che siano anche alternativi al piano A; questo mi dà fiducia nel futuro.
Ho imparato che anche l'amore mi può essere lontano pur se lo volessi vicino; e sono io che lo tengo a distanza.
Ho imparato che è bello viaggiare ancora da sola, ma che i viaggi con gli amici sono nonostante tutto, i più divertenti.
Ho imparato che riesco a darmi un freno, che si tratti di spese economiche o di sentimentalismi; sì, posso e riesco, quando mi va.
Ho imparato a essere più pigra, molto più pigra, e in realtà non è una dote positiva; si rende però necessaria quando lo stress raggiunge quei livelli d'ansia che non so gestire, e che solo così riesco ad abbassare.
Ho imparato che io valgo più di quanto ne ho cognizione; chi vuole stare al mio passo è benvenuto. Chi no, quella è la porta.
In estrema sintesi, sto imparando a fare meno a cazzotti con me stessa e di conseguenza con le decisioni di chi mi sta più o meno a tiro.
Lascio libera me stessa e gli altri di decidere, senza necessariamente scazzare.
Sto cercando di mettere me come sono adesso al centro del mio mondo, e non la me ideale, quella voluta dal mio immaginario.
Sto quindi cercando di accettare questo mio essere così, in parte incompleta, in parte brutta, in parte scomoda, inadatta a certe visioni di vita.
Sono solo curiosa di ciò che il futuro, e non solo il prossimo anno, mi riserverà.
Ne ho molta paura, allo stesso tempo.
Forse ciò che devo ancora imparare è proprio questo: non avere paura.
Perché tanto funziona come quando sai di avere l'ascensore rotto.
Se ti ricordi durante la giornata che dovrai fare 6 piani a piedi, già ti prende male e sarà più faticoso farli; se te ne dimentichi e trovi invece l'ascensore rotto una volta tornata nel palazzo, rosicherai al momento, ma la fatica si ridurrà solo a quei 5 minuti di scale.
Buon 2017.