martedì 30 ottobre 2018

Cenerentole denoantri

Il brutto della stragrande maggioranza delle generazioni femminili cresciuta a pane e favole, è che maturi false credenze.
L' uomo della vita, a cavallo, vestito d'azzurro; la storia perfetta, l'essere amata incondizionatamente e gratuitamente, ricambiata e senza problemi attinenti al quotidiano; il matrimonio gioioso, l'abito bianco, la musica di sottofondo a un ballo a due, gli invitati tutti contenti; i figli, subito, belli come il sole, maschio e femmina per avere l'assortimento; la vita felice a due.

A due.

Questo è il problema.
Che tutte le favole prendono le protagoniste come idiote, che non possono basarsi da sole e quindi hanno per forza necessità di avere l'altro.
Così anche noi cresciamo con l'idea di non essere abbastanza, di avere un pezzo mancante, e se questo pezzo non lo trovi rimani una bambola rotta, o la sorellastra acida della principessa.
Perché ai maschietti non si fa tutta questa enfasi sulle favole?
Semplice, perché sono loro i salvatori, loro a scegliere, loro i vincenti.
Quindi non c'è da mostrare gran che.

Noi povere sfigate invece dobbiamo sfacchinare e passare mille difficoltà per cosa? Per essere scelte da lui.
Per essere scelte.
Non per scegliere, ma per essere scelte.

Queste sono le cattive convinzioni con cui ci hanno fatto crescere e che ci hanno fatto credere reali.

Che fregatura!

sabato 20 ottobre 2018

Un sacco di liuta

A volte boh, non mi sento me.
O meglio, non mi sento a mio agio nel mondo che ho costruito, quello vivo che ho tra le mani, quello che stringo forte e a cui tengo.
A volte, come stasera, mi viene solo quel vuoto che non mi fa parlare, che mi racconta di altro vuoto e altro ancora, che mi scava dentro e fa un carotaggio delle mie paure per mettermelo sotto al naso e dirmi "lo vedi, sei così piena di questa che se vuota di altro, dei sogni, delle prospettive, dell'amore....come fai a campare così????".

Io la risposta la cerco ma non la trovo.
Trovo pensieri ripetitivi e fulminanti, che lacerano il cervello in un continuo susseguirsi di affermazioni anch'esse vuote, che non guardano al futuro perché non lo riconoscono.
Non ne vedono il senso.

Sanno solo dirmi che non sono adatta a questa vita, a questi miei drammi veri o presunti, che sto buttando anni dietro al vuoto pensando di attarcarmici con le unghie, pensando abbia senso e abbia senso rincorreelo.

La dura verità è che io sono vuota, che ho perso per sempre speranze e sogni, cibo per l'anima.
La verità è che dovrei pensare di curarmi seriamente, invece che fare 4 chiacchiere con l'analista 2 volte al mese.

Sto peggiorando notevolmente, e se penso che questa estate era stata una buona estate e ho ricordi vividi e belli...neanche mi riconosco.
Mi chiedo se siano stati illusioni, placebo per nascondere il vuoto.

Sto male, sto davvero male e non so con chi parlarne, o se farlo proprio, perché io realtà non ho quasi più niente da dire.

Sono vuota, un sacco di liuta appoggiato a terra, inerme.
Mi sono detta in tutti questi anni che dovevo tirarmi su, per la mia famiglia.

Non riesco più e non so quanto riuscirò a mentire ancora.

venerdì 19 ottobre 2018

Sei una bella persona

Una frase del cazzo.
La frase del contentino, della finta gentilezza, della chiusura.

Come il "Non sei tu, sono io".

Elucubrazioni a parte sulla sua psicologia e motivazioni, sul suo essere così con tutte -dicono, da quando ha avuto la breccola dalla ex-, sulla sua indisponibilità a storie, quello che mi rimane è un bel calcio nel sedere.

Mollato io il "mio lui", mollata dall'altro, a questo punto mi chiedo se avrò ancora opportunità.
C'è voluto così tanto per darmene una in più, quasi 3 anni per una scopata fatta con tutti i crismi...Mi chiedo quanto adesso dovrò di nuovo attendere, quanto mi va di attendere e se sia il caso di acquistare un vibratore.
Non scherzo.

È un bel problema il fatto che mi sia capitata una buona scopata dopo 3 anni, perché le altre - con tutto il sentimento, per carità- diciamo che sono escluse dalla menzione per la quasi nulla performance. N.c. insomma.

Mi chiedo anche che cazzo di ragionamenti mi metto a fare, come se scopare fosse il mio obiettivo primario.
No.
Non lo è, ma con quest'ultimo ho capito che personalmente nulla mi viene per caso, e basta pochissimo per farmi passare la voglia o fidarmi dell'altro e farmela salire a 1000.
Pochissimo, particolari forse.

Ci sono elementi ben precisi che mi avvicinano fisicamente a un uomo tale da poterci fare sesso.
Carattere a parte, e quest'ultimo ne è prova calzante, è un misto di sensazioni e paura (per questa vedi dopo): baci buoni, ma buoni intendo niente movimenti a cazzo della lingua, ma pensati, armonici, non vorticosi, non monotoni; un buon odore, di alito in primis ma anche di pelle, di sensazione; un buon tocco di mano, intendo a livello da quella che mi sfiora la guancia, all' abbraccio appassionato, alla carezza in zone altre; il movimento insieme, da vestiti, l'armonia e la sincronia; il bacio sul collo, quanta lingua ci mette e come, se morde o meno; e da lì in poi la curiosità sale pari passo con la paura.

Sto benissimo, tutto va secondo ciò che mi piace, c'è sintonia.
E adesso però il momento della paura e della verità, quello in cui calano le mutande: sarà troppo grande, troppo piccolo, largo o stretto, storto o dritto, maleodorante, sgraziato...oddio, e se mi fa male? Se rimango delusa?

Quindi in realtà a volte potrebbe dirmi benissimo fino al petting, e dopo avere una brutta sorpresa e farmi calare tutto.
Come già successo, peraltro.

Non è vero che è solo il bacio l'indicatore, cosa che ho pensato fino a poco tempo fa.
Per me, che sono una scopatrice poco assidua, certi "particolari", una volta arrivati a quello step, contano e come.

Poi ecco, trovo "quello" giusto nelle caratteristiche e nella performance - da non sottovalutare affatto, non come facevo con il "mio lui"...-, e niente, mi sento dire che per lui possiamo rimanere amici perché ritiene che io sia una bella persona.

Dubbi che mi assalgono, paure inconfessabili, un disastro nella mia testa.
Sono una bella persona.

giovedì 11 ottobre 2018

Sprechi

Mi sono invaghita di uno con un naso orrendo, che si mangia le parole, con la voce nasale, basso, con un po' di panzetta.
Il tutto solo perché ci sono finita a letto e sono stata scartata.
Se una di queste 2 cose non fosse accaduta, probabilmente non mi sentirei invaghita.
Perché dico io, perché ogni stracazzo di volta mi succede la stessa cosa, perché mi pervade la stessa sensazione, perché mi ritrovo a elemosinare su un catalogo di Tinder sapendo che gli uomini non si scelgono a catalogo, solo per colmare un vuoto di attenzioni che in fondo stavo chiedendo e sarebbero così facili da darmi???

Vaffanculo. Tutti gli uomini. Vaffanculo.
Non vi meritate la mia parte bella, non il mio fisico e neanche i pompini. Niente. Tutta fatica, e mascelle, sprecate.

domenica 7 ottobre 2018

Volevo solo coccole e sesso...

Ecco.
Domani è una settimana che non ho alcun contatto con lui.
L'ultimo è stato davvero sbilenco da parte mia, ma alla fine pentirmi o meno di quello che ho detto avrebbe senso?
Avrebbe cambiato le cose se fossi stata più attendista e meno smaniosa, meno attaccata a una risposta per l'offerta (di solo sesso) fatta?
No.
Perché comunque che sarebbe successo?
Che ci saremmo rivisti quante, una-due volte per quel proposito, per poi essere lo stesso sfanculata con la stessa giustificazione.
"Non è scattato quello che pensavo".

Non so neanche se sperare in un suo ricontatto e nel caso per quanto altri giorni/settimane?

Che palle, da queste situazioni non imparo mai abbastanza, non a sufficienza per capire quando devo fermarmi.

È che ho sempre lo stesso problema: io vedo situazioni diverse dall'altro.
Possibile che puntualmente mi sbagli?
Non so davvero interpretare certi segnali o semplicemente evito di entrare in dissonanza cercando di non vederli per giustificare il fatto che andrebbe bene così, con un po' di sforzo....

Ma non sto andando al bagno, che devo forzarmi...
Va beh quindi che succede adesso?
Niente.

Il nulla cosmico, rotoballe.

Niente whatsapp, niente interesse per nessuno.
Figura di merda, forse, con lui, che ci scriverà su una bella short story su quella che cercava coccole e sesso, che s'è accollata male, ma visto che so più figo l'ho scaricata con eleganza attraverso il silenzio.

Non me pensa proprio più, manco ha partorito pensieri più ampi come questi...quasi sarei più tranquilla.

E invece...invece è successo anche a me semplicemente di dimenticare qualcuno che non mi ha colpita, con cui ho fatto calare sipario e silenzio, senza stare a fare elucubrazioni, senza proprio pensare...
Cancellato, rimosso senza dolo, archiviato nell'oblio.

Quindi ci sta che lui faccia altrettanto.
Odio perdere, perché questa è una sconfitta, perché quella era una sfida, e lui l'avversario.

Ecco tutto.
Rabbia? Tristezza? Fastidio? Malinconia? Delusione? Dimissione?
Tutto.