Ho acquistato il volo di ritorno anticipato a domani.
Non riesco a stare qui, non riesco a stare tra le gente, facendo finta di essere serena.
Sono ottenebrata, non rido, mangio poco.
La mia metamorfosi nel peggio di me viene man mano fuori.
Voglio odiare e farmi odiare, vorrei urlare ma tengo tutto dentro.
Ho visto la sua nuova foto profilo su Facebook, un selfie.
Lui odia farsi le foto.
Risale a più di un mese fa, ma lo ha messo solo qualche giorno fa sul social.
A chi era destinato quel selfie?
Quando li faceva li mandava a me, proprio perché dice sempre di venire male in foto.
Quindi quella non era per Facebook né per vezzo.
Era per qualcuna.
Mi ha mentito quindi.
Ne sono quasi certa.
Poi una bella foto rilassato a Bruxelles, nel viaggio-incubo (a detta sua, che sarebbe stato)con la mogliettina.
Sorride in entrambe le foto, sicuro di lui.
Quelle espressioni che mi fanno pensare che tanti problemi poi non ne ha, e che soprattutto Elena da un pezzo che non era destinataria di quei sorrisi.
Poi, guarda un po, pubblicate mentre io ho disattivato l'account.
Mi ha fatto male, ho avuto un balzo al cuore.
Nel frattempo oggi ho passato tutto il pomeriggio sul letto.
Che ci fosse pioggia, come è stato, o sole...poco me ne è importato.
Il mio umore nero e il radicamento di vedere loro 3 sereni mi ha fatto muovere per acquistare quel ritorno di domani.
Mi penso più serena sul mio letto, senza sapere che combinano, senza sapere di stare su un'isola dove il sorriso è d'obbligo.
Non mi è mai capitato di acquistare un volo o un ritorno in data anticipata, nei viaggio con gli amici.
Lo annovera tra le prime volte di quest'anno.
Avevo smesso di contarle da quando ho conosciuto Daniele.
Non so più che c'è nella mia testa, solo frastuono.
Solitudine nera, conta delle ore per arrivare a quel taxi domani e tirare un sospiro di sollievo.
Temporaneo, perché una volta tornata, una volta ritrovata casa, sarà un nuovo macello.
Accetto il mio limite, la cazzata di aver preteso troppo da me. Ovvero partire controvoglia.
Ma oltre questo io non voglio altre storie, di elucubrazioni ne ho fin troppe.
Un casino di estate, un casino dentro.
Voglio scomparire, tanto ormai neanche facebook mi serve più, non devo dimostrargli piu niente.
Ho declinato l'invito all'evento del club per causa sua.
Tutto per causa sua, da maggio.
Non concepisco come sia andata così fuori di testa per uno.
Fuori di testa, letteralmente.
E se nella mia testa balenava la speranza di sapere che anche lui mi pensava, quel selfie ha smontato tutto.
E ho capito tutto.
Non era solo la moglie il problema.
Era un'altra, cioè quello che gli ho chiesto e a cui ha risposto no.
Sapevo che stava mentendo ma volevo prenderlo per buono.
Ha fatto però il passo falso, io so quando e perché si fa i selfie.....
Ha senso pensarci?
No ovviamente.
Ma fa male sentirsi ucciso l'ultimo barlume di speranza.
Per cui da oggi in poi non devo più dimostrare nulla, non c'è nulla che possa fare per farlo tornare indietro.
Nulla.
Come mi sento io adesso, totalmente nulla.
E abbandonata.
Da lui, dai compagni di vacanza, dall'amica del cuore (che bellamente si fa gli affari suoi stando con loro, pure se li conosce poco e sapendo che io sto qui dentro casa a sbattere la testa al muro....ma dicono che è giusto così, no?).
Stavolta non mi rialzo.
Non mi va proprio.
Come non mi va di alzarmi da questo letto.
Sto pensando di mettermi in malattia quando torno a lavoro, facendomi fare certificato per esaurimento dallo psyco.
Non credo di riuscire a lavorare cosi, e pure si dice che almeno tengo la mente impegnata.
Ma io la mente ce l'ho impegnata di mio giorno e notte, di nuovo anche la notte perché sto pensiero non smette di girare.
Chiederò a psyco un incontro prima di quello previsto, un incontro-scontro perché devo capire, deve dirmi qualcosa di sensato, più sensato.
Deve trattarmi da malata.
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