lunedì 27 luglio 2015

Un bicchiere di Brandy

C'e un tempo per tutto, dicono.

A me sembra solo che mentre tutti vanno avanti io rimango sul piedistallo del mio orgoglio, appoggiato su una polvere di sogni sempre più schiacciata a terra, e aspetto.

So aspettare, mi viene benissimo.

So aspettare che qualche ingranaggio della mia vita standardizzata si sgrani lasciando il posto all'imprevisto.
Mi piace pensare che un giorno quell'imprevisto mi aspetti sotto il portone di casa.

Non mi aspetta mai nessuno sotto il portone di casa.
Manco agli altri sempre meno di quanto manchino loro a me.

È arrivata un'altra estate, e altre vacanze in solitaria.
Quanto ho sperato che nei mesi uscisse fuori una persona che mi dicesse "questa volta non devi pensare a niente, ti porto via con me".

Pensieri frivoli di una donna che non sa se sentirsi più autonoma o solo più sola.

Stasera mi mancano le preghiere di nonna e zia, le vecchiette della famiglia che ogni volta che parlavano di me mi raccomandavano al signore, perché ero una brava ragazza che non va a zonzo per strada, perché ero intelligente e loro pregavano sempre per me.

Con loro sono morte anche quelle preghiere che in un certo modo erano rassicurazioni e mi davano a pensare di avere davvero più mani sopra la testa, qualsiasi cosa fosse successa, e che mi avrebbero aiutato a non rimanere sola.

Arranco, nell'ansia di reiventarmi per dimostrarmi socialmente adatta, rimango immobile.
Ho paura, una paura intensa, calda, come un bicchiere di brandy.
La scolo giù lentamente, scivola nel sangue facendo compagnia al cuore, è una paura meditativa, un concetto che sembra avere sempre avuto posto in me.
Come se senza non fossi io.

La profezia che si autoavvera.
Sta già avvenendo.






martedì 7 luglio 2015

Elena

E' vero, devo dare ragione a chi crede ancora che esistano momenti belli, al limite del perfetto, al limite del sogno, che permettono di guardare ancora avanti e avere nel presente una sensazione di calma, di serenità, di fugacissima felicità.


Ne sono stata vittima in questo weekend.


Se non avessi deciso di andare alle terme, se non avessi chiesto quella sigaretta a quelle due "ragazze" -mi piace chiamarle così, perché lo spirito c'è ancora-, se non avessimo deciso di avvicinarci ad ascoltare quelle strane canzoni di una band inascoltata, ma dense di sarcasmo che chiama sempre un po' di tristezza in fondo, se non ci fosse stata "Elena"....
Non avrei provato quella sensazione sempre fresca ma lontana nel tempo, quella che sì...batte il cuore, palpita l'animo, freme la notte.


Quella di sentire crescere un interesse al di là del sesso, di non capire ma sperare in un ricambio nonostante i percorsi di vita siano lontani anni-luce, la poesia di un momento, fatta di sguardi complici e sorrisi, e poche parole ma dosate sapientemente....una banda di persone sconosciute, un' alchimia che molti chiamano affinità elettiva, e noi.


Mi strappa un sorriso, anche se con piedi ben inchiodati so bene che al di là di un momento niente può esserci.
Ma la delicatezza, la sorpresa nello scoprirci, quelle mani che hanno intrecciato il mio viso, le mie dita in un avvolgente abbraccio...fa bene averle ancora con me nei pensieri.


Viene da fare un figlio con uno così.


Mi fa ricordare D., dieci anni fa, che mi fece palpitare con la stessa leggiadria, senza però che accadde mai nulla.


Sono questi uomini di un tempo forse, poeti, intagliatori di sentimenti umani e allo stesso tempo rivali del proprio ego.
Fuori buffoni, dentro turbati e severi.


Questo mi ha lasciato l'omonimo di qualcuno, nato nel suo stesso giorno a un anno di differenza, che se lo andavo a cercare non ci avrei mai preso.


Forse ho solo avuto bisogno, dopo molte lotte e prese di posizioni estreme dei giorni scorsi, di camminare alto, più alto dei conflitti e delle indecisioni, delle parole pesanti e di quelle che non ho voluto pronunciare.


Avevo solo bisogno di respirare una calma nuova, per una volta non dettata dall'ansia di avere con me i miei baluardi, ma data alla luce da ciò che di me stessa ho provato a rimettere in campo.
Per qualche giorno, certo, ma sembra sia stato lo sfogo di mesi.