Stasera ho solo voglia di piangere.
Per il tempo andato e quello sprecato, per il futuro incerto e l'ansia di un controllo che non posso avere.
Non ho la bacchetta magica, non pretendo di averla, ma a volte guardo gli altri, nelle loro timide o sporche, gioiose o vaghe vite e provo invidia.
La provo perché li vedo arrivati, sazi, tranquilli.
Io invece sto avvelenando l'anima con pensieri di solitudine e spreco di tempo, con una lancetta sopra la testa che muove la mia incuria per le aspettative sociali e familiari su di me.
Il confronto mi abbatte, mi sento l'ultima della specie ad essere rimasta inespressa, sola, brutta.
Perchè queste altalene di emozioni ancora?
Non le avevo appena sistemate?
Cazzo.
Cazzo cazzo cazzo cazzo.
Stasera mi manca ancora Daniele.
Ma perché non torna?
Torna ti prego, voglio stare al tuo gioco e alle tue regole, voglio prendermi quelle briciole di te.
Ma torna, per favore, non sono risolta senza te.
Non sono risolta.
Ma perché sei capitato proprio a me?
Potevi farti gli affari tuoi, startene al posto tuo?
Quante vorrei dirgliene adesso, di buone e di meno buone.
Frustrante il pensiero che non potrò più farlo.
Il modo lo troverei pure, ma non il coraggio, mai.
La vergogna di aprirmi a lui totalmente e vedere di nuovo quello sguardo che non mi segue, che scuote con la testa...non riuscirei a reggerlo.
Troppo tempo, è passato già troppo tempo per tutto, per l'irrecuperabile.
Mi sento sola. Sola non sono, ma mi sento davvero sola.
Perchè l'unica persona, la più sbagliata, non è pervenuta. Nc.
Io sono al traguardo ad aspettarlo, e lui non arriva. Si fa notte, mi accampo, dico che ha avuto un problema fisico, magari si è addormentato....e aspetto ancora.
Smontano il traguardo, tolgono le barriere, qualcuno mi dice che non posso più stare lì perchè adesso torna la circolazione normale.
E io non mi arrendo e prendo una bandierina in mano per far vedere il meeting point, continuando a sventolarla in piedi, lato strada.
Ma tu non arrivi più.
Il freddo, la pioggia, la grandine arrivano e io sono ancora là, perché mi hai promesso che saresti arrivato, anche ultimo, chi se ne frega...
Conta ritrovarsi, conta abbracciarai venendosi incontro, tu esausto dalla maratona, io aspirata dall'attesa.
Ecco come sto oggi.
Domani potrei togliere la bandierina, sedermi per riposare un po e chiudere gli occhi, col rischio di non vederti passare.
Potrei iniziare a guardare le macchine che passano, o distrarmi guardando nella direzione opposta a dove dovresti arrivare tu.
Potrei coprirmi, che inizia a far freddo vero.
Magari scambiare 2 parole con un viandante, magari chiedo informazioni se ti hanno visto le varie macchine che passano.
Nessuno ha trovato niente.
Neanche il tuo numero di gara, quello che abbiamo scelto insieme.
Non arriverai al mio traguardo, avrei voluto accoglierti con un abbraccio senza fine.
Chi se ne frega se saresti arrivato sderenato e fradicio e puzzeresti, deperito nel fisico e nell'umore.
Io ho bisogno di te, come dell'aria che non respiro più da quando sto sott'acqua.
Quando mai leggerai tutto questo?
E se pure fosse, riuscirai mai a capirne la profondità, apprezzarne il contenuto e afferrare il concetto che non so come ma mi sono innamorata e cazzo perdutamente?
Perdutamente.
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