Ultimamente stavo cercando di sviluppare il metodo scientifico per trovarmi l'uomo.
Tutti parametri nella mia testa, calcolati su un foglio Excel emozional-razionale, e via cantando.
Mi accorgo sempre più che questa spasmodica ricerca mi fa rientrare in uno schema che sa di clichè...quello del cercare "il miglior partito" da sposare, per figliare, per sistemarmi.
Ha una matrice ancestrale questa sequenza, psicologicamente risale al l'istinto umano femminile di trovare l'esemplare più adatto a crescere una famiglia, che sia sano pertanto e sufficientemente forte.
Sono vittima quindi del l'istinto, non della razionalità come ho sempre pensato.
Inizio a stancarmi di cercare, perché se c'è un cliché più grande di questo, lo trovo nel paradosso che cerco cerco e vado a imbarcarmi perennemente nell'uomo sbagliato.
Lui è solo l'ultimo della serie.
Fa piacere, tanto piacere sentirmi dire delle cose da lui, avere quell'aria sognante e confusa da innamoramento adolescenziale.
Ma poi è tutta storia già scritta.
Mi spiace già, perché la storia è finita prima di iniziare, siamo dead men walking.
Peccato, perché tutto ciò che se mai ci sarà rimarrà in un lasso di tempo di un baleno.
Ci sveglieremo entrambi, ma lui più di me, e ci guarderemo8 negli occhi per dirci "In un'altra vita, in un mondo perfetto, staremmo benissimo insieme".