giovedì 3 ottobre 2019

Dichiarazione

E così mi sono dichiarata.
Che poi, non ce n'era neanche bisogno, sono cose che conosci da un pezzo.
Ho deciso di farlo con il tuo capo-amico perché non potevo affrontarlo di persona e dirglielo. Avrei pianto troppo, avrei fatto vedere la disperazione di una donna (sì, donna ormai) che nessuno dovrebbe vedere a parte lo specchio.

Un messaggio vocale di 10 minuti a giustificazione della mia uscita dal Club.
3/4 di messaggio dedicati a te...
Lui ti conosce, sa di che parlo, e non posso che parlarne bene nonostante tutto.

Ho sentito l'esigenza di avvicinarmi a te attraverso lui, che sia stupida oppure no poco importa.
Lui sa, ed era giusto che gli dicessi tutto, o almeno tutto quello che provo io, senza entrare nei particolari nostri e solo nostri.

Ho parlato di perdere la testa, di innamoramento, del fatto che mi hai fatto bene, la mia versione migliore, che spero che prenda un po da lui perché è un buon mentore e ti serve per crescere.
Ho fatto un accenno a quella cazzata di telefonata che ti hanno riportato, non potevo non farlo.

Ho parlato della mia impossibilità a incontrarti, anche per caso, del fatto che non posso e non voglio sapere nulla del tuo privato perché "ne morirei"; sì, ho usato esattamente questa espressione.

Credo di aver rimarcato il concetto che nonostante gli sforzi che sto facendo tu sei sempre lì nella mia testa, e che non mi passi.

Vorrei solo che ti passasse questo messaggio, e che spero non mi ridicolizzi ai tuoi occhi.
Il tempo sta passando e tu non sei più tornato, giusto o sbagliato che potesse essere per me.
Era l'unico modo per dire chiaro e tondo quanto mi manchi, quanto ci ho investito e sperato, quanto mi hai cambiata.
È quando le persone ti cambiano dentro che capisci che sono davvero importanti.

Se proprio non puoi leggerlo in questo blog, che almeno ti arrivi attraverso lui.

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