domenica 29 marzo 2020

Stanca, ma non della quarantena

Mi so stufata.
Di cercare attenzione, o qualcosa in più.
Veramente.
Quante volte l'ho detto??
In un periodo dove vedi la qualità delle relazioni, a partire dagli amici per arrivare ai conoscenti e ai random dei vari Tinder ecc, capisco che sì voglio il cazzo come tante frustrate...
Però so stanca di alzare la mano e farmi ri-conoscere.

Lui era semplice, comodo.
Comodo soprattutto, non dovevo alzare la mano, almeno per quello. Anzi si l'ultimo periodo si.
Però insomma in linea di massima c'era. Era una sorta di certezza, e io non dovevo fare nessuno sforzo per guardarmi attorno e come una formichina sbracciarmi per farmi vedere.

Invece qua si va avanti a chattare con gente che chi ti mostra subito il cazzo, ti da quell'attimo di piacere ma poi svanisce.
Il piacere prima, lui poi.
O lo fai sparire tu, che poi è la stessa cosa.
Pochi veri aficionados, di quelli che non sembrano morti di figa e ti stanno dietro in chat da giorni, ma poi sarà da vedere quando ci incontreremo.
E ad oggi, sembra davvero una cosa molto lontana.

Perché tutto sto bisogno di sesso che attanaglia me come tante/tanti che sento attorno?
Alla fine, oltre al momento...ma che cazzo ci faccio solo col sesso? E con altro?
Boh forse sto davvero arrivando all'illuminazione che io una vita con un uomo non la voglio davvero.
Sta quarantena in solitudine mi sta facendo bastare a me stessa, in tutti i sensi.
Ora è arrivato anche il dildo, potrebbe essere la volta buona che non ho più bisogno di altro.

Voglio essere libera di scopare, sentire il vuoto, usare il dildo e andare avanti cosi come sto andando avanti in quarantena, la regina delle cose fittizie.
Tutto è fittizio adesso, qualunque cosa. Pure il lavoro a pensarci.
Sarà che sono brilla e formulo pensieri a cazzo, ma a me tutta sta soddisfazione del sesso adesso mi stanca, come mi stanca cercarla come dicevo all'inizio.

Lui era cosi comodo.
Ma anche cosi solo, scontroso, arrogante, indisponente. E ce l'aveva piccolo.
Lo sapeva usare x carità, ma proprio "snello" ecco.
Ma era comodo.

Però una testa di cazzo, non c'è niente da fare, non riesco a giustificarlo.
Vorrei, giuro. Sarei disposta a farlo se un giorno si presentasse a me ma con atteggiamento e volontà diversi, e lui non è cosi malleabile da cambiare.
Tutto sto casino per dirmi che un po mi manca.
Un po, il giusto.

Solo questo.
Ah, e che mo piano piano mi levo dalle palle tutte ste puttanate che non portano da nessuna parte.

lunedì 23 marzo 2020

Tutto l'amore...

Sì anche io ho sfiorato l'idea che nella solitudine generale, nonostante la "grande offesa" e incazzatura si facesse risentire.
Ma in effetti perché?
E poi la compagnia non gli manca.
Anche io ce l'ho, e non gli scrivo, non ne ho motivo.
Avevamo pochi motivi prima, figuriamoci ora.

Però un po lo penso, ci penso, spero...che spero poi?
Spero di vincere io, ecco.
Spero sempre di vincere sfide perse dall'inizio.
Ho guardato troppo film scemi che fanno intuire che possa essere possibile.
Sono proprio stanca di vedere un futuro in compagnia.
Mi commuovo quando vedo chi si è trovato in tarda età, mi dico che non vorrei morire da sola.
Nessuno vorrebbe morire da solo.

Se dovessi morire di covid morirei da sola, in una stanza di terapia intensiva senza nessun contatto con nessuno dei cari.
A 36 anni.
Cosa cambia morire da sola a 80, allora?

Forse la proporzione del rimpianto.
A 80 rimpiangi di non aver fatto di più, dato di più, amato di più, colto più occasioni.

Non so perché sono finita su questo discorso, ma di questo periodo ci penso ogni sera.
E allora lui diventa un punto piccolo piccolo, e mi dico che morirei meglio sapendo di aver avuto quella chance che ancora mi manca.

Ma forse sarebbe meglio concentrarmi su ciò che ho, sull'amore che ho io da dare piuttosto che da ricevere.
Alla mia famiglia, alle mie migliori amiche, a coloro che mi strappano sorrisi.
Di questi tempi è egoistico pensare di ricevere.
C'è da dare.

Tutto l'amore che ho, che non sono ancora capace a esprimere.

domenica 22 marzo 2020

Mi perdono, ci provo.

La prima cosa che ho notato di lui è stato il naso.
Leggermente all'insù, un bel profilo, sicuramente da DNA femminile che ci ha messo del suo.
Avevo capito da subito che era più piccolo di me.
Ragionandoci insieme su un paio di argomenti quella sera non sembrava uno scemo, seppur poi abbastanza ubriaco ha tirato fuori l'accento centocellino a cui non avrei pensato di abituarmi nel corso delle settimane.
Mi ha guardata dritta negli occhi mentre diceva "Tu sei una bella ragazza", e io che rispondevo "Ma non ti piace l'amica mia??", "No, me piaci tu".
Da sobrio il giorno dopo già più duro, più sulle sue, anche disponibile a rivederci.
Subito paletti mascherati da aspirazioni personali.

Ecco, questi sono i ricordi migliori di questi mesi.
Non mi manca lui, mi manca un po' quell'abitudine.
Mi manca un po' il sorriso quelle rare volte che lo tirava fuori. Mi manca un po' la voce e quell'accento a cui mi ero abituata.

Ma poi mi dico, con questo isolamento che ne sarebbe stato?
Massima frustrazione.
I contatti comunque diradati, videochat solo per lei, la gelosia che sarebbe arrivata alle stelle.
Per me, non avrebbe rischiato di uscire di casa.
Forse per lei sì.

Questo mi avrebbe fatta innervosire.
Ecco come sarebbe andata.
Ma poi chiederselo perché?
È andata così, come l'ho incrociato una sola volta in 5 anni, lo incrociatò probabilmente mai quindi neanche da dire che rischio pure di rivederlo a breve.

E poi, come si faceva già gli affari suoi tra Tinder,  Firenze, Parma e Los Angeles...avrebbe continuato.

Questa quarantena SAREBBE POTUTA essere diversa, ma non lo è.
SE le cose fossero evolute diversamente, dopo 3 mesi, la quarantena forzata probabilmente l'avremmo vissuta qui da me.
Una prima convivenza. Per mandarci a cagare prima di subito o rafforzare quello che ancora era in fine tuning.
Mi sarebbe piaciuto provare, in generale dico.
Era questa l'occasione per non stare da sola in questa casa.
A saperlo, avrei investito meglio.

Forse Alessandro, forse Valerio, forse nessuno ma senza rimorsi.

In questi giorni ne ho un po' anche se so che la decisione è giusta, non poteva andare altrimenti.
L' ho mancato di poco, piano piano raggiungerò anche questo obiettivo.
Mi spiace solo che un'altra volta ho puntato sul cavallo sbagliato. Non sono riuscita a piegarlo.
E forse anche stavolta ho sottovalutato il fatto che fosse single sulla carta, ma di fatto impegnato. E ho fatto di nuovo l'amante, quella da nascondere a Capodanno dalla videochat, o in vacanza in umbra, o per cui staccare la connessione sennò lo becca.
Ho sottovalutato questo aspetto.

Come puoi piegare una persona già presa da un'altra, e in modo molto diverso da come lo è com te, tanto da difendere la sua situazione digrignando i denti?

Non voglio darmi della scema, non mi aiuta fustigarmi.
Faccio prove ed errori, devo ancora imparare bene, tutto qui.
Cazzo sono umana, devo anche ogni tanto allentare sta tenaglia verso i miei tentativi infelici.

Perdono me, ho già perdonato lui come ho fatto con tutti gli altri.
Credo che questo sia un passo avanti, se ci credessi fino in fondo.
Passo passo inizierò anche a crederci del tutto, che posso perdonarmi errori più o meno grossolani.

martedì 17 marzo 2020

Sparare col bazooka al moscerino

Non sono stata a guardare.
Dopo travagliate settimane piene di pazienza, di gelosia, di attese spesso non ripagate, di pochi alti e parecchi bassi, di qualche umiliazione ricevuta, di decisioni prese ma di poco coraggio nell'attuarle "perché fa comodo avere uno con cui scopare una volta la settimana"...alla fine non ho retto più.
Dopo alcuni rifiuti, per un motivo o per un altro, per un impegno, per il suo lavoro, per la sua stanchezza e infine per il coronavirus, è arrivata la famosa goccia che fa traboccare il vaso.

Un video, anzi 2, miei un po "hot", che sembrava ben predisposto a ricevere...denigrati con poche parole. Fatte poi passare per "stavo a scherzà, era per provocarti".
E infatti ho risposto alla provocazione, nel mio peggior modo.
Vomitandogli tutta la mia frustrazione, tutto quello che penso mi abbia umiliata non ultimo questo episodio, il fatto che lo trovi uno stronzo che non ha mai dato peso a me, al mio valore, a quello che dico. Ho dato sfogo a tutta la mia invia e gelosia nei confronti dell'americana, l'ho apostrofato male ma come è effettivamente giusto che sia, una troia. Una che segretamente da un anno tradisce il marito con sogni di gloria verso un italiano dall'altra parte del mondo, che predispone un viaggio di un mese qui a Roma da sola per stare con lui...come vuoi appellarla. 
Lo so. Fossi io non mi definirei troia.
Ma è lei, lei che lo ha "stregato" motivo per cui con me è sempre stato anaffettivo.
Per cui sì, per me è troia.
Ho vomitato il fatto che non siamo a uomini e donne e lui non è un tronista, che serve rispetto per riceverlo, che non pensasse di essere migliore di me o che io non abbia un cervello.
E poi ancora al telefono in un tripudio di insulti da parte mia, perché più vedevo la sua freddezza nel rispondermi più mi incazzavo e soprattutto mi ha fatto malissimo quando alla mia domanda "perché sono sempre la tua ultima ruota del carro" ho sentito rispondermi "dimmi perché dovresti essere la prima".
Questo la dice non lunga, lunghissima sul fatto che se ci fossimo visti per una sola notte o per 100 giorni come è stato, la sua visione di me non sarebbe cambiata di una virgola.
Neanche un moto, mai, di affetto, di riconoscenza, di tenerezza ma in senso umano, in generale dico.

Per cui lì non ci ho visto più e visto che continuava a dire che gli stavo rompendo il cazzo con quella telefonata -mai avuta una telefonata con lui in 100 giorni, mai- ho minacciato di dire all'americana di noi 2.
Era per vedere se ancora non dava peso alle mie parole, per metterlo alla prova visto che se ne stava sbattendo altamente.
S'è incazzato, ha iniziato a urlare che io non lo vado a minacciare e che pagherò le conseguenze di una cosa del genere, che ho cagato fuori dal vasetto...e mi ha riattaccato in faccia.
Ho provato a richiamarlo 9 volte, perché non sopporto chi chiude le conversazioni in faccia all'altro. Piuttosto incazzati e replica, ma non attaccare.
Non ha mai più risposto.
Gli ho scritto ancora, e anche il giorno successivo solo per scusarmi del tono usato. 
Ha detto che è meglio chiuderla qui, ma lo aveva già detto la sera prima e mi pare evidente che lo avessi detto anch'io quando l'ho mandato a fanculo sbroccando.
"Siamo incompatibili e non ha senso"...ma va??
Ho solo replicato che per scopare non serve essere compatibili di carattere, ma il rispetto si, serve sempre.
Mi sono anche abbassata a dirgli che in ogni caso mi ero affezionata.
Mai ricevuta replica, come se adesso fosse lui la parte lesa e offesa.
Non io, che per 100 giorni ho avuto davanti uno con personalità multiple a seconda che fosse sobrio, ubriaco, di cattivo umore.
Non io, che ho provato ad agire sempre con gentilezza ricevendo gelo, a volte anche qualche insulto da ubriaco, e un mezzo pugno sul mento "per scherzare", sempre da ubriaco.
Non io, che ho provato a plasmarmi sui suoi modi di fare, sulle sue stupide premesse (non voglio una storia seria), sul suo modo di fare sesso, a volte piacevole ma altre meccanico, con lui che sembrava assente.
Non io, che mi sorbivo i suoi discorsi sull'americana a colazione quando dormiva da me.
Ma la colpa è mia, ho sbagliato io a credere che ci fosse speranza che un ragazzo spigoloso e grezzo venuto dalla strada potesse affascinarsi a questi miei modi, a me.
Il patto era chiaro, e lo avevo accettato.
Non è stato più sufficiente nel momento in cui ok niente sentimenti, ma scopiamo perlomeno.
Sempre meno, sempre meno volte, sempre più dilatato nel tempo (1 volta a settimana se non 1 ogni 2).
E in più, ogni richiesta era vanificata nel nulla.
Troppo "dimentico" lui, troppo preso dal suo lavoro di cameriere che manco il CEO di un'azienda, troppo poco tempo per sè stesso diceva, figuriamoci per te.
Ma per lei, fusorario complice, tempo e come.
Anche lei gli sbrocca, ma se la tiene cara.

Ecco, questi paragoni mi fanno male e so che dovrei evitarli.
In questo ancora sto indietro nonostante l'analisi, questo mix di senso di inferiorità e di abbandono, sintomi entrambi di mancanza di fiducia in me e di sindrome da troppo controllo.

Sono passati alcuni giorni ma brucia ancora.
So di aver fatto la cosa migliore per me perché andare avanti avrebbe comportato lo stesso risultato ma con ancor più dolore in un certo senso.
Ma brucia l'essere stata cattiva, mi pesa proprio tanto.
Forse era l'unico modo per finirla, sparare col bazooka al moscerino.
Forse in modo soft mi avrebbe ripresa, come ha già fatto a gennaio.
E invece io intimamente volevo togliermi sto stress.

Ho stupidamente, nelle settimane scorse quando avevo lui ma anche un altro paio di situazioni, scherzato sul fatto di "oh io sti ritmi non lu posso tenè, dormo poco faccio tardi mi alcolizzo durante i giorni lavorativi, scopo troppo".
E poi, pam! Passetto passetto mi ritrovo a non avere più nulla, e a ritrovare solo me stessa.
Come a depurarmi, e di questo probabilmente avevo bisogno.
Dopo 100 giorni da leonessa come mai mi era capitato.

La cosa più stramba è finire una pseudostoria durante la quarantena.
Posso vantarmi almeno di aver vissuto anche questo, in controtendenza col resto delle persone che probabilmente in questo periodo staranno cercando di rafforzare rapporti proprio in virtù di una distanza materiale non voluta.
Non so se lui mi mancherà, perché se provo a ricordare i momenti belli insieme in realtà me ne vengono in mente un paio soli...belli poi, diciamo intensi, simpatici.
Il resto è una mamma che va appresso al figlio di 4 anni, con la stessa volubilità e la stessa attendibilità.
Come saggiamente mi diceva un'amica, io ho dovuto non essere me stessa per stare dietro a lui e forse anche questo ha contribuito a non farmi apprezzare.

Sempre là stiamo, la ricerca di riconoscimento.
Continuo a dirmi che lui dirà di me "quella matta, stronza" e non ricorderà nient'altro di me.
Una sconfitta.
Poi mi dico, è una fonte attendibile? No, e un po' mi calmo.
Lo ringrazio perché con lui ho imparato tanto altro di me, in primis nella sfera sessuale che finalmente, dio sia lodato, finalmente gira come dovrebbe girare.

Non so quando avrò qualcun altro con cui fare sesso, per cui ho ovviato acquistando il mio primo dildo.
Non lo avrei mai pensato in vita mia, giuro, ero di quelle puritane che "dildo, io? Lo lascio alle ninfomani!".
Per cui davvero per me questi 100 giorni sono stati rivoluzionari.
Ora devo solo abituarmi all'idea di non potermi più rivolgere a lui, per quanto ribadisco che nell'ultimo mese ci saremmo visto sì e no 3 volte.
Era comodo perché stavamo a un passo.
Se fosse evoluta, ci saremmo fatti la quarantena insieme, qui da me.
Ma così non è. 
Da lui non potevo ricavare altro, questa è la dura verità.
Ci siamo fatti compagnia nelle nostre solitudini, per quanto possibile.
Mi spiace avergli impresso un pessimo ricordo di me, ma non sarà peggiore di quello che ho impresso io del suo.
Mi mancherà materialmente, ma per il resto...balle di fieno che rotolano, e lo dico pur portandogli ancora stranamente rispetto.

Spero solo che un giorno potrò mancargli (mai), che possa aprire gli occhi e capire la mia rabbia, ma soprattutto ciò che volevo difendere di me, di noi in parte, anche contro l'"attacco americano".
Ma è troppo egocentrico e limitato, e solo in un mondo perfetto sarebbe così.

La verità è che si può scendere a compromessi, ma solo se si ha guadagno.
Io ci ho provato. Per una buona volta ci ero anche riuscita, ma il guadagno è stato sempre meno.
Allora la mia natura è tornata, si è fatta largo, ha fatto spazio nuovamente all'orgoglio, benedetto e maledetto insieme.
Io sono questo, non c'è un cazzo da fare.