giovedì 21 novembre 2019

6 mesi e un grazie

È trascorso mezzo anno da quell'incontro che mi ha sballottato la vita.
Oggi, con una lucidità che mai avrei pensato di avere dopo pochi mesi dalla fine, mi chiedo come sia stato possibile lasciarci andare in quel modo.
Come sia stato possibile aver lasciato a casa la razionalità ed essere pervasi entrambi da una illogica passione, che ha travolto i nostri mondi, i nostri pensieri, i nostri stati d'animo e gli stati d'essere.
Come sia stato fattibile affidarsi, da parte mia, così ciecamente a Daniele, tanto da credergli a tutte le parole, ma non solo: a non avere alcun dubbio, mai, neanche all'inizio, che il suo sentimento fosse vero.

Vorrei chiedere oggi a Daniele come si sente, che ha privato in quel frangente, ma poco importa.

Importa di più pensarci adesso con un sorriso e non una lacrima, con la gratitudine di un momento in cui mi sono sentita più viva, ma che non ho fatto in tempo a contestualizzare.
Se me lo trovassi adesso davanti gli direi solo grazie, nessun rancore e nessuna velleità per il futuro.
A ognuno la sua strada, e la bellezza di ricordare qualcosa di così in fondo piccolo ma che ha avuto un impatto per migliorarmi, per imparare quando pensavo di aver capito tutto di me.

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