Sì, la conta dei giorni è una cosa a cui non riesco a rinunciare.
Oggi sono 4 mesi dal nostro primo bacio.
Un bacio rubato, quasi, in mezzo alla strada, vicino alla fermata della metro, con la mia macchina parcheggiata malamente sulle strisce.
Ricordo quasi tutto del 21 maggio.
Quando è venuto sotto al mio ufficio la mia prima impressione è stata "me lo ricordavo più alto"...non sapendo bene che fare l'ho anche fatto entrare, gli ho fatto fare un giro velocissimo presentandolo a qualche collega.
Non sapevo dove andare a prendere una cosa da bere e mentre decidevano eravamo di fronte alla mia macchina, che lui attentamente ha studiato per farmi capire le modifiche da apportare, come aveva fatto al tempo alla sua.
Gli ho anche detto dei freni che rischiavano, che avevo sostituito anche i dischi e rimasi sorpresa di una su commento iniziato con "eh ma tesoro..."
Ricordo la chiacchierata al bar, il crodino troppo freddo, lui in giacca seduto sul divano accanto a me prima a braccia conserte, poi aperte improvvisamente; e ce lo siamo detto, erano tecniche di comunicazione.
Il racconto del suo matrimonio, della fuga di febbraio, quello sguardo fisso su di me un po' curiosa e un po' imbarazzata.
Ricordo che avevo lo smalto rosa strass, e che lui era impazzito a vedermi guidare la macchina con "queste mani piccole piccole e le unghiette rosa!".
Aveva subito capito che guidassi bene.
Poi quel bacio, che di fondo non fu gran che, perché mentre succedeva mi dicevo "ma com'è che non parte, perché continua a girare la testa a destra e sinistra e non mi slingiazza per bene?".
E nella confidenza presa appena da 2 ore glielo dissi.
Mi disse, semplice, ho la lingua più corta degli altri perché appena nato ho rischiato di soffocarmi perche si era attaccata al palato e me l'hanno dovuta tagliare.
Mi sono sempre chiesta come ha fatto a non avere problemi di locuzione....
Ad ogni modo, il post bacio non lo ricordo, ma ricordo il pre.
Mi aveva fatto parcheggiare, mi ha detto"dai scendi che ci salutiamo", gli dissi che ero molto contenta di averlo incontrato.
Mi disse "e allora fammi vedere quanto sei contenta...".
Mi chiamava con gli occhi, non vedevamo l'ora di avvicinarci seppur fino a quel momento neanche una mano si era sfiorata.
Mi sono avvicinata io per prima, gli ho preso il viso tra le mani, ho sentito il suo abbraccio.
Era una bella sensazione, lingua a parte.
Non ricordo nulla di come sono tornata a casa, probabilmente frastornata ma contenta.
Non mi sembrava vero.
Giurai di non dirlo a nessuno, almeno per un po'; era una cosa troppo mia stavolta, me la sentivo addosso talmente tanto che per scaramanzia non volevo rovinare tutto.
A rovinarlo ci abbiamo pensato dopo...
E oggi leggo il post del Club sulla moglie, "Guai a chi ce la tocca", e mi viene una rabbia incredibile, mista ovviamente alla coda di paglia.
Guai a chi ce la tocca, quando per primi sono stati loro zitti a sapere e non dire niente.
Che ipocrisia.
Tutto sbagliato. Fin dall'inizio, lo so bene. Il suo sguardo, il suo tono rassicurante, il suo modo delicato, hanno fatto sì che mi lasciassi andare...coi risultati che sappiamo.
Ora è Guai a chi MI tocca.
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