mercoledì 30 settembre 2015

2 anni+30

2 anni fa di oggi ero una persona molto felice.
Viaggiavo a 3 metri da terra, sotto effetto di un sentimento che pensavo già solido e ricambiato.

In 2 anni le cose sono cambiate molto, poi tornate molto indietro e di nuovo avanti nella staticità, fino allo stallo necessario.
Ma mi fa lo stesso un po' effetto pensare che 2 anni fa festeggiavo i miei 30 anni con il corpo a Parigi e la testa in Cina.
E il vero festeggiamento arrivò settimane dopo, in un weekend che non credo dimenticherò mai.

Sensazione bellissima, il più bel compleanno da quel punto di vista.

Quest'anno ho festeggiato con una nascita, una vita di 3 giorni, un amore diverso ma che so che stavolta durerà nel tempo. E sono felice, di una felicità che non mi fa dormire la notte, come quando penso di essermi innamorata.
E sicuramente lo sono.
Il piccolo P. è forse quel riscatto che la mia famiglia e quella di mia cognata aspettavano da tempo, e li nella culla, beato diavoletto, ci stordisce e fortifica.

Negli ultimi anni ho avuto bei regali per il mio compleanno: nel 2012 la macchina, nel 2013 l'amore, nel 2014 l'anticipo di casa e quest'anno un frugoletto da coccolare.

Chissà nel 2016 cosa riceverò?

Prego romanticamente, perché ormai ho il cuore sciolto, di avere davvero come regalo quell'amore che manca, che ogni giorno di più fa sentire la sua mancanza in un mosaico di eventi quasi perfetto.

I pali che prendo e che prenderò fin quando avrò voglia di impelacarmi in situazioni troppo lontane da me, spero siano solo propedeutici.

Non so se è quel po' di bollicine che ho bevuto prima, ma mi sento vagamente entusiasta e positiva.
Ma non posso renderlo pubblico, scoprire il fianco vuol dire anche prendere bastonate.
Quelle voglio evitare, qualunque sia il mio destino, lavorativo soprattutto.

Ho fatto troppo a botte negli ultimi mesi con situazioni ambigue, amiche non riconoscenti e mio padre.
Voglio solo tranquillità, e che questa che denoto come solitudine si volga in "bastare a me stessa", ma sempre con la speranza di poter migliorare quella situazione.

Lui, l'altro, è  solo uno dei tanti simboli che questo cambiamento non è ancora avvenuto, che ho ancora molta strada da macinare.
Ma fa male lo stesso, un po per il modo, un po per lo sforzo che ci ho messo nel metterlo a suo agio sportivamente parlando, per ricevere a tratti interesse egocentrico, a tratti lucida determinazione contraria a tutto.

A un certo punto la sportività deve lasciare il posto alla rabbia, perché tanto è nascosta nelle sue declinazioni, nel buttare giù un rospo.

Ora faccio meno sconti, e vale davvero per tutti.

Quello che di me do, pretendo che venga preso nella giusta considerazione, e che vi siano di contro reazioni non altalenanti ne brusco e imprevedibili.

Io la palla di vetro per leggere i vostri pensieri ho provato ad averla, ma probabilmente era cinese e funzionava a cazzo.
Non la voglio più, voglio prendere ciò che accade con una lettura molto più scarna e sviscerare tutte le ipocrisie, prima che siano loro a trascinarmi a fondo, o almeno in situazione di vergogna o di giustificazione per la mia reazione.

Ps: spero che il libro ti piaccia almeno la metà di quanto ti sono piaciuta io negli ultimi 3 mesi.

A buon intenditor....

martedì 22 settembre 2015

Stai sereno

Non penso di aver fatto male, anzi.
Oltre che di minestra riscaldata si tratta di un distacco che si è già consumato troppe volte, ognuna poi pentita, ognuna poi riproposta.

Era ora di sfancularlo. Io.
Se è vero che chi nasce tondo non muore quadro, la pantomima della finta amica sarebbe durata vita natural durante, con mie ovvie palle così e soprattutto col rischio che si sarebbe ricreata la scena dell'anno scorso. E la mia inconsolable perdita di dignità.

No.
E basta.

Ha piagnucolato con me per settimane di come stesse dopo la fine dell'ultima storia. Ha fatto il cane bastonato per quella e altre ragioni, e io li a curar ferite, aspettando che i vari cambiamenti d'umore giornalieri e settimanali si assestassero, e a dire il vero covando un po' di speranza che stavolta "magari si accorge che io esisto per lui".

Invece col cazzo proprio.
Gli serviva la compagna di merende, virtuali per di più,  con cui spendere tempo su whatsapp e cazzeggiare senza mai chiedere manco come stessi. Era lui di nuovo il centro di noi 2, ma l'ho lasciato fare.

Poi, candido, se ne esce con una battuta che fa capire che da 10 giorni si vede con una, e ci va a fare gite enogastronomiche che aveva promesso di fare con me.

Allora sai che ti dico?
Si prendesse lei cura dei tuoi stati d'animo, di tutti gli stranimenti per il gatto, tua madre, il padre del tuo amico.
Ma se li deve sorbire più di come ho fatto io, perché io non avevo neanche il dovere di farlo e inoltre, indietro, mi è tornata solo superficialità.

Stai bene come stai.
Stavolta è definitiva. Non avevo bisogno di un amico, ma ho fatto la parte.
Mo basta.
Sei tondo, non riesci proprio ad arrivarci, non è nelle tue corde.
Ma non mi farò umiliare ancora, ti prevengo perché ho imparato anche a fare a meno di te, con il tempo.

Statt buon!