mercoledì 27 novembre 2019

Basta basta basta

Mi arrendo.
Non posso elemosinare una cazzo di scopata.
Non è giusto, chi se be' frega della dignità e tutte quelle menate.
Le scopate non si elemosinano.
Si concordano, e si fanno soprattutto.
Fosse poi il ragazzo per cui provo un sentimento pure pure, ma mi pare neanche troppo sveglio e per quanto è figo fisicamente e voglio togliermi lo sfizio, anche no.
Anche basta chiacchiere e contatti, e che cazzo.
Sai cosa? Che adesso davvero devo concentrarmi su di me e non riempire la solitudine di messaggi.

Mi sto curando mente e vagina, quindi sono tranquilla che chiunque arriverà, fosse pure tra molto molto tempo, non mi farà paura. 

Mi sono stancata.

giovedì 21 novembre 2019

Il messaggio

L'ho fatto. 
Gli ho reso grazie e continuo a mandargli pensieri d'amore.
Sentivo di farlo, proprio oggi, proprio dopo il post che ho scritto ore fa.
Mi sono detta "serve a qualcosa?"no.
"Hai dei secondi fini?" No.
"È di una spontaneità vera, reale, disinteressata?" Si.
"È un modo per inviare amore, incondizionatamente?" Si.
E l'ho fatto.

Nel marasma della giornata ho pensato solo ora che non ha risposto.
Ma non mi importa, non mi importa davvero.
Quel messaggio era per lui e ci farà cio che vuole
Quel messaggio è per me, che dopo averlo inviato sono stata felice.
Non alleggerita. Non ansiosa. Non arrabbiata. Non delusa. 

Felice.

6 mesi e un grazie

È trascorso mezzo anno da quell'incontro che mi ha sballottato la vita.
Oggi, con una lucidità che mai avrei pensato di avere dopo pochi mesi dalla fine, mi chiedo come sia stato possibile lasciarci andare in quel modo.
Come sia stato possibile aver lasciato a casa la razionalità ed essere pervasi entrambi da una illogica passione, che ha travolto i nostri mondi, i nostri pensieri, i nostri stati d'animo e gli stati d'essere.
Come sia stato fattibile affidarsi, da parte mia, così ciecamente a Daniele, tanto da credergli a tutte le parole, ma non solo: a non avere alcun dubbio, mai, neanche all'inizio, che il suo sentimento fosse vero.

Vorrei chiedere oggi a Daniele come si sente, che ha privato in quel frangente, ma poco importa.

Importa di più pensarci adesso con un sorriso e non una lacrima, con la gratitudine di un momento in cui mi sono sentita più viva, ma che non ho fatto in tempo a contestualizzare.
Se me lo trovassi adesso davanti gli direi solo grazie, nessun rancore e nessuna velleità per il futuro.
A ognuno la sua strada, e la bellezza di ricordare qualcosa di così in fondo piccolo ma che ha avuto un impatto per migliorarmi, per imparare quando pensavo di aver capito tutto di me.

martedì 19 novembre 2019

Mettere dei punti

Non è semplice abbandonare abitudini o pensieri. Rendersi conto che in fondo ti fanno compagnia nella tua profonda solitudine, non in condivisione con qualcuno.
Pensi di perderti se li lasci, se li sostituisci con qualcosa di più complesso, come respirarti in profondità, avere il senso di te, della tua fisicità, della tua pancia.

Ci aggrappiamo alle abitudini anche quando ci paralizzano, perché meglio quello che il vuoto.
Negli ultimi 10 giorni ne ho abbandonate almeno un paio, una grossa grossa...e mi sono sentita più sola e vuota.
In questa settimana ne abbandonerò un'altra, perché non ci credo più e neanche voglio.
Ma il coraggio di farlo è il mio modo di reagire al vuoto stesso, perché credo che sia ancora più deprimente pensare di campare con pensieri fittizi piuttosto che guardarsi allo specchio e dirsi apertamente che questa vita non mi piace, non così, non con queste alternanze, non con queste compagnie, non con queste aspirazioni.

La fiducia nel ripartire va a singhiozzo, ma al momento me la tengo cara per dirmi che ho ancora 2 palle così ad affrontare la mia solitudine, che so farlo ne meglio ne peggio di altri, ma ci campo, ci sto campando, non ci sono morta per cui non ci morirò.

Lavoro continuamente su me stessa. 
Posso recriminarmi qualcosa?
Probabilmente sì, di aver dato poco amore, di averlo veicolato in modo sbilanciato a volte.
Ma nei confronti di me stessa posso davvero dirmi che sto dando tutto, per tutto quello che sento necessità di aggiustare.

Ho un talento?
Probabilmente no, forse ho solo capacità di apprendere. 
Mi identifica per forza avere un talento? Perchè dovrei valere solo se ne ho uno?
Appunto.
Di nuovo, mettermi in pace con la coscienza, tacere quella voce che rimprovera e non gratifica quasi mai.
Dirmi che io sono questa, ma non sono sbagliata per forza, perché come ho visto sotto i miei occhi nelle ultime settimane, se voglio so migliorare, so aiutarmi, so tirar su la testa dalla merda, so reagire a cose che per più di un attimo mi sono sembrate irreversibili.

Me, irreversibile.
Invece cazzo sono più malleabile di quanto pensi, sono resiliente (ecco, ci sta proprio sta definizione), e merito la mia pacca sulla spalla.
Non quella di un uomo, o non solo.

Sta passando anche la smania di sesso, non che ne sia felice, però fa parte del flusso.
So che tornerà. Con qualcun altro, in un altro momento.
Conosco di più me stessa anche così.

Panta rei, cazzo se è vero.

sabato 16 novembre 2019

Solito copione, parte 3

Quante chiacchiere gli piace fare.
Quante provocazioni, cui do spago per vedere fino a che punto arriva. 
È una settimana che barattiamo un momento per vederci da me.
Oh, vederci per scopare, mica per parlare dei massimi sistemi.

Supercarico recita, come da menu, "quanto ti farei godere, mamma mia che ti farei" ecc ecc.
Poi, arrivati al momento clou, che era stabilito a ieri sera, inizia a fare il vago già dalla mattina.

Mi rimanda al pomeriggio, come gli esami all'università quando eravamo troppi a presentarci. Ed esattamente come in quella situazione, monta l'incazzatura.
Il pomeriggio passa e il signorino ignora le ore.
Prendo io l'iniziativa, mi dice che causa maltempo ci pensa, dopo la palestra.
Per poi scrivermi e ovviamente, e nel frattempo ero già in pigiama intuendo l'epilogo, che non sarebbe venuto.
Ma incredibilmente rilancia per stasera con un "vediamo se riusciamo domani sera ok?", manco dovessimo progettare il pezzo che s'è rotto fuori dalla stazione orbitante.
Addirittura chiude con "Grazie tesoro", perché io sono fin troppo signora per mandarlo ancora a fanculo e gli auguro invece una buona serata.

Oggi passa, aspetto ancora scioccamente...(non imparo mai).
Gli scrivo che io sono a casa stasera, se non ha già preso impegni. Gli fornisco addirittura l'alibi se vuole ridare buca.

Ma....

Ancora deve risponde.
È davvero la volta buona che ce lo mando, o meglio, forse manco a sporcarsi.

A fanculo ci mando chi mi ha fatto male, piuttosto. Lui semplicemente non vuole.
Gli sarà arrivata voce che mi puzza la vagina?
O lo ha sempre saputo anche lui, ma voleva tenersi la porticella aperta pur dovendo fare uno sforzo?

Sorrido mentre scrivo, sorrido e mi prendo in giro.
Meglio farlo da sola, perlomeno so con chi prendermela.

venerdì 15 novembre 2019

Darsi pace

Richiede tempo, sforzo e molto, moltissimo amore.
Amore incondizionato, perle di amore lanciate nello spazio di questo mondo.

Qualcuno dice che dando amore incondizionato, senza volere nulla in cambio dalla persona a cui lo stai donando, ti fa tornare amore, anche attraverso altre forme. Perché l'amore gira.
Voglio provare a crederci.

Per questo sto provando, da una settimana solamente e questo potrebbe solo essere un falso allarme, a pensare che qualsiasi cosa stia provando per Daniele va bene che si disperda nell'aria; un pensiero d'amore che dirigo verso di lui, con la consapevolezza che non tornerà indietro da lui stesso.
Per questo cerco di darmi pace.
Perche il resto delle cose "sono pioggerellina", mentre lui è stato tempesta.

Il senso di solitudine non mi abbandona, non riempio le ore sperando che qualcosa stia davvero cambiando, aspetto ancora nonostante sia la cosa che inizio a odiare di più di me.

Qualcuno mi ha detto che sono ripetitiva in questi pensieri e concordo pienamente.
Ripetitiva perché non si cambia da un momento all'altro, da un mese all'altro.
Ma ci si può alleggerire, come quando arriva la primavera.
Sei vestito allo stesso modo sotto, ma non porti più il piumino sopra.

In questi mesi ho pensato che il mio obiettivo era quello di riprendermi ciò che pensavo fosse mio.
Per questo non mi sono data pace, perché l'equazione non riusciva a quadrare.

Adesso l'obiettivo è provare ad alleggerirmi, a togliermi di dosso un mattone per cappotto, a stare sì nella solitudine, perché tanto quella rimane, ma almeno senza la zavorra di una speranza che si accende e si perde ogni giorno.

Ho capito che la mia crescita personale conta poco adesso, o meno di quanto qualcuno e io stessa sponsorizziamo.
Non voglio crescere ancora, non ora.
Prima ho altre cose a cui pensare e di cui tormentarmi, ma voglio che Daniele non sia più tra quelle.

E non voglio solo sperare di portare avanti questo pensiero, voglio dire che stavolta ci riesco, voglio essere libera, voglio mandargli tanta benevolenza, tutta quella che sento dentro e finché la sentirò, finché non svanirà, se lo farà.
Che la meriti o no non mi importa, mi basta che io senta questa sensazione.

Darsi pace è davvero difficile ma non impossibile come pensavo.

martedì 12 novembre 2019

L'incubo di ogni donna

Avere un cattivo odore là sotto, non rendersene conto e allontanare il partner che non vuole saperne di metterci il naso (a ragion veduta).
Mai capitato.
O forse nessuno me lo ha mai detto?
Potrebbe fare il paio con tutti gli allontanamenti.

Nel novero delle mie paranoie questa ancora mancava, per cui mi sembra giusto che messa una pezza alle altre due (sesso doloroso/vulvodinia) che ultimamente non si sono palesate, ne subentrasse un'altra.
Tanto per non stare mai tranquilla.

domenica 10 novembre 2019

Un mantra

Ieri sera ho avuto un crollo con le mie amiche, crollo che in pubblico non avevo da un po' e devo dire che forse così grosso non lo avevo da settembre.
Grosso nell'accezione del pessimismo cosmico, del capriccio di ragazzina impunita e cieca alle parole altrui, punk77 no hope no future.

Ho smaltito in realtà, almeno la questione Daniele con cui mi hanno fatto il culo le amiche.
Seppur romanticamente ci rimarrò attaccata, credo che dopo ieri sera abbia fatto un altro piccolo passo avanti, nonostante non volessi inizialmente saperne di dare ragione a loro.
La verità è sotto il naso e sono 4 mesi che sta lì mentre provo ad ignorarla.

In compenso mi sento rifiutata dall'ultimo arrivato, e lo so che non dipende da me e non serve a niente sentirmi così.
È che in realtà l'ultimo arrivato è stato in grado, in parte, di deviarmi qualche pensiero fuori da Daniele.
Quindi se ora molla, non ho più distrazioni.
Questo mi fa paura, il non avere niente non solo su cui sperare, ma soprattutto che mi tenga la mente in qualche modo occupata.
Direte, la tua mente devi occuparsi in modo diverso che pensando agli uomini, magari preferendo te stessa.

Ieri sera sono arrivata anche a questa consapevolezza.
Sono arrivata a capire che non voglio più evolvere io, non voglio pou dedicarmi a me stessa, spendere tempo per me.
Io ho bisogno di condividere con un'altra persona, ho bisogno di dare, e ho bisogno di ricevere.
Progettualità, intimità, affetto.
Ecco tutto.

Ho capito che ad adesso nessun corso, nessuno svago, nessuna compagnia, nessuno sport vale la presenza di una persona nella mia vita.
Sarò debole, sarò vigliaccamente incompleta, sarò incoerente dicendo che forse sì a volte non si è del tutto 100% e non si può bastare a se stessi se non c'è una persona particolare nella nostra vita?
Sì, lo sarò.
Ma sti cazzi.

Sto facendo uscir fuori il mio vero desiderio, e chi dice che sia sbagliato può andare a quel paese.
È il mio progetto, è la mia vita.
Adesso questa vita ha bisogno come l'aria di una relazione che possa definirsi tale, di una persona per me che sia reale e non immaginaria, con cuici sia un desiderio condiviso di...prendersi cura l'uno dell'altro.
Non è una bestemmia, è che tutti giochiamo a fare i forti, ma poi alla fine il gioco è semplice.
Nessuno vuole stare da solo e ognuno necessita di una spalla, a volte per sorreggersi, a volte per dargi a sua volta sostegno. Cura.

Questo è il mio mantra, lo faccio uscir fuori e devo farlo volare perché sta sempre lì nell'incavo del diaframma a nascondersi dietro ad altre cose, situazioni ed eventi che faccio io per me stessa.
Adesso ho bisogno di sviluppare fuori da me.

sabato 9 novembre 2019

Solito copione, parte 2

"Elena, agli uomini piace fare lo spettacolo, perché si si sentono amabili, virili...ma poi non gli regge e si danno secchi".

Sante parole quelle di psyco, che mi risuonano in testa in questi giorni di pseudoattesa di un segnale morto da giovedì.
Credo che il mio 2019 sua stato l'anno più attendista di sempre.
Ho sempre aspettato, aspettato tanta gente, tanti uomini, tante situazioni.
Attendere poi non significa arrivare a risultato, e molte delle attese sono state vanificate, come rigori calciati di merda.

Se penso che nella mia irrazionalità sto aspettando ancora Daniele, mi viene anche da sorridere.

Fatto sta che con l'altro sarebbe, e rimango al condizionale, stato simpatico rivederci almeno un'altra volta, non dico di più.
E le intenzioni bellicose me le aveva mostrate giovedì stesso, ipotizzando un possibile incontro ieri dopo il suo corso di sub...

E invece il copione parla meglio di lui, di sicuro.
Silenzio totale non solo ieri, ma anche oggi. Tanto perché è weekend...

Ho letto un articoletto di questi giornali "da femmine" che raccontava che la scrivente dopo il terzo incontro aveva poi perso le tracce della controparte, e la cosa carina è che anche lei apostrofava la scomparsa con un "come nelle migliori tradizioni, lui ha cominciato a vaporizzarsi nel nulla. Prima continuando il suo attivismo solo a parole ma con tempo libero nullo da dedicarmi nella vita reale, e poi eliminando anche le forme di comunicazione ".

Non so più se la normalità sia questa o quella che ho ancora io in testa ovvero: ti piace, ci stai, ci vai a letto, ti piace, la/lo rivedi. Senza se e senza ma.
No tempo libero nullo, no interazioni virtuali.
Reale ragazzi, telefonate, incontri dal vivo, e mica solo per scopare.
Cioè, anche per scopare, ci mancherebbe. 
Ma con contorno di un po', come dire, di umanità, di leggerezza serena ma anche di minima attenzione verso l'altro, anche di rispetto se vogliamo, lo stesso che dovrebbe guidare l'eventuale fuga.

Invece adesso sembra la regola il "non ti devo niente, quindi scompaio quando voglio senza firti niente".
L' ha usata anche Daniele, mica uno con cui non stavo condivendo un cazzo, quindi figuriamoci il resto di incontri più o meno randomici.

Però mi dico, che cazzo ti costa perlomeno non scrivere più, senza per forza tenere la porticina aperta con messaggini e cuoricini sporadici (porta che sai si aprirà con estrema difficoltà perché in fila hai altri numeri), invece fornendo una spiegazione facile, anche superficiale se vuoi e tagliare.
Tagliare.

Invece no, sto cazzo di alone di mistero alimenta solo l'attesa, e io sono stanca.
Lo so e sto cercando di imparare a non confondere il sistema valoriale dell'altro come se fosse solo a prescindere da me, ma ancora faccio fatica.
La faccio proprio in relazione a Daniele, figuriamoci con quest'altro che è molto molto meno.
La mia tendenza è sempre quella del "mi ha fregata anche questo, non sono abbastanza".

Daniele mi ha fregata e niente mi toglie dalla testa ormai il fatto che si vedesse con lei, proprio con lei, nel frattempo.
Quest'altro non so che giri abbia e non me ne importa, vorrei solo che se deve sparire che lo facesse in fretta e per inciso, perché cosi non mi piace stare.

Domani e lunedì me ne vado alle terme per cercare di svuotare sta testa troppo piena, la mia prima minivacanza da sola da tanto tempo...spero di ricordarmi come si sta da sola con me stessa, spero di rilassarmi nel mio buen retiro che quest'anno a maggio ho fatto saltare proprio per passare del tempo con lui.
Spero di essere però presente a me stessa per non fare cazzate, di qualunque genere, compreso mostrare una debolezza a quell'altro.
La gente se le mangia, le debolezze...e io sono ancora convalescente per permettermi di farmi mettere di nuovo i piedi in testa, specie dall'ultimo arrivato.
Ho visto la sua ex (capita di farsi i cazzi suoi), è una stra-figa.
Come dice mia madre "è un po' strano che uno così bello abbia scelto te, ma proprio per questo se dovesse mollare almeno hai una buona ragione per cui lo fa, avrà la fila....per cui non prendertela".

Santa ragione di santa mamma.
Questo non mi evita di sentirmi un po' formica sfigata, soprattutto da un paio di settimane a sta parte, che ho ripreso peso e ho l'occhio ancora così così per cui giro occhialuta, quindi per niente attraente...

Passa tutto, devo farne un mantra.
Passa tutto, scivola tutto.
Ma perché piango?

martedì 5 novembre 2019

A un passo

Ohi...ho bisogno di parlare con te...puoi dedicarmi un po di tempo uno di questi giorni?

Ecco il messaggio che stavo per inviare a Daniele, dopo aver ascoltato e letto il testo del nuovo singolo di Elisa...Tua per sempre.
È bellissimo, e c'è una strofa che mi ha fatta commuovere...

La nostra storia è complicata
Dicono si può sbagliare
Questa città si è illuminata

Quando ci ha visti lì a parlare

A chi mai dedicherei, dedicherò, una strofa del genere...se non a lui?!

Vorrei tanto dirglielo...mi manca così tanto...
E piango, piango come se fosse il primo giorno, nonostante il tempo trascorso, nonostante l'aria fine di stasera che parla di una stagione diversa, diversa in tutti i sensi.
Nonostante altri di mezzo, nonostante la mia lotta quotidiana e intestina per tornare lucida e attenta, non accorata e immersa in lui.

Vorrei che qualcuno potesse aprirgli gli occhi, se proprio non posso io.
Questo è uno dei "picchi", così mi ha insegnato la psyco, che posso riconoscere e a cui devo dare un senso e una frenata.
Stasera non riesco, stasera Daniele è troppo forte e vivo e permeato in quelle strofe.
Domani, magari.

Stasera no. 
Stasera rimango qui e mi accoccolo sul dolore di chi ha il futuro stampato in faccia. Futuro che non prevede la sua presenza.
Passa, dicono, passerà.

Non stasera. 

venerdì 1 novembre 2019

Solito copione...

Ma io ancora mi scandalizzo se i rapporti che provo a tenere vivi col defribillatore si suicidano?

Solito copione.
Io, lui, il letto, messaggi, una mossa di troppo(?).
La sensibilità dei miei interlocutori inizia ad avere una tollerabilità estremamente bassa.
Quindi ogni parola, gesto, tentata telefonata, contatto in generale è di troppo.

Rovina tutto, rovino io tutto (?).

Mi sono rotta le palle di fare l'attendista, l'ho già detto...almeno fosse per un lieto fine, una buona causa, cazzo.

Invece no.
Sesso, una volta una. 
Poi, scompaiono perché si irritano.
Che farò mai di così inadeguato, con conversazioni ridotte all'osso e frasi ben studiate, le mosse sempre lasciate a loro per primi...
Io non capisco...e oggi sai che c'è?

Che fanculo, meglio stare di merda per Daniele. Almeno è un mare di merda che conosco.

Piuttosto che pormi le solite stronze domande sul "che ho fatto di sbagliato" per uno sconosciuto portato a letto, dormito insieme, scambiate chiacchiere e in fondo niente più.

Meglio Daniele 100 volte, almeno so che è un dolore per qualcosa che se avesse voltato nella direzione che dicevo io, sarebbe stata la svolta della vita.