domenica 15 novembre 2020

Sono cresciuta...credo

Stavolta è davvero decisione presa e non per scaramanzia.
Siamo diventati troppo confidenziali, praticamente io sono come l'amico maschio con cui prende le sbronze.
Non saremo mai niente più di quello che abbiamo, anzi ho, provato ad essere, anzi, provato a provare ad essere.

Non è colpa di nessuno e tantomeno mia.
Stavolta il salto è che sono consapevole che di più non può esserci perché siamo lontani anni luce nelle nostre intenzioni di vita e di come viviamo la vita stessa, e non perchè IO ho sbagliato qualcosa o sono stata troppo poco, o ho fatto troppo poco.

Se è vero che l'occasione, a detta sua, era giugno..beh credo che avrebbe fatto in modo e maniera di farsi passare il rodimento specifico e cogliere la mano che gli ho teso sia in quel periodo che finora, in altre mille forme.

Scagionata con me stessa, mi rendo conto che sì mi piace ma non voglio più niente da lui, neanche una notte insieme.
Non saremmo mai naturali, me compresa.

L'altra notte con il ragazzetto ho cosi apprezzato le coccole, la vicinanza fisica, che ho compiuto un passo in più. E in questo passo Fabio, per come è CON ME, non ne fa parte, non può farne parte per indole.

Sono stata la sua groupie, l'ho venerato e gliel'ho detto esplicitamente. Ora non sento di fare null'altro, perché l'obiettivo sta sfumando.
Certo, continuerà a piacermi fisicamente e anche la sua personalità (a tratti, quando la capisco) e la sua simpatia, ma come è successo anche per altri, rimarrà la bambolina inconquistata che rimane là come una scarpa troppo costosa, a cui ogni tanto allungo lo sguardo in vetrina ma che non posso nè mi va di comprare perché preferisvo risparmiare per altre cose.

Risparmio le mie energie per altre persone.
La sua opportunità l'ha avuta, l'ho avuta io con lui. Semplicemente bisogna arrendersi al fatto che non siamo fatti per stare insieme, ma magari per essere compagni di bevite, chissà, o pungiball quando ci rode il culo e non sappiamo con chi sfogarci in modo grezzamente veritiero.

Non ho neanche intenzione stavolta di comunicargli questa mia riflessione, perché conunque lo voglio all'interno della mia vita e va bene in questo modo, so che posso contarci, e non voglio perderlo o dargli ultimatum com'è successo la volta scorsa, per poi rimangiarmi la parola.
È probabile che ci perderemo lo stesso distanziandoci lavorativamente, ma avverrà in modo automatico, senza dolo, un po' come è capitato con Simone.
Anzi, per quanto potrei rosicare spero per lui che trovi la ragazza ideale.
Non la riterrò migliore di me, ma solo diversa.

E continuerò a raccontargli tutte le mie tinderate, facendoci molte risate.

Insomma, non un amico ma neanche un conoscente, e tantomeno un amante.
C'è una definizione per questo?