martedì 31 dicembre 2019

Bilanci, in poche parole

Vorrei dare una definizione a ogni mese di quest'anno, piuttosto che farne il consuntivo passo passo.
Gennaio: la grande paura
Febbraio: relax
Marzo: rinascita
Aprile: scoperte
Maggio: la follia
Giugno: tutto l'amore che ho
Luglio: disperazione 
Agosto: 1 mese, 6 mesi
Settembre: rifiato 
Ottobre: apro gli occhi
Novembre: attesa e noia
Dicembre: consapevolezza

Spero sia un percorso, e non un capitolo isolato, questo 2019 davvero pieno.
Pieno di emozioni, tanto da finirmi in alcuni momenti, tante da svuotarmi.
È stato un anno divertente nella sua incredibile peculiarità, da annoverare nei miei annali.

Ho voglia di un anno come questo, meno altalenante e più diversificato.
Più io e meno gli altri, ora che sono a buon punto.

venerdì 27 dicembre 2019

Pensieri parole opere omissioni

Riguardo una mia foto di luglio.
La faccia stanca, gli occhi abbottati, la poca voglia di essere lì dove ero.
Ho pianto tutti i giorni, per mesi, per lui.

Non voglio più piangere per nessun altro che non meriti davvero la mia attenzione, la mia cura, la mia "devozione".
Alessandro mi promette e poi non mantiene, Roberto....è quello che è, un ragazzo solo che cerca compagnia e condivisione, ma con un muro di indifferenza addosso.
Oggi parto con lui per 2 giorni.
So che devo partire come se fosse un amico, e forse in parte lo sta diventando.
Iceman, lo chiamo.

Alessandro è ancora il mio obiettivo nonostante tutto, vedendolo il 24 mi sono resa conto di quanto mi piaccia ancora, nonostante Roberto.
Ecco, vorrei la continuità di Roberto nel carattere di Alessandro.

Ognuno dei 2 ha una cosa che manca.
E io voglio quello che manca a entrambi, incredibile.
Proprio vero che non ci si rende mai conto di quello che si ha e si cerca sempre quello che non c'è.
Vorrei dirmi di accontentarmi, di godere del presente e non avere l'ansia predittiva.
Sono fatta così, in perenne agitazione del modo con cui finiranno le cose, perché anche queste finiranno.

La verità è che non ho voglia di partire con Roberto per far finta di essere una coppia nella mia testa, e vedere nella sua invece la totale mancanza di attenzione a quello.
Lo faccio, coscientemente e di convenienza, per farci sesso.
Potevo farlo a Roma, l'opzione vacanza forse fa bene a entrambi.
Visto che il sesso con lui sta diventando meccanico.
Non noioso ma manco così partecipativo.
Non parla, non dice niente nel mentre, io invece ho bisogno di essere "invocata" in qualche modo, di capire che mi vuole, che non sono una bambola con cui sta solo passando il tempo per non cadere nella sua solitudine.
E in effetti la lettura è questa, è più semplice di quanto nella mia testa vorrei credere.
Il problema è che vorrei sentirmi non una delle tante.
E quella sensazione, per ora, me l'ha regalata solo colui per cui ho pianto tutti i giorni, per mesi.

Probabilmente è anche per quello che piangevo, stesse lacrimucce spese per l'indifferenza di Alessandro qualche settimana fa.
Hanno tutte la stessa matrice

Da una parte per fortuna che Roberto non mi dica niente, sono esente dallo starci male e andarci sotto.
Ora voglio solo che il sesso con lui funzioni bene.
Certo, mi piacerebbe essere più considerata, ma forse lui la considerazione la manifesta così, con le sue bevute e le sue proposte e le sue chiacchiere.
Boh.

Vorrei evitare di impormi il modo in cui comportarmi con lui in questo weekend, ma devo difendermi in qualche maniera.
Devo difendere il mio essere donna. 
Devo rimarcare che chi ha più esperienza sono io, che non pendo dalle sue labbra.
Che come io sono passeggera, lo è anche lui.
Solo che io, per educazione e gentilezza, non lo faccio vedere.

La gentilezza gente.
Non c'è quasi più chi la coltiva.



martedì 24 dicembre 2019

Stai calma

Devi stare calma.
Non c'è nessuna promessa e quindi non DEVE esserci nessuna aspettativa.
Nessuno vuole prenderti in giro e tantomeno approfittarsi della tua bontà.
Cerca di credere alla buona fede delle persone.
Chi tace, spesso ha vergogna, o torto, o semplicemente è senza parole.
Ciò non significa che tu sia scomparsa per forza dai suoi pensieri, ma può significare che quel minimo di impegno preso potrebbe come dire...mutare.

Ma questo non significa che hai fatto qualcosa di sbagliato. Non darti colpe solo perché non riesci a giustificare un brutto comportamento dell'altro.

Stai calma, non succede niente.
Va tutto bene, andrà tutto bene.
No controllo, no aspettativa, no ansia.
Tranquilla, tutto si risolve.

Forse.

lunedì 16 dicembre 2019

Come faccio sbaglio

Troppo sincera, troppo smorfiosa, troppo aggressiva, troppo provocante, troppo diretta.

Tutto troppo, tutto che fa girare le balle ai miei interlocutori del sesso.
Anche stavolta.
Eppure io mi ritengo più spanne avanti a lui, credo di essere più sveglia, più in gamba, più grande, più equilibrata di lui.
Eppure, mi ha messo i piedi in testa.
Sparito nel nulla, sparito come una meteora.

Non so bene quale sia il suo ragionamento e muoio dalla voglia di chiederglielo. Ma non posso, non me la sento, non voglio altro silenzio.

Mi fa male vedere che i miei comportamenti "bizzarri" a volte possano urtare personalità che ritengo senza emozioni.
Bizzarri, poi.
Ho solo cercato di mettere paletti, li ho messi ad alta voce per ricordarmelo meglio anch'io, per mettere il post it che più di così non posso inoltrarmi adesso.
Ora ho una orrenda sensazione anche verso Daniele, viste le ultime informazioni e deduzioni.
Che schifo, e come ci sarei rimasta male.
Meglio che sia finita prima.
Solo che adesso lui non è più un parametro, non è più il sogno da replicare.
È stato schifo, è stato illusione, manipolazione.

La verità è che io sarò pure una superficiale che vuole che l'occhio abbia la sua parte, ma buona parte di mondo maschile che sto frequentando mi parla la stessa lingua.
Soffro il fatto che se fossi più bella, probabilmente un paio di questi avrebbero avuto più problemi a lasciarmi andare.

Soffro confronti che non dovrei pormi, mi pongo obiettivi di lunga inferiori a quelli a cui potrei ambire, ambisco a soluzioni facili e invece ho davanti caratteri più forti.
Sono sempre io il lato debole.

Non ci sono cazzi.
Dovrei solo evitarli come la peste, come ho fatto per tanto tempo trincerata dietro a Massimo.
Ma poi, la scoperta del pisello così come mi piace fa da booster.

Ho avuto il mio primo orgasmo grosso con Roberto.
Cazzo.

Ps: nel frattempo, mentre scrivo, mi manda un bacio in chat Alessandro, e si fa sentire anche il tinderaggio. Pesca grossa oggi.
Peccato che io pensi solo a quello che ieri se ne è andato.

domenica 15 dicembre 2019

Domenica mattina

La mattina ha l'amaro in bocca.

Cerco di manipolare un toy boy di 30 anni.
Mi viene male e l'unica che resta manipolata sono io.

Non ho ancora capito il funzionamento di certe dinamiche, proprio non mi entra in testa.
Mi chiedo due cose: perché alla fin fine di quando faccio sesso con uno poi ci rimango sotto io; perché nessuno di quelli con cui faccio sesso ci rimane sotto.
Hanno tutti studiato alla scuola di trombamicizia?
Conoscono già perfettamente i propri meccanismi interni tali per cui non hanno varianti, seguono il copione standard, sanno a priori come va a finire?
Io non penso che siano tutti cosi svegli.

Cioe, bene il conosci te stesso, però il sesso è anche sorpresa.
Magari è serendipity, dico per dire.
Sarà che per me è spesso così.
Ma io non sono un parametro oggettivo.

Mi chiedo se la psicoterapia in certi casi non peggiori le percezioni.
Se tutti questi con cui nella mia vita ho fatto sesso l'hanno sempre vissuta sereni con me, sono andati in psicoterapia? Affatto.
Semplicemente, conoscono o credono di conoscere sé stessi e tanto gli basta, hanno a disposizione il kit di risposte a ogni esigenza post sesso.

Mi chiedo, e sono 4, se si sono mai davvero guardati e sentiti dentro, quel pelino di più per vedere che sotto sotto Elena vale la pena.
Pare che nessuno la pensi così.

Che tristezza.
Ha ragione Chiarona, la mia amica.
Dice che il sesso va preso per quello che è, che sennò diventa uno squallore.
Che se per caso ti coinvolgi un attimo di più, trovi dall'altra parte dei muri incredibili.
Come lui stamattina.
Quello sguardo, quel saluto freddo li detesto, mi portano indietro nel tempo.
Cristo, abbiamo dormito insieme, sei ospite a casa mia e ti sto facendo da geisha.
Anaffettivo del cazzo.

Lo so, ieri sera sono stata spigolosa come solo io riesco ad essere quando sento di dovermi difendere.
Ho il rimorso di aver detto qualcosa che lo ha fatto stranire.
Poi mi dico, ma gli altri con me se li pongono questi problemi?
Quanti mi hanno detto cose che mi hanno fatta stranire, quanti ho perdonato, quanti ho fatto finta di niente pur di non perderli?
L' attaccamento, stiamo sempre lì.
Imparerò col tempo, quando capirò che una scopata in più non serve a farmi sentire migliore, più normale.
Non ho scopato per mesi, anche per anni.
Non succede niente se finisco adesso.

Sarà un altro che faccio andar via, o che se ne va di sua sponte.
Mi servirà anche questo a gestire le mie emozioni e il mio timore del giudizio, e il controllo che non posso avere sull'altro.

Mi piacerebbe, ogni tanto, che coloro con cui sto mi dicessero davvero che gli piaccio.
Solo per un po'.

lunedì 9 dicembre 2019

Ansia delle cose che finiscono

Ho inquadrato la mia ansia.
Ansia delle cose che finiscono.
Ancora non mi sembra reale il silenzio di Alessandro.
Ci pensavo oggi a pranzo, forse in qualche modo ho condiviso più con lui che con Daniele, in modo diverso certamente.
Ma l'intimità è una cosa davvero particolare.
Intendo intimità del dormirsi addosso, del fare colazione insieme, dopo una notte in cui ci siamo sfogati fisicamente e a parole, intendo quelle hot.

E forse è questa l'anima del mio attuale struggimento, l'ansia delle cose che finiscono.
Quando mi prende, perdo il mio controllo e soprattutto esagero dell'esaltazione dell'altro, sopravvalutandolo, sopravvalutandomi.

"Sono fighissima, come fa ad andar via?".

Non credo sia un caso quest'anno che tutti, dico tutti, coloro con cui ho fatto sesso se ne siano andati.
L'abbiano fatta finita, chi esplicitamente chi non, sempre loro per primi.
Chissà che cacchio di meccanismo innesco in loro.

E continuo a pensare di essere io, e la psicoterapia mi dice di no, che non devo pensarla così ma io sono di legno e continuo ad addossarmi colpe/responsabilità/cause delle dipartenze.
Alessandro non l'ho mai sentito mio come Daniele, quindi per fortuna c'e questa enorme differenza che fa sì di placare la questione "quanto ci ho condiviso insieme".

Però comunque proprio in virtù della leggerezza che c'era, dello spasso, che ora mi rode il culo e rimango di merda.
Per un attimo ho pensato che piano piano, col tempo, frequentandoci, io mi sarei accontentata di uno senza intelligenza emotiva, e lui di una più bruttarella ma brava a letto come la intende lui.
Ancora non capisco il meccanismo che mi sta sotto, e solo se capisco quello riusciro a liberarmi di ogni supposizione sui prossimi Alessandro.

È andata così, c'è solo da accettare.
Peccato il silenzio, sempre sto non detto tipico delle mie relazioni, o tipico di chi scelgo di frequentare.
Silenzio che fa un grosso eco adesso, a dicembre, col Natale vicino.
In fondo, avere anche solo l'illusione di essere in contatto con uno come lui sotto le feste, per una cacchio di volta, mi faceva stare al calduccio. 
Mi faceva sentire normale.

domenica 8 dicembre 2019

Cose a caso

Questo periodo va un po' cosi, come dire, a caso.
Mentre mi struggo per Alessandro e per il presentimento del suo ciaone, conosco un tizio venerdi sera con una mia amica, seduto da solo a un tavolo dell'enoteca dove stavamo mangiando.

Una chiacchiera tira l'altra, ci scambiamo il numero, ieri pomeriggio ci prendiamo un calice al volo.
Ieri sera gli avevo detto che sarei stata con amiche in zona nostra (anche lui vive nel mio quartiere), nonostante fosse allo stadio mi raggiunge.
Facciamo serata con gli altri, tutti belli alticci.
Ci baciamo nel locale, mi piace.
È rozzo, parla romanesco spinto. Ma è molto carino e ha anche una discreta testa.

Gli dico di riportarmi a casa.
La mia versione di qualche mese fa lo avrebbe salutato in macchina sotto al portone.
Invece ieri abbiamo cercato parcheggiato, l'ho fatto salire, abbiamo scopato per buona parte di notte e stamattina presto. 
Volevo tantissimo scoparlo, e lui è stato molto bravo.

Ci siamo salutati alle 10 che diveva andare a lavoro.

Miglioro.

Peccato sto pensiero per Alessandro che mi turba ancora.
Ho preso smania per scrivergli un buongiorno stamattina, mi ha risposto 3 ore dopo, ho rilanciato con una battutina sul sesso, è morto.

È andato, me ne devo convincere.
Mi spiace, perché ci eravamo davvero tanto divertiti e lui è superfico e io avrei approcciato volentieri una storia con lui.
Più delicato, più "signorino" rispetto a quest'altro. 

Con Roberto, quest'altro, c'è ovviamente molta meno confidenza ed è stata una notte standard e un risveglio all'insegna dell'imbarazzo.
Ieri diceva che mi avrebbe scopata tutti i giorni.
Musica per le mie orecchie.

Chissà se oggi se lo ricorda.

sabato 7 dicembre 2019

Siddharta

Teorie e tecniche di trombamicizia di stocazzo.
Non scrivere per prima, mai.
Se non scrive lui, non alzare un dito, mai.
Rispondi a domanda e non farla a tua volta, non te ne frega niente di avere informazioni sulla sua salute/giornata/famiglia/lavoro/palestra.
Si parla solo di concetti sensuali.

Visualizzazione: devi descrivere bene per far sì di imprimere un'immagine efficace nella sua testa bacata.
Devi essere esplicita ma non insistente.
Che sennò si caga subito il cazzo e col cazzo che te lo dà.

Devi sapere aspettare.
Pazientare fino alla morte cerebrale.
Se necessario, per evitare stronzate, cancella il numero.
Se poi sei particolarmente psicopatica e te lo ricordi a memoria, fallo lo stesso.
Poi tanto lo rimetterai in rubrica e poi lo ricancellarai e così via.
Ma non azzardarti a scrivergli per prima.
Se poi l'attesa diventa una settimana, a maggior ragione, sai bene che ha mollato e non ci sarà bisogno di dire altro.

Non andare in puzza se ti scarica senza dirtelo.
Senza avvisarti manco con un messaggio. 
Perchè in fondo ci hai solo dormito insieme 2 volte, oltre a un materasso, 4 preservativi e un gel non ci hai condiviso altro.
Sì, giusto un paio di informazioni base sulle proprie vite, ma punto.

Dare il giusto peso alle cose.
Scopare significa dare zero significato all'altro, se non come strumento di piacere.
Non gli devi niente, ma soprattutto non ti deve niente.
Non toglie valore alla tua vita se decide di abbandonare il gioco, non dice niente su di te se molla, è una sua libera scelta ed è una scelta che parla di sè e non di te.

Io mi sento male però.
Male al pensiero di un'altra "rottura" improvvisa, non detta, non accennata neanche. Senza alcuna premessa, perché stavamo andando molto tranquilli, con un filo di gas.
Io ero abbastanza tranquilla, pur sapendo a monte che uno così non viaggia su binario unico.
Però non ho chiesto e neanche mi interessa saperlo.
Per me era importante che in qualche modo gi fosse spazio, briciole, pure per me.
Vorrei davvero adottare le teorie e tecniche accennate sopra, come sempre a livello cognitivo so tutto.
Mi frega sempre la pancia.
Non mi scendono certi concetti, come se avessi filtro antipolline, ne faccio arrivare altri, tutt'altri.

Ho bisogno di sentirmi riconosciuta, desiderata, e non una nel mucchio.
Ho bisogno di sentirmi normale, ma normale anche nel gestire queste situazioni.
Che attraggo e da cui sono attratta naturalmente, senza sforzi.
Le mie elemosine parlano di queste scelte.

Nel frattempo piovono ansiolitici.
Io non so aspettare, non so digiunare e forse so solo pensare. 
Non sono Siddharta.





venerdì 6 dicembre 2019

Come un gatto

"Devi pensare come quando non lo conoscevi".
Giusto.
Come si fa?

Cioe, ad arrivarci ci arrivo pure, è il conflitto mio interno che non ne vuole sairre di arrendersi.
Sempre troppo preso dalle accuse "avrò fatto qualcosa di sbagliato/avrà capito che mi stavo attaccando/eccone un ajtro che mi abbandona da un giorno all'altro".
Io non riesco proprio a farmi forza e a vedere ge le scelte dell'altro possano non dipendere direttamente da me.
D'altra parte poi impazzisco all'idea che le cose, che so bene essere fittizie, "scadano" più in fretta di quanto pensi.

Questo bel mix di pippe mentali mi fa dormire male pure con l'ansiolitico, e questa è delle cose che mi fa rosicare di più in assoluto.

Io dico, ma come fai a non pensarci più da un giorno all'altro?
Eppure lo hanno già fatto, ed erano anche relazioni su un altro livello, più profondo.
E io ancora che me lo chiedo.
Ma cazzo. Non mi entra proprio in testa.

Sarà che non ho un cazzo da fare tutto il giorno, come ieri che sono finita in enoteca pensando di rilassarmi dopo una bolla, e sono finita a casa sul divano a piangere.
Piangere.
Per Alessandro. Mica per Daniele o per il grande amore della vita.
Per Alessandro.
Che ha pure dimenticato di buttare i preservativi che mi sono ritrovata in un angolo della mia camera da letto, rischiando di farmi beccare da mia madre che oggi andava a casa mia.

Piangevo per Alessandro.
Perche?
Perchè in fondo ho caricato anche lui.
Di aspettative, di futuro, di dignità di scopate colossali.

L'ho caricato ed è questo il vero punto, come io sua così fragile da farlo con chiunque mi dia retta e che mi susciti un po' di interessi.
Rivedo Valerio in questo, solo che quella volta l'ho tamponato con la paranoia dell'hiv.
Stavolta con cosa posso imbrattare questo climax discendente, di modo da concentrare l'attenzione su altro?

Come i gatti.
Mi piacerebbe essere così attratta da altro pur di uscirne fuori.

Vero pure che il primo giorno fa effetto e rimani male, il secondo ti rode il culo, il terzo hai voglia di scrivergli tu e magari lo fai, il quarto capisci che ti risponde a cazzo.
Dal quinto, forse, in poi, inizi a realizzare che se ne è andato sul serio, che non era un finta, che devi smettere di pensare che si farà vivo.

Mi ha dato una brutta abitudine, che poteva evitarmi, in questo mese e mezzo. Farsi sentire tutti i giorni anche solo con un messaggio.
Poi ecco, sparisce 48 ore e io qua col gomitolo di lana a cercare il bandolo.

Come un gatto.
Ma rincojonito.

martedì 3 dicembre 2019

porca troia

Oh, non si può mai stare tranquilli.
Una volta che sto quasi serena, lui scompare.
Morto, finito.
Dove cazzo è?
E soprattutto, quando cazzo me lo dara ancora, se scompare?
Mortacci mia.

lunedì 2 dicembre 2019

La scoperta del sesso

Dall'attrazione all'attaccamento è un attimo.
Specie se con un uomo ci scopi bene, e se ci dormi insieme.
E lui è bello, forte, alpha, pure se non di spiccata simpatia e intelligenza emotiva.
Ma io vado cercando esattamente questo.
Ho già dato la mia parte emotiva mesi fa, ora non so che farmene.

Voglio solo uno che mi scopi come si deve.
Sto scoprendo il sesso forse per la prima volta davvero quest'anno, a 36 anni, avendo avuto modo si sperimentarne più di un tipo con più di una persona, e avendo fatto degli enormi, enormi passi avanti con la vulvodinia.
Non canto vittoria, per carità, però mi chiedo come ho fatto ad aver perso così tanto tempo e darmi solo per spacciata senza cercare soluzioni.

Ed eccole, arrivano.
La fisioterapia e gli esercizi quotidiani mi fanno finalmente vivere un sesso sereno, senza ansie, anche se il piacere vero ancora è lontano.
Ma proprio oerche mi vedo cosi tanto migliorata, che adesso sento il "prurito" del sesso.
Ovvio, mica col primo che arriva.

Come un obeso che dopo essere dimagrito scopre fi potersi rapportare agli altri in modo piacente, così sono io con la vulvodinia.

Effetti collaterali: che quando trovo uno che mi scopa bene e mi fa sentire bene quando lo faccio, poi è un attimo che non voglio perdere questa occasione e rischio anche di fare cazzate.
Devo lavorare sull'attaccamento, che in questo caso non è emotivo ma di compiacimento personale attraverso l'altro.

Anche se poi ho scoperto anche un'altra cosa.
Che non c'è un solo uomo che può scooarti bene.
Ho vissuto nel pregiudizio gli anni scorsi, che ogni uomo con cui scopavo era il non plus ultra e che dopo di lui "nessuno mi scoperà così".

E invece la buona notizia è che ce ne sono, e come.
Vivaddio.
Quest'anno quei 3 che ho avuto, ognuno a modo suo, scopavano bene, molto bene.
Un caso? No, semplicemente non sono così rari.
Ho vissuto troppo nell'incubo di Fabrizio e in parte di Massimo, del pisello che si smonta nel mentre e nell'eiaculazione precoce.

Non sono tutti cosi.
Però devo imparare a gestire l'attaccamento, ha ragione la mia amica.
Tendo sempre ad attaccarmi, a non averne mai abbastanza, e mi gratto la testa a non capire perché l'altro non senta la stessa esigenza.
Imparerò a interiorizzare anche questo.

Alessandro sarà di passaggio e questo lo so, so che potrebbe scomparire da un giorno all'altro, e dovrò gestire l'assenza del messaggio e della speranza di scoparci.
Impossibile prepararmi prima, l'unica cosa che posso fare è gestire ora tutto questo per essere quantomeno alleggerita dopo, e magari buttarci in mezzo un altro paio di conoscenze per ammazzare il tempo e allenare l'ego e qualcos'altro, se fosse mai...

Alessandro non è l'uomo della mia vita, c'è un gap culturale e di stile di vita che non posso evitare.
Questo dovrebbe già essere sufficiente a prendere le distanze.
Il vero problema è che sono cambiate le esigenze e le coordinate, e io ora mi annoio con chi mi parla di sentimenti "veri".

A 36 anni Elena scopre il sesso come andrebbe vissuto.
Cazzo me sanno quelli che lo hanno sempre dato per scontato perché non ne hanno mai sofferto, di sesso?

Quindi mi concedo questo prurito e pure tutto quello che comporterà.
Peggio che per Daniele non posso stare, questo è poco ma sicuro