sabato 21 gennaio 2017

Una padellata inaspettata

"La verità è che sei una rosicona incredibile. Stacce."
Sono a metà tra alzarmi da tavola e andarmene, o mettermi a piangere.
La poca delicatezza con cui mi viene spiattellata la frase mi fa male.
Non posso smentirla, ma so che ho le mie buone ragioni per essere apostrofata così.

Il risultato è invece un sorriso amaro mentre annuisco, stuprando la calma con 2 sole parole "eh sì..." .
Il discorso si ferma per l'arrivo del mio amico nonché fidanzato di colei che mi ha appena dato una padellata in faccia.
Non proseguiamo, ma la curiosità di farle esplodere il concetto è ancora tanta.

Non posso però tirarla per le lunghe, per 2 ragioni principali: se reagisco male dò dimostrazione di essere esattamente come mi ha detto, e soprattutto si creerebbe quello "scomodo" effetto collaterale di creare casini diplomatici con la cugina nonché mia cara amica.

Quindi, come si dice in gergo, "abbozzo" e porto a casa.
Non è una conoscente la persona che ho davanti, ma neanche un'amica di lunga data; ci ho però vissuto insieme 6 mesi, sufficienti per darle questa dimostrazione.

Per un momento mi sono chiesta con terrore se tutti quelli che mi conoscono, pensano a me con lo stesso aggettivo.

Da un lato, se fosse, ho un moto di orgoglio che mi farebbe rispondere: mbeh? Non vi permetto di giudicarmi senza avere idea del perché e come sono arrivata ad esserlo. E poi voi..siete tutti santi?!?

Dall'altro lato, ovviamente mi farebbe male così come lo ha fatto ieri.

Ma io questa sono, e i miei rosicamenti mi hanno sì ridotto la cerchia di amicizie attorno, facendomi sentire più sola, ma hanno anche scremato tutti coloro che ho capito che non facevano per il mio carattere.
Altra "accusa" che mi viene mossa è che io sia piena di aspettative, troppo selettiva, e pertanto rosico appena non vengono soddisfatte certe condizioni.
Vero.

Ma per le altre persone come funziona? Nessuno mai fa i conti con sé stesso e con gli altri, nessuno mai si crea un'aspettativa e rimane deluso, nessuno mai prova sentimenti di rancore, di critica, di invidia per gli altri?

A volte mi sembra di essere unica e di vivere in un mondo con valori molto diversi e in contrasto coi miei.
Sono tutti maestri, tutti già capaci, esperti e profusori di saggezza, tutti in pace con gli altri senza mai una macchia, senza un appunto...a me questo sembra più superficialità e distacco, ma forse sono io che ho "una mentalità troppo rigida" (dicono), quando in realtà per me l'educazione e il rispetto sembrano valori da difendere e per cui incazzarsi se necessario.

Bah.
Mi piacerebbe un parere oggettivo in merito, alla prossima seduta con psyco so di cosa dovrò parlare.

mercoledì 18 gennaio 2017

Qual'è il mio talento?

A volte nei rari corsi di formazione fatti o spiati da lontano, mi è capitato di sentir chiedere ai partecipanti quale fosse il proprio talento. O i propri talenti. Anzi, normalmente usano proprio il plurale, chè magari sennò qualcuno si offende.

Beh, ho sempre preso sottogamba la domanda, l'ho sempre pensata solo in relazione al ruolo professionale e alle circostanze lavorative, per cui ho sempre detto le solite cose: attenta ai dettagli, problem solver, client obsession e cavoli vari.

Poco fa stavo vedendo su Facebook un video di un tizio che fa acrobazie con stecca e palla da biliardo; ne avrò visti altri cento simili, e non è questa la novità.
La novità è che mi è spontaneamente venuto pensato "qual'è il mio talento?".

Ci sto ancora pensando, il che secondo me vuol dire che non penso di averne uno così spiccato da risaltare.

Sarebbe bello avere un talento, ma come il buon libro Bounce dice, il talento non è di per sè talento se non allenato molto, moltissimo; per il talento a fare che uno si ritrova, vuol dire che ha sbagliato molto per la stessa cosa in precedenza.

Oddio, secondo questa logica io ho talento nell'amore: ho toppato tante di quelle volte che ora sono bravissima a riconoscerlo.

Mmmmm....non fila molto.

Dunque, quale sarà mai il mio talento, quella caratteristica che mi rende non solo unica, ma fenomenale?

Ai posteri l'ardua sentenza.