mercoledì 7 dicembre 2022

Scenario 1

Scenario 1
Ho un cancro al pancreas/duodeno.
Cancro, quindi niente gravidanza.
Operazione sì/no, chemioterapia.
Perdita di peso, capelli, anima, cuore, lacrime.
Vedere attorno a me le persone che si affliggono: questo è vero morire.
Mi spaventa di più pensare di vedere loro che soffrono per me, che io per me stessa.

"Non ho ancora finito", questo il pensiero persistente.

Ospedali, debolezza, effetti collaterali, il buio negli occhi.
Accompagnatori silenti, sacrifici di tempo, energie, soldi, sogni.
Sogni, prospettive, il futuro che è solo presente.
Può essere solo presente.
Progetti accantonati, più soldi meno salute.

Come affrontare tutto questo e dare forza agli altri?
Qual'è l'alternativa alla disperazione?
Cosa può mandare avanti le giornate mie e dei miei cari?
Analisi, analisi, analisi.

Niente futuro, niente vacanze, niente soddisfazioni.
Tutto ha sapore metallico.
Quella mostra che dovevamo vedere.
La partita allo stadio.
Il pic nic nelle vigne.
Volterra, un anno fa.
Come sarà tra un anno.

Cosa mi spinge oltre?
I loro sguardi, la loro speranza innocente, ignara, codarda.

Non è niente.
Ma io ho visto qualcosa.
Non è niente.
Ma io ho un dubbio.
Non è niente.
Sei ipocondriaca.
Scommettiamo?

giovedì 1 settembre 2022

Aprire gli occhi

Tanti pensieri affollano settembre.
Ho riletto l'ultimo post, di febbraio...tanti mesi fa, eppure la situazione è sempre immutata.
Spero di poter iniziare a settembre le stimolazioni per la fivet, spero ci sia "materiale".
In questi mesi ho cercato di razionalizzare l'idea che potrebbe non accadere mai, e ora faccio molto più caso a quante donne attorno a me non hanno avuto figli e non per scelta.

Eppure vivono, sembrano aver fatto pace con questa idea.
Io ho una paura incredibile, e indicibile, che possa accadere.
Il costo della vita si sta alzando, il mio è il suo stipendio non sono alti e mettere un bambino al mondo adesso è quasi un lusso, dico davvero.

Mi rendo conto che tutto quello che personalmente "mi so mangiata" negli anni addietro, adesso sarebbe tornato comodo per stare sereni economicamente....e invece ci troviamo con 4 spicci, il resto va tutto nella fecondazione assistita, completamente a fondo perduto perché comunque vada sarà sempre una spesa in più rispetto a chi, come natura vorrebbe, i figli li concepisce gratis.

Questi pensieri mi fanno diventare cattiva, invidiosa, perché più provo a sognare più vedo impedimenti.
Come una nuova casa, tante idee ma pochi soldi, e riempirmi di debiti non mi fa piacere.
Contare sul suo stipendio significa non stare con le spalle parate purtroppo, non posso fargliene una colpa perché l'ho scelto io e sapevo di questa difficoltà.
Mi sento tirata in ballo a tirare avanti economicamente e nell'eventualità anche "familiarmente" parlando, se dovesse esserci un bimbo.
Discorsi fin troppo da grandi, ma non mi sono mai resa conto così tanto del fatto che grande lo sono già, alla soglia dei 40 anni.

È come se non volessi uscire dal mio stato di ragazza, che rende conto socialmente ed economicamente solo a sè stessa.
Mi vergognerei a chiederle soldi ai miei, e non posso sempre pensare che ci saranno loro a pararmi il culo.
Ecco, forse la maturità è rendersi conto di dovercela fare con le proprie e uniche risorse, e senza scuse.
Boh.

Servono soldi, servono sempre, e vedo attorno a me solo gente che ce l'ha fatta per stare nel benessere.
Non ho mai avuto la sensazione così forte di sentirmi parte di quella fascia medio-bassa della popolazione, e invece sto solo facendo finta di non rendermene conto, perché se non vedi il problema, il problema non esiste.

Vedremo che ci riserva settembre, sperando di non avere emorragie economiche oltre quelle che so già di dover sostenere, e purtroppo senza il suo aiuto che sta già impicciato per affari suoi.

domenica 27 febbraio 2022

Speranze

Mamma sta bene, e ringrazio il cielo per questo.
Un problema enorme è stato eliminato, devo riavituarmi a vivere respirando come non avevo più fatto negli ultimi venti giorni.

Ma la realtà è che non posso.
Domani e martedì avrò la mia di sentenza.
Può cambiare davvero tutto, nonostante abbia assorbito la già brutto notizia dell'ecografia del 14.

Vorrei solo una speranza da coltivare, ho bisogno di una speranza.
Poi che non si concretizzerà sarà un altro discorso, farò i conti col mio senso di colpa per lui e abbracciamo più da vicino altri piani da mettere su in relativi fretta.

Vorrei solo che mi dicessero che nonostante la situazione disastrata c'è ancora qualcosa da fare.
Vorrei essere trattata da essere umano, da donna, non da paziente o da numero.
Vorrei avessero la sensibilità necessaria per farmi attraversare questa condizione, e magari digerire piano piano la notizia.

Vorrei che mi rassicurassero che non si tratta solo di miracoli se accadesse.
Non voglio fare la fine della mia psicoterapeuta. 

Vorrei che mi mettessero già sotto cura per mesi, dopo i quali possa comunque provare.
La speranza è davvero molto sottile.
Come il mio endometrio, la parte più rognosa del mio intero corpo.

lunedì 7 febbraio 2022

preghiera

Come faccio a dormire stanotte?
Seimila pensieri e preoccupazioni, scenari apocalittici hanno fatto un buco nella testa e si sono innestati.
Difficile mandarli via stasera.

La vita è così fragile.
Basta un foglio, un referto, e tutto cambia.
O niente cambia, ma l'attesa ti spezza dentro.

Credo sia il referto più temuto dal 2004 di Stefano.

Nel frattempo io cerco di non pensare ai miei problemi, alle cose che devo fare per forza, ma visto che sono necessarie tocca farle.

Nel frattempo la testa si sgancia e ruota attorno a un futuro immaginato, di qui e l'estate, di piani saltati, vacanze saltate, facce scure e tenerezza.

Mamma non lo merita. Non adesso, non questo.
Temo di averci dormito sopra, di non aver preso in considerazione alcuni segni, di non essere stata capace di interpretare il suo malessere e di non averla spronata abbastanza, anche malamente, a farsi vedere ma da uno forte davvero.

Temo che il ritardo possa giocare un brutto ruolo.

Non poterle stare fisicamente accanto in questi giorni di attesa e pazienza mi annienta.
Ed è quasi paradossale, sto spesso con lei ma nei momenti che contano non ci posso essere.

Dio probabilmente non mi ascolta per tutta una serie di motivi. 
Ma se proprio non vuole ascoltare me, ascoltasse lei come destinatario di ciò che dico. Un po glielo deve, è sempre stata un'ottima cristiana, non merita un trattamento simile. 
Non adesso, non così.

Per cui se Dio mi sta ascoltando pur malvolentieri, desse un'occhiata a lei. La preservasse. Ha ancora tanto da vedere e da vivere, perché vive per gli altri, e gli altri sono lei stessa.