Non affronto gli svarioni non dovuti ad alcool e droghe.
Non affronto rimanere senza forze, inerme, abbagliata dal nero della stanza, occhi sgranati.
Non affronto l'idea di perdere qualcuno, anche a causa di qualcun altro.
La stessa "causa" che in realtà é la botta di culo, se giriamo l'angolazione.
Non affronto piangere.
Non affronto la compiacenza, né il placebo verbale.
Non affronto pensare solo a me, vivere di sola me, progettare x 1, trovarmi sola nella catastrofe.
Non affronto chi gioisce per frivolezze, ché la vita si sa che non se ne fa un cazzo, le butta nel cesso e tira la catena 2 volte per star sicura che siano andate veramente.
Malaffronto sta condizione precaria, a volte schizoffrenicamente serena, volta al futuro ma col culo attaccato al muro per paura di recidive dal passato.
Tollero quasi zero le lenzuola calde, accoglienti, che fanno r' dito medio mentre te accanisci ad addomesticarle, mentre cerchi di svenire e far svanire quel nero.
Cerchi cerchi, e trovi solo l'orologio che scappa.
"Il tempo fugge, ma n' do cazzo va".