giovedì 22 agosto 2019

Una canzone?

Avrei dovuto passare questi giorni con te.
A Ostia, in teoria, ma visti i piani cambiati ti avrei raggiunto a Firenze pur di vederti a sera tardi, stanco, pieno di lavoro fino al collo...ma nel letto insieme a me.

Avrei almeno goduto di una sorta di vacanza insieme, quella che ci meritavamo, che abbiamo simulato quel giorno, che ci siamo promessi e che per un attimo non sembrava né lontana nel tempo né impossibile. Perchè io avevo te, avevo fiducia cieca in te e in noi.

La meritavo. Sì. Per il solo fatto di essere stata serena e paziente in questi 3 mesi.

Avremmo "festeggiato" questi 3 mesi, di adulterio sì, ma di noi 2 e delle nostre sintonie.

Bastava poco così, ma era tantissimo.
Per te ma anche per me, che ho gettato le armi nella metà del tempo.

Chissà che avremmo fatto in questi giorni, chissà come avrei ammazzato il tempo dell'attesa durante il giorno, chissà se tu avresti fatto in modo di concederti degli extra.
Di sicuro avremmo dormito insieme, avremmo fatto l'amore, avremmo avuto modo di conoscerci ancora un po', in estemporanea, in una nuova bolla.

Magari sarebbe bastata per farti prendere la stessa decisione, magari sarebbe stata la scintilla per muoverti dentro.

Non lo saprò mai, non te lo chiederai mai.

Nella tua testa io sono storia recente, ma andata.
Mi manchi ogni giorno...mi senti?

Ho paura di rimanere incatenata a te...puoi darmi una mano?

Non voglio sapere niente di te e delle tue evoluzioni, non potrei farcela a sapere, ad avere ancora più chiaro, che tu vai avanti senza di me.

L'estate più lunga, seconda solo al 2017.

L'estate che meno vorrò ricordare, io che affondo e che non ho quella "resilienza" che tanto piace adesso.

Un giorno ti lascio andare, il giorno dopo sei qui con me.

Ti porto nella borsa, nel portafoglio, sei seduto con me mentre guido, mentre bevo un bicchiere in enoteca, sei nella toppa della porta, nelle lenzuola fresche, dentro la lavatrice, mi parli da Alexa, mi tieni il segno del libro che leggo.
Sei addirittura nell'ansiolitico, la sera soprattutto, che è il suo momento e il mio peggiore.
Sei nei sogni, metamorfizzato. So che sei tu anche quando non lo sei.

Tu non senti niente invece.
Non sono niente, non più, e non posso certo pretenderlo.
Se mi vedessi ti preoccuperesti per te probabilmente, perché c'è una mezza matta che sembra ossessionata dalla tua immagine.
Non è cosi, Sweety. E tu (sorridi perché) lo sai.

Sono solamente molto sola con la tua assenza.
Hai lasciato un vuoto che solo i morti lasciano.
Hai fatto come Flavietto 25 anni fa, ma io avevo tutta la vita davanti per togliermi quel lutto vero, e quel sentimento da undicenne.

Io adesso non so come scrollarmeli di dosso, non so come senza te.
Vorrei tanto che una sera di queste n cui sei stanco, forse incazzato, irrisolto, volassi con la mente fino a questa stanza.
Che ti rendessi conto quanto io e te ci siamo trovati.

Ma queste sono parole di una folle d'amore, di una romantica che non accetta la sconfitta, la perdita, l'accettazione stessa che è andata così, non è colpa di nessuno, semplicemente accade, come a tanti.

Dammi una mano a dimenticarti, dammi un motivo vero per pensare che non valesse la pena, che è stata una mia illusione.

Sembra di scrivere il testo di una canzone smielata e noiosa.

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