Ho imparato che sono vittima dell'estetica più di quanto vorrei.
Che un particolare di una persona può confondermi e essere preso in toto come distintivo della bontà della stessa persona.
Per questo sono attratta dagli occhi chiari e dagli sguardi penetranti.
Perche per essere cosi profondi, non possono mentire.
Per questo sono rimasta un po' male che il ragazzo conosciuto venerdì sera e che mi ha chiesto il numero, e con cui sabato ho chattato, improvvisamente sia sparito.
Aveva uno sguardo molto simile a lui, blu scuro però.
Come evitare la connessione?
Boh.
Ho imparato che pendo dalle labbra di chi mi esalta, di chi mi parla di sogni di cui sono la realizzazione, di chi accenna a piccoli progetti con me.
Perche quello per me significa che valgo.
Uso spesso il termine "investire su di me".
Non è casuale il verbo.
Investire, ovvero vedere e valutare costi-benefici, o meglio "Impiegare un capitale in beni durevoli o in attività economiche".
Impiegare il proprio capitale umano in un altro essere umano.
Per cui quando qualcuno investe su di me, già per il fatto che lo stia facendo, mi legga in qualche modo.
È lo stesso motivo per cui a D. dicevo che non mi sembrava vero quello che mi diceva. Non mi sembrava possibile che uomo (bello, molto bello) investisse sulla piccola fiammiferaia.
Ho imparato che sono più attenta alla forma di quanto non vorrei.
Motivo per cui anelo a "far conoscere/mostrare" il mio compagno come fosse un trofeo, per dimostrare agli altri che anche io ci riesco, e guarda quanto bene inoltre.
Perche G. pure se mi avesse amato, pure se avessi provato ad amarlo, non sarei riuscita mai a farlo completamente perché sentivo di non poterlo "presentare", che era troppo poco per me.
Per timore del giuduzio. Ovviamente.
Da dove mi viene?
Credo da mio padre, che ha sempre cercato di far vedere cose di cui la gente potesse provare invidia, quando poi lui mostrava se stesso in manifestazioni che facevano solo provare vergogna.
L'ansia da prestazione è la sua, para para.
Intimamente anche lui secondo me si sente un po sfigato per non avere avuto l'entourage a cui mostrare le sue cose e i suoi successi.
Io invece mi sento sfigata per quello che non posso mostrare. Il compagno.
Non uno qualsiasi però, uno che metta gli altri nella condizione di invidiarmi un po.
Non so perché vorrei fare invidia, forse perché mi darebbe del potere....non lo so.
D. era il più perfetto per questo scopo. Nonostante la sua condizione matrimoniale.
Bello, intelligente, simpatico, che sa stare in mezzo agli altri con un certa eleganza, con moderazione.
Bello, soprattutto.
Per me era davvero perfetto.
Dall'attaccatura dei capelli alle orecchie (una leggermente tagliata, che mi piaceva ancora di più), alle proporzioni del viso.
Eppure mi sono sempre detta che voglio un uomo con un bel sorriso, una bella bocca. Che lui non ha, e neanche bei denti.
Ma coperte dalla barba nessuno ci farebbe caso. Perche gli occhi accentrano completamente l'attenzione...
Avrei voluto far vedere come quegli occhi mi guardavano, per dire "vedete, anche io sono meritevole di attenzione..e guardate da parte di chi!"
Lui era tutto viso, però a me sarebbe andato bene.
Pesa meno di 65 kg e il fisico non è il suo forte. Ma a me sarebbe andato bene cosi, con la sua lingua corta e i suoi baci non perfetti ma chi se ne frega. È bello, guardateci.
Bello, sta al suo posto, parla italiano senza grosse sbavature dialettali, fa discorsi sensati. Gli piacciono il vino e le macchine.
Non ha la laurea, chi se ne frega.
Eppure ho sempre detto che ne volevo uno almeno come me, perlomeno laureato perche sennò stai con un ignorante.
Perche gli altri avuti erano tutti laureati.
Ero già andata oltre con lui invece.
Guardatelo, guardatemi.
Il mio traguardo, il mio premio per una vita grama sentimentalmente parlando.
Ecco cosa impersonificava.
Il riscatto, la dimostrazione vivente che ero valida, che ero degna di lui.
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