Rabbia che si contorta di astenia, e soprattutto che fa il paio con l'ansia.
La sento salire i gradini allo stesso modo, sento il nodo in gola che si ingrandisce, e l'intolleranza che scalpita alla ricerca di una vittima da mietere.
Eccomi, nell'edizione "Pali 2020", pali a cui non ero più abituata, perlomeno da Daniele in poi.
Il primo è il grande classico: la minestra riscaldata.
Finita a inizio lockdown, forse non ho mai messo a fuoco il fatto che avessi bisogno di lui più di quanto immaginassi.
Lui nel senso pragmatico della presenza, della comodità logistica ecc ecc.
Cosi che succede, che me la vado a cercare non una, ma due volte: la prima, settimana scorsa, mentre faccio una passeggiata per sconfiggere l'ansia a trotto. Arrivo "casualmente" sotto casa sua, e davvero casualmente lo becco che esce dalla macchina carico di borse della spesa.
Mi faccio riconoscere e stiamo a parlare un quarto d'ora.
Lo trovo forse appesantito di un paio di kg, ma sul suo fisico gli stanno a pennello.
Una gran bella presenza, sono la prima io a sorprendermi di come la quarantena gli abbia giovato.
Lui, verso di me, sempre lo stesso: gelo, zero empatia, zero riferimenti a niente di noi.
Speravo in un suo contatto, magari ha capito che volevo lanciargli un po' un amo...nulla.
Quindi che faccio, non paga del già chiaro messaggio intrinseco...una settimana dopo faccio la seconda mossa: in un momento di presa a male (vedi dopo) gli scrivo, facendogli i complimenti per come l'ho trovato, e che mi stavo mangiando le mani.
Risponde garbatamente un grazie, e un "mi dispiace" relativo alle mani ingerite. Non segue altro messaggio.
Rimango come una cretina, mi maledico di essere sempre troppo debole, con lui in particolare.
Ma non è solo con lui, ho capito che è un meccanismo che uso proprio in virtù di quello che ho scritto all'inizio.
E qui, per sottolineare che non è solo Roberto il booster dei miei malumori e degli insulti verso me stessa, arriva il secondo palo.
In realtà era un palo "annunciato", situazione tipo delle mie: impegnato, convivente.
Ci siamo trovati a parlare su fb durante la 40ena, poi da lì a WhatsApp, poi da a Duo, a farci videochiamate assolutamente innocenti e non porno, come il periodo vorrebbe.
Lui, Simone, è molto gentile con me, e ascolta quando parlo. Si ricorda quello che dico, fa connessioni intelligenti con cause-effetto.
Dalla sua natura rustica e dal passato galeotto non ci di aspetterebbe una sensibilità del genere, considerato l'ultimo interlocutore avuto...
Ah, ps: con Simone capiamo dopo 2 vudrochiante che lui conosce bene Roberto, motivo di scherno nei miei confronti...
Simone mi fa ridere, un sacco, quello che non mi capitava da un sacco di tempo (ricordo la musonaggine di Roberto e lo stacco è netto), coglie mie sfumature e le mette sul piatto dell'ironia.
E non ultimo, Simone è carino, molto carino: 2 occhi azzurri e uno sguardo furbo, sveglio, dal taglio a mandorla. Il naso dritto, le narici lievemente larghe, la bocca a forma di Joker. I denti, punto debole: diastema non curato, e brutta forma degli incisivi davanti.
Ma nel complesso Simone mi cattura, ci facciamo un sacco di risate e ci manchiamo vicendevolmente, nei limiti del possibile di una chiacchiera tra amici, quando non possiamo.
Martedi decide di farmi una sorpresa e mi dice che capiterà nel mio quartiere con la scusa che i suoi vivono li. Viene per me, per vedermi.
Mi aspetta sotto casa, come ai vecchi tempi dei fidanzatini, perché sta a piedi: non ha la patente, caratteristica che varrebbe anni e anni di scherni delle mie amiche, come gia fatto verso un ex di una di loro...
Comunque, me lo aspettavo più alto, non so perché ma in video sembrava...va beh, passiamo un'oretta a passeggiare io lui e le mie paranoie del distanziamento sociale, tanto che a tratti sembra più in ansia lui che io.
In realtà mascheravo malamente il mio essere a disagio a incontrarlo, non f9sse altro che per il fatto che avrei voluto avvicinarmi, ma per evitare errori alla Daniele, ho messo i miei paletti.
Lui è stato molto tranquillo, ma ero convinta stesse al mio gioco per rispetto della situazione.
Solo il giorno dopo e quello dopo ancora capisco che invece è stato al posto suo semplicemente perché non ha trovato quello che di aspettava, e molto probabilmente oltre al fattore estetico, ci si è messa la mia ansia di mezzo che di sicuro non gli ha trasmesso niente di positivo.
Quindi super marciaindietro sua, mascherata dalla mia anticipazione dell'evento (gli ho detto che avevo già capito che non era cosa), e al pratico prima gli ho detto che era meglio non sentirci più, per poi cambiare idea dopo 12 ore e dirgli che a me va bene anche così perchè è una bella persona.
La mia completa incoerenza non incoraggia l'altro e soprattutto fa rendere me completamente fuori controllo.
Come è stato per Daniele, per Roberto...e ora per Simone.
Fatto sta che mi spiace che tutto sia cambiato, e oltre al cambiamento io ci ho messo pure il carico per far sì che l'altro abbia maggiori ragioni a farsi secco.
Sembra autosabotaggio, in realtà è completa perdita del controllo che mai come in questi ultimi 12 mesi ha avuto stesso copione con personalità diverse, e soprattutto anziché diminuire è aumentata e sproporzionalmente rispetto a chi ho davanti.
Ho un disperato bisogno di sentirmi dire che manco, che quella persona ha bisogno di me come io di lei...ho bisogno di validazione, e stiamo sempre lì.
E invece che succede? Che scado nel ridicolo, e qualcuno più buono e sensibile mi dice che capisce, mi dà la pacca sulla spalla e più o meno lentamente se ne va; chi è più gretto e di poche parole, mi manda a fanculo senza troppi giri di parole.
Se Simone e Roberto si parlassero, troverebbero analoghi comportamenti anche se con letture diverse.
Me li immagino...e mi vorrei sotterrare.
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