Non trovo il momento, quel momento in cui scatta qualcosa in me di strano, che mi fa cambiare l'umore e da lì non torno più indietro.
Un'attenzione non ricambiata, o non nel modo in cui lo intendo io?
Boh.
Fatto sta che è un attimo che mi girano le palle, che mi sento incazzata con la controparte, e mi si chiude lo stomaco, e non so bene manco io che cazzo cerco.
Da ieri questa sensazione si sta facendo più netta, tanto da lasciarmi abbandonare una conversazione dopo 4 minuti.
Mi è già successo, anche con amici, dov'è la chiave?
La considerazione mancata?
Non lo so, forse tutto o forse niente.
Forse la sensazione di aver già perso, di essermene resa conto, per cui abbandono il campo e rinuncio.
Forse proprio io riconoscimento del mancato obiettivo, quello mi disamora e mi mette di pessimo stato d'animo.
La sensazione di non sentirmi protagonista.
E da lì non se ne esce più, mi conosco.
Sarà sempre peggio, sempre più nervosa.
È capire che quella cosa non solo non si tocca, ma non ci puoi arrivare, non hai mezzi.
Divento pesante e insopportabile.
Non più brillante, spensierata, di compagnia.
Mi devo chiudere in me stessa, e restarci finché non passa.
E l'altro non capisce, giustamente.
Non può che verificare l'effetto.
Forse ho solo dormito male, non so.
Ho voglia di litigare, di sfogare rabbia, la stessa che ho tirato addosso a Roberto.
Per la stessa ragione.
Come un bambino che quando gioca e vede che sta perdendo, butta tutto all'aria.
Non sono ancora abbastanza brava a sbattermene, tutta sta psicoterapia a che cazzo mi serve se sto ancora qui.
Vaffanculo.
Mi odio, oggi tanto tanto.
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