domenica 24 maggio 2020

Quando la merda vola alta

Mi permetto di citare i Thegiornalisti ma giusto per rendere l'idea di questa prima domenica di post lockdown.
Finiti i primi incontri con le amiche, finito il primo sesso con l'"avvocatello", rimangono consuntivi che ero tipica fare durante il lockdown e che invece in questi giorni si erano distratti con il pensiero agli eventi sopra.
Mi sembra sempre di acchiappare briciole, e parlo naturalmente del mondo maschile.
Con l'avvocatello non è andata gran che, un sacco di problemi di erezione a causa del preservativo, e una lungaggine troppo lunga, tanto da smettere perché non ce n'era.
Dice che è così, così sempre, molto lungo e a intermittenza con il cappuccio.
Ed evidentemente io non sono proprio una fabbrica di liquido lubrificante, per cui se clicchi una, due, tre volte o utilizziamo un altro metodo o anche basta così.
Delle altre meteore ho riagganciato contatti, mezze promesse, ho risentito gente di tinder di cui non mi frega un cazzo.
Simone, gli voglio bene ma non è lui..
Quindi che succede? Che come nei miei più grandi classici, penso a chi non mi ha voluta, o non più.
Il nome Roberto risalta splendente, dorato.
L' ultima immagine stampata in testa è di come stesse bene, poi ho ripensato all'americana e alle vagonate di chat che aveva aperte su tinder, e mi chiedo per quale motivo dovrei essere nei suoi pensieri.
Ricalco lui stesso adesso, lui che mi ha detto "dimmi perché dovresti essere tra i miei primi pensieri",perché non c'ero mai stata e mai ci sarò.
Poi orgogliosamente mi dico "ma che cazzo ci avrei mai fatto con uno di 31 anni, ubriacone, grezzo, che mi trattava a merda?".
Niente.
Ma quel niente non mi basta ora che è tornata la normalità. Quel niente stride con la fine della normalità a marzo dove lui aveva io ruolo di salvagente, e ora non ce l'ha più.
Ecco tutto.
Lui non c'è nel mio quotidiano, pur se è passato quasi più tempo senza di quanto ne ho trascorso con lui.
Però era un salvagente, da una parte calmava l'ansia di trovare una scopata ricorrente, dall'altra la alimentava (non me lo sono dimenticato) con tutti i no, i punti interrogativi, lei.
Continuo a chiedermi cosa la sua testa non è riuscita ad apprezzare di me, che ho sì peccato in un paio di occasioni di lasciarmi andar male, ma per il resto ho provato a essergli amica, amante, confidente.
Forse abbiamo fatto troppo poco sesso affinché si ricordi che io li andavo bene, ma ci andavo se anche lui lo faceva. E spesso era troppo ubriaco anche solo per ricordarselo.
L'ultima sera che ci siamo visti era ubruachissimo e mi disse che ero bella, bellissima, che gli piacevo..tanto.
Non si è ricordato più manco questo?
Io non credo che ci si scordi di una sensazione, pure se l'hai vista offuscata.
Certo, deve avere un buon impatto su di te, abbastanza forte. 
Forse è proprio questo il motivo del suo silenzio, silenzio sui cui io e più di una persona vicina a me avremmo scommesso che avrebbe rotto durante la 40ena causa solitudine.
L'ho creduto più solo di quanto non fosse, l'ho creduto più debole, più superficiale, meno orgoglioso.
L'ho creduto tutto io contrario, insomma.
E quindi? Mi manca, in modo strano ma mi manca.
E soprattutto, ho un fortissimo moto di gelosia e possessività nei suoi confronti.
Se penso che altre gli stiano vicino, per quanto conosca l'animaletto, mi viene il sangue alla testa.
Per una semplice cosa: lui con me si è comportato cosi, io gliel'ho permesso, ma sono sicura che con un'altra persona diventi un'altra persona anche lui, perché sa esserlo.
Gentile, dolce, educato, rispettoso.
Non credo a tutto quello che anche Simone mi racconta, capisco adesso meglio alcuni atteggiamenti, ma capisco che lo abbia messi in pratica con me, non con altri.
Lui è una persona buona, generosa, che cerca compagnia.
Non è uno stronzo, ci diventa quando -come tutti- qualcosa gli sta stretto.
Mi sono risposta da sola, il quadro parla molto chiaro.
Questa ripartenza senza quel pezzetto di vita precedente la sto accusando, in attesa di tempi, e peni, migliori.
È che vorrei proprio qualcuno che mi sconvolga la vita, un po' come ha fatto Daniele.
Io quella sensazione me la ricordo a memoria, come questi giorni di un anno fa.
Anche Daniele aveva la chance di ripensare a me in questo periodo ma non l'ha fatto, ha scelto altro.
Sono abbattuta dal fatto di non essere la persona al centro di un'altra per cui provo qualcosa.
Tutti questi incontri fittizi, e le promesse fittizie, e le sere ad aspettare, mi stanno dando il voltastomaco.
Forse l'unica è non fare niente, come un animale che si finge morto, ma non è neanche quello...
Sono stanca pure di fingermi morta.
È che ho ancora bisogno di un progetto, di custodirmi un sogno, qualcosa che vada oltre gli altri, qualcosa di mio.
Ma mi sento un contenitore vuoto che si riempie solo di cose fittizie, come fare per riempirlo di solidità?
Non ho grosse conclusioni oggi da trarre.
Sono spaventata dal futuro, ho paura a vivere come direbbe Simone, o non mi accorgo di ciò che ho attorno per valorizzarlo.
Aspettative troppo alte, direbbe la mia psicoterapeuta.
A forza di provare a tenerle basse però, ecco che vola alta la merda.

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