venerdì 15 maggio 2020

Io mollo

È l'ora di mollare, mica per niente, mica per i consuntivi post quarantena, o per gli ansiolitici di cui sto diventando dipendente.
No, mollo perché la testa ha bisogno di riposo, di pace, e non di continue sculacciate.
Mollo perché ha ragione psyco, spreco energie inutili coi miei "fidanzati" come li chiama lei, perché cerco qualcosa che va molto al di là della somma di quello che mi offrono tutti loro.
Mollo perché devo.
Devo sentirmi, voglio sentirmi normale anche nella mia singletudine, anche se per mesi o anni non vedrò un pisello.
Quello che voglio non è un pisello infatti, per cui tanto vale tirare i remi in barca per un po', o meglio, fino a quando non avrò scelto diversamente.
Per adesso la scelta è questa, mollo tutto, avvocatini, impegnati, ambigui, profumieri, galanti.
Tutto, finché qualcuno mi dimostrerà che vale la pena.
Ecco il cambio di prospettiva.
Certo, anche io devo valere la pena, ma visto che è la mia vita e sono io a scegliere, e non ho potuto che scegliere me stessa quindi va da sè che io di me so di valere la pena...ecco, devono volerla gli altri.
Niente scorribande, niente giochi pirotecnici o spavalderie.
Torniamo all'essenza di ognuno di noi.
Soli, come abbiamo appena sperimentato, non siamo nessuno se non nudi con sé stessi.
Quindi, fino a quando non avrò percezione che qualcuno voglia davvero essere sè stesso con me, e che quel sè mi mando fuori di testa tanto da voler investirci sopra...fino a quel momento, mollo.
Basta paragoni, utili solo per lacerarmi le ore della notte, basta pensarmi come l'ultima della mia specie.
Relax, be quiet.
Tempo perso ormai è già alle spalle e altro ne verrà, quindi combatto una lotta impari e per giunta senza armi.
Basta combattere col tempo, coi confronti, coi sensi di colpa.
Io sono questa, prendere o lasciare.
Prendo o lascio.
Per ora, ed è la cosa più rassicurante, mollo.
Apro la mente a me, o perlomeno ci provo, e non più a me verso l'altro.
Ci provo, e se non riesci, sbaglierò e riproverò.
Voglio svegliarmi domattina serena, senza carichi sulle spalle di una vita insoddisfacente, troppo o troppo poco osata, buttata.
Voglio svegliarmi domani e dirmi che sono brava anche cosi, sono magnifica anche così, e chi non se ne è accorto o non ha voluto o non ha potuto...si è perso tanto.
Mollo, come un atleta quando sa di aver dato tanto ma rimane a centroclassifica.
È saggio pensare che alcuni limiti non si possano superare, ancora più saggio a volte, di poterli oltrepassare per poi capire che non si sarebbe dovuto fare.
Io ci ho provato, grandemente.
Ho provato ad amare e a farmi amare.
Ho provato a farmi accettare e ad accettare, ho provato persino a farmi amare dall'improponibile, dal violento, dal narcisista, dall'artista, dal peter pan, dal collega, dal buontempone.
Tutto tempo perso, che avrei potuto sfruttare diversamente, magari investendolo in un bel tuffo carpiato nella mia valenza, da farla strabordare dalla piscina.
Non è una critica nè ci sono colpe, è solo un dato di fatto.
E la vita per fortuna mi gioca a favore, il tempo c'è...torneranno buone stagioni, tornerà la mia propensione a vedere il bello dell'altro nel suo senso più intimo.
Ma adesso, proprio adesso, il bello e il gusto li provo solo a mollare.
Mollare per ricostruire, per espandere, per tentacolare i miei pensieri verso certezze e non solo speranze, che mi facciano dormire la notte.
Mollo anche per la notte.
Ho un lieve senso di leggerezza.
Vorrei spuntasse il sorriso. Ma mi dò tempo.
Arriverà, oggi ne sono certa.

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