Un problema enorme è stato eliminato, devo riavituarmi a vivere respirando come non avevo più fatto negli ultimi venti giorni.
Ma la realtà è che non posso.
Domani e martedì avrò la mia di sentenza.
Può cambiare davvero tutto, nonostante abbia assorbito la già brutto notizia dell'ecografia del 14.
Vorrei solo una speranza da coltivare, ho bisogno di una speranza.
Poi che non si concretizzerà sarà un altro discorso, farò i conti col mio senso di colpa per lui e abbracciamo più da vicino altri piani da mettere su in relativi fretta.
Vorrei solo che mi dicessero che nonostante la situazione disastrata c'è ancora qualcosa da fare.
Vorrei essere trattata da essere umano, da donna, non da paziente o da numero.
Vorrei avessero la sensibilità necessaria per farmi attraversare questa condizione, e magari digerire piano piano la notizia.
Vorrei che mi rassicurassero che non si tratta solo di miracoli se accadesse.
Non voglio fare la fine della mia psicoterapeuta.
Vorrei che mi mettessero già sotto cura per mesi, dopo i quali possa comunque provare.
La speranza è davvero molto sottile.
Come il mio endometrio, la parte più rognosa del mio intero corpo.
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