lunedì 7 febbraio 2022

preghiera

Come faccio a dormire stanotte?
Seimila pensieri e preoccupazioni, scenari apocalittici hanno fatto un buco nella testa e si sono innestati.
Difficile mandarli via stasera.

La vita è così fragile.
Basta un foglio, un referto, e tutto cambia.
O niente cambia, ma l'attesa ti spezza dentro.

Credo sia il referto più temuto dal 2004 di Stefano.

Nel frattempo io cerco di non pensare ai miei problemi, alle cose che devo fare per forza, ma visto che sono necessarie tocca farle.

Nel frattempo la testa si sgancia e ruota attorno a un futuro immaginato, di qui e l'estate, di piani saltati, vacanze saltate, facce scure e tenerezza.

Mamma non lo merita. Non adesso, non questo.
Temo di averci dormito sopra, di non aver preso in considerazione alcuni segni, di non essere stata capace di interpretare il suo malessere e di non averla spronata abbastanza, anche malamente, a farsi vedere ma da uno forte davvero.

Temo che il ritardo possa giocare un brutto ruolo.

Non poterle stare fisicamente accanto in questi giorni di attesa e pazienza mi annienta.
Ed è quasi paradossale, sto spesso con lei ma nei momenti che contano non ci posso essere.

Dio probabilmente non mi ascolta per tutta una serie di motivi. 
Ma se proprio non vuole ascoltare me, ascoltasse lei come destinatario di ciò che dico. Un po glielo deve, è sempre stata un'ottima cristiana, non merita un trattamento simile. 
Non adesso, non così.

Per cui se Dio mi sta ascoltando pur malvolentieri, desse un'occhiata a lei. La preservasse. Ha ancora tanto da vedere e da vivere, perché vive per gli altri, e gli altri sono lei stessa.

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