mercoledì 7 ottobre 2020

Il patto col diavolo

La cosa più frustrante delle mie emozioni è credere in un tempo lontano, o improbabile, in cui io e l'altro ci amiamo, anzi, l'altro mi ama senza se e senza ma.
Pericolosissima sensazione perché talmente forte che avvicina il vero all'ideale, ncollandomi addosso una muta che tutto respinge, fuorché l'idea di lui.

Oggi sono scesa a un compromesso che mi farà più male che bene, ma in fondo al mio stomaco ho sentito una vocina ripetermi "meglio provare e fallire che non provare mai".
Cosi mi sono convinta di stare alle sue "condizioni", se così si possono chiamare le briciole di attenzione che è disposto a darmi.
Attenzione, ma non cura, nè altro.
Non mi pensa, non mi considera come io sto facendo con lui e mi sta anche bene.
Pensa al fatto che è confuso e che se deve farmi male allora meglio non vedersi mai.
Mi fa male già adesso, figuriamoci.
Per cui mi sono detta che non voglio perdere un minuto di lui, in senso lato, ovvero godermelo per quel poco che riusciremo a condividere, fosse una serata senza baci o una notte nello stesso letto.
Va contro ogni mia persuasione, lo so bene, ma anche stavolta -come fatto con Roberto- ho voglia di rischiare un po', di vedere che c'è oltre,cose c'è, e soprattutto di vivere una cosa che nonostante sia solo nella mia testa, quantomeno è quotidiana e tattile. Lo posso sentire, lo posso abbracciare.

Non userò mettere in dubbio le sue incertezze per persuaderlo a trovare in me io suo punto fermo.
Se lo conosco un po, non sarò certo io.
Ma succede come con Simone, preferisco avere nella mia vita qualcuno che sia qualità anche se a un costo piuttosto alto, che privarmene completamente.

Questo è il patto che ho accettato, con lui ma ancor di più potentemente con me stessa.
Mi sono detta disposta a stringere i denti e ricevere anche brutte notizie, perché ho voglia di vivere e ho voglia di far vivere lui nella mia vita.
Tanta sete di vita, e voglio che lui ne sia un agente inconsapevole.

Magari domani cambierò idea, ma per adesso mi sta bene cosi, e spero di dover affrontare il più tardi possibile un discorso come quello di oggi, in cui non ha fatto una mossa per darmi speranza ma neanche un passo indietro per non volermi.
So che mentre io penso a lui, lui pensa a un'altra e non posso farci nulla, se non aspettare in silenzio l'evolversi del suo cervello.

Ho firmato mentalmente io mio patto col diavolo, un tentatore in giacca e cravatta dalle parole confuse e dal sorriso e sguardo magnetici, bollenti.

Mi faccio un in bocca al lupo solo per ricordarmi che in ogni caso io vengo prima di tutto, prima di lui e prima del pensiero di noi due insieme. 
Devo riconoscere col tempo che io sono la persona che ha scelto questa sorta di sacrificio ma che non deve dimenticare mai chi è, indipendentemente da come andrà.
Mi faccio coraggio, mi armo di pazienza, un lungo respiro.
Si parte.

Nessun commento:

Posta un commento