sabato 18 gennaio 2020

Non voglio stare a guardare

È una lotta intestina in questi giorni, da domenica scorsa.
Contro lui, contro me e lui, contro l'attaccamento, contro il suo caratteraccio e la sua paraculaggine, contro me che sono troppo buona, contro il suo regalo di compleanno esagerato (e che infatti ho rimpiazzato con qualcosa di più...consono ai suoi atteggiamenti), contro la percezione di essere fregata sotto al naso, contro la gelosia spiccata per il suo prossimo sabato a Firenze "da un'amica".

Io non voglio stare a guardare.
Non voglio trovarmi ad aspettare suoi cenni, messaggi, controprove.
So io e sa lui che non sarà un'amica, che non sara una passeggiata per Firenze per vedere Firenze.
Su, non nascondiamoci dietro un dito.

Anche io mi sono fatta gli affari mieisti giorni, o almeno ci ho provato, perché poi 2 su 2 non sono andati in porto. E per scelta mia.
Perche oltretutto, qui al danno si aggiunge la beffa, non solo la questione Firenze ma ancor più adesso sono nell'ottica di "Si mi guardo attorno, esco....ma mi fa sangue solo lui (e mi conviene tenermelo buono", per cui anche l'incukata che al momento non ho sostituiti. Meglio, forse manco li voglio perché sto diventando monogama.

Monogamente cogliona, perché mica stiamo insieme e soprattutto se io sono fumo lui e sicuramente arrosto.
Se io esco con qualcuno è perché ho curiosità ma poi so che non quaglio.
Lui zitto zitto si fa i cazzi suoi e quaglia e come.
Domani la fiorentina, dopodomani l'americana. E negli intermezzi io. Sempre che poi passi l'esamino di fine "modulo", dopo sabato.

Che magari si accorge che il pendolo tra le gambe gli fa più sangue con un'altra, o meglio, che gli fa meno sangue con me e accanna.
Tanto, entrambi sappiamo di avere i giorni contati.
Speravo in qualche settimana in più, fino all'arrivo della stelleestrisce a marzo, ma sa storia fi Firenze mi è andata sul gargarozzo.
Non voglio stare a guardare, quindi probabilmente domani -blocco auto permettendo- anche io mi metto in fascia verde e chiudo la questione.

Come il campione che si ritira all'apice della carriera, senza voler vedere come va a finire dopo *che di norma va sempre una merda.

Vigliaccaggine?
Forse, ma meglio preservarmi.
Meglio perdere scopate che dignità.

Vorrei in realtà farlo sordinamente, quasi per dispetto.
Scomparire, la tecnica del silenzio (che ho scoperto recentemente tra l'altro essere una sorta di violenza psicologica).
Scomparire, diventare evanescente tale per cui manco spenderci parole.
In fondo, l'occasione è ghiotta e i ruoli me lo permettono.

Mi sono già persuasa che domenica scorsa è stata l'ultima scopata, tra l'altro una delle meglio riuscite, per cui non ho rimorsi.
Come quando ho smesso di fumare canne dopo Amsterdam, dopo aver provato il meglio.
Dal momento che non posso controllare lui, devo fare un ulteriore passo e controllare ciò che posso di me, ovvero preservare amor proprio e in parte anche cuore.
Che non ho bisogno di un'altra sberla alla Daniele, proprio no.

Vorrei fargli un po male nell'animo, ferirlo nella dignità di uomo, di maschio aloha.
A che pro in fondo, su una persona che non mostra incertezze, insicurezze, emotività?
Boh.
E allora niente, forse domani manco ci parlo ma scompaio, lo agevolo ancora, come ho fatto finora.

L'ho scelto di farlo, per cui pochi lamenti. Potevo andarmene.
Però adesso è il momento di non stare a vedere come va a finire.

Perché l'altra sera con Valerio sono stata io Roberto, e ho capito.
Capito tutto.
Capito come ragiona, come agisce verso di me.
Ovvero, verso una persona con cui sa che non scatterà mai niente di più.

Consapevole di questo su cui scioccamente nutrivo ancora dubbi, chissà perché ma dettati anche dalla stupida connessione del "sono più grande di lui, avrà un po di timore e forse si farà plasmare", capisco che è il momento di farmi da parte, di lasciare andare.

A fare la spettatrice lascio qualcun'altra, ancora convinta che lui sarà suo. Buon per lei.
Io mi rendo solo conto che più di un mese e mezzo non reggo la pressione di una pseudorelazione.
Poi intervengono paranoie, sindromi da crocerossina legate a doppio nodo da senso di inferiorità, controllo a manetta.

Questa sono io, estremamente acerba a vedermi così.
Tanto attaccata quando l'altro è distante, quanto fredda quando l'altro prova ad avvicinarsi.

Forse domani manco lo vedo, va.
Approfitto del blocco per nascondermi in fascia verde, sempre più vigliacca, sempre più timorosa.
Ho un regalo stupido da dargli però, e ringrazierò sempre psyco per avermi inoculato il pensiero che quello che gli avevo inizialmente regalato era davvero troppo.
Troppo ingaggiante, ma soprattutto troppo per lui e per la sua freddezza.

Voglio chiudere, ho paura di chiudere.
Ma entro il 25 qualcosa deve necessariamente cambiare, perché non voglio stare a guardare.

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