Il brutto della stragrande maggioranza delle generazioni femminili cresciuta a pane e favole, è che maturi false credenze.
L' uomo della vita, a cavallo, vestito d'azzurro; la storia perfetta, l'essere amata incondizionatamente e gratuitamente, ricambiata e senza problemi attinenti al quotidiano; il matrimonio gioioso, l'abito bianco, la musica di sottofondo a un ballo a due, gli invitati tutti contenti; i figli, subito, belli come il sole, maschio e femmina per avere l'assortimento; la vita felice a due.
A due.
Questo è il problema.
Che tutte le favole prendono le protagoniste come idiote, che non possono basarsi da sole e quindi hanno per forza necessità di avere l'altro.
Così anche noi cresciamo con l'idea di non essere abbastanza, di avere un pezzo mancante, e se questo pezzo non lo trovi rimani una bambola rotta, o la sorellastra acida della principessa.
Perché ai maschietti non si fa tutta questa enfasi sulle favole?
Semplice, perché sono loro i salvatori, loro a scegliere, loro i vincenti.
Quindi non c'è da mostrare gran che.
Noi povere sfigate invece dobbiamo sfacchinare e passare mille difficoltà per cosa? Per essere scelte da lui.
Per essere scelte.
Non per scegliere, ma per essere scelte.
Queste sono le cattive convinzioni con cui ci hanno fatto crescere e che ci hanno fatto credere reali.
Che fregatura!
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