I miei momenti di inquietudine sono abbastanza ordinari, e mi sono abituata ad averne.
Ciò a cui non mi abituo ancora sono quelli degli altri; non in senso stretto, quelli delle persone che non fanno altro che parlare di sé stessi.
Non giochiamo certo a vantarsi di chi ne ha di più di momenti inquieti, e in questo senso per fortuna perderei, ma trovo antipatico concedere troppo spazio all'ascolto di una persona che non intenzionalmente, per carità, ma calamita ogni attenzione solo su sé stessa.
E non si rende conto che ci deve essere un limite, specie tra amici, un limite che a mio parere coincide col rispetto della disponibilità dell'altro a star dietro alle, ormai, solite note storie.
Stasera il mio livello di intolleranza mi ha suonato il campanello.
Fortunatamente sono andata via, ma con molto amaro in bocca.
Si sceglie una sera a settimana per stare insieme e concedersi dello svago, si sta finendo troppo spesso che quella sera è sfogo di una persona e noia per me.
Credo nel volere dare qualità ai miei momenti con le persone care, e a me stessa nello stare bene in loro compagnia.
E' una regola che voglio darmi, una in più e magari futile, ma i MIEI momenti di svago devono essere piacevoli.
Punto.
Inizio ad esserne gelosa, e credo proprio sia buon segno.
Nessun commento:
Posta un commento