lunedì 13 luglio 2020

È solo questione di abitudine

Solo questione di abitudine.
La relazioni, di qualunque tipo, nel momento in cui si stancano, si sfasciano, si allentano, si diradano, comportano necessariamente un cambio d'abitudini.
Noi, che normalmente viaggiamo su forme comode e compatte di routine e sicurezze, tentiamo di rifuggire i cambiamenti.
A volte non vogliamo vederli, altre li giustifichiamo con scuse che non stanno in piedi pur di non chiamarli col loro nome.
Ma inevitabilmente, un giorno dopo l'altro che quell'abitudine ci lascia, dobbiamo farci i conti.
Dargli quel nome, focalizzare l'assenza, i passi che si allontanano, i vuoti di tempo, spazio, energie, pensieri, condivisione.

Quando accettiamo che quell'abitudine è cambiata, è la sconfitta a prenderci per mano.
È quella la sensazione più scomoda, specie se quell'abitudine è stata tolta, sottratta controvoglia, subìta.

Quindi a volte è più faticoso togliersi di dosso l'abitudine di quella presenza, di quell'interazione che la persona che li identifica.
Perché spesso è l'abitudine a tenerci saldi i piedi in terra, oltre alla persona con cui la condiviamo.
Quasi che valga più l'azione e il suo effetto, che chi la produce.

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