sabato 17 dicembre 2016

No vabbè

No vabbè, io non gliela posso fa.
Ho sempre avuto negli ultimi anni un rigetto particolare nei confronti del Natale. L'anno scorso mi è presa bene perché era nato mio nipote e quindi tutto era più dolce.
Mio nipote c'è ancora, beninteso.

Ciò che non ho mai amato di tutte le festività e in particolare del Natale, è che sono quelle situazioni in cui dovendo sentirti vicino a famiglia, amici, conoscenti vari..io mi sento invece più sola.

Perché è l'ennesimo Natale senza LA persona, senza quel regalo ben pensato.

Ma ciò che onestamente detesto di più,  nel mio viaggio di avvicinamento al Grinch durante i giorni più prossimi alla festività,  è sentirmi raccontare le belle storie che accadono alle mie amiche.

Mi pare che fu così anche anno scorso.
Sono allergica a quelle storie, non ne voglio sentir parlare e non riesco ad esserne empatica.
Mi dispiace, sarà una forma di invidia probabilmente.
Ma ho parecchi cazzi miei e per un po' vorrei due cose, in alternativa l'una all'altra: non sentire queste storie ammorbanti, o per una volta essere ascoltata io nel mio momento di stress, ipocondria e malessere.

Ecco, soprattutto la seconda cosa.

Vorrei che il tutto si svolgesse senza farmi rodere un culo fin troppo agitato di suo in questo periodo; tale per cui una parola in più, piuttosto che una richiesta, o un'attenzione di meno, potrebbero farmi rischiare di mandare all'aria anche le ultime amicizie.

Sono diventata un'ascoltatrice ultimamente.
Beh, ora è tempo di essere ascoltata.
Nulla che sia successo di grave, ma anche nei miei deliri contro organi cosa che si muova non secondo mia volontà mi piacerebbe avere 2 orecchie attente a disposizione.
Non è un atteggiamento maturo?

STICAZZI.

Per un po' voglio essere così, magari tra qualche giorno mi passa.
Magari mi passa subito, se qualcuno mi da corda.

Mi sono stancata di non essere ascoltata.
Ho preteso troppa poca attenzione perché, e ne sono convinta, i miei problemi vanno smazzati dallo psicoterapeuta.

Ma i miei deliri quotidiani, a volte, vanno assorbiti da qualcun altro, da qualcuno che non sia solo io.
Se questo sforzo non può essere fatto, allora, mi dispiave: non farò un altro sforzo neanche io.

Tutti bravissimi a parole, splendidi.

A fatti? Tutti egocentrati.

Ecco, la mia saggezza e pazienza sono arrivate alla frutta, per cui o si fa come dico io per un po, o ciccia.

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