martedì 12 agosto 2014

L'estate inaffrontabile

Non affronto tutte le foto di vacanze che vedo da troppe settimane su feisbuk, tutti in vacanza, eternamente in vacanza.
Facendo il totale dei giorni di vacanze (diacronicamente parlando) per il numero di amici che postano, è come vedere una lunghissima intera vacanza spettacolare.
Mentre io qua, a lavorare. Poca voglia, molto rodimento di culo.

Non affronto la rabbia di alcuni momenti, ceca sorda e zoppa.
Barcolla da ubriaca e si appoggia su tutto, incredula su come riesca ad aderire bene alle pareti o ai profili in cui si imbatte.

Non affronto le bugie, le giustificazioni, i "favori" fatti solo per non sentirmi sbuffare.

Non affronto, e giuro che provo ad affrontarlo ma a volte non ci riesco, il disordine in casa, il bagno sottosopra, la donna che pulisce a metà, la niccia che spunta fuori dagli angoli più remoti e mi fa starnutire i polmoni.

Non affronto l'incuria.

Non affronto che siamo al 12 agosto e ancora con ritmi da inizio giugno.
Cazzo, veramente non esiste più l'estate, in ogni senso.

Non affronto il senso di colpa eterno.
"Avrò fatto il possibile?"
"Devo dimagrire."
"Sarò giusta con tutti?"
"Sono acida"
"Sarò adeguata alle situazioni e alle persone?"
"Mi sento spesso un  pesce fuor d'acqua"
"Attacco per difendermi?"
"Ho bisogno d'aria ma non posso abbandonare i miei"

Quanto affronto a fatica dovermi arrendere alla personale spending review.
Una cena fuori? ehm, ci penso.
Un sushi magari..? Ehm, troppo impegnativo.
Un weekend corto? Troppo sproporzionato il rapporto durata-prezzo.
Un weekend lungo? Ne ho fatti troppi...
Una vacanza? Datte foco.





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