lunedì 22 agosto 2016

Zona di comfort?

Credo sia l'ora di mollare.
Mollare l'interazione con lui, che pur essendo un buon punto fermo, non mi dà nulla.
Non può essere del tutto mio e neanche lo voglio.
Ora è distante migliaia di km per la sua vacanza in famiglia, e sono 9 giorni che non sento la sua voce. ..eppure non mi manca come vorrei.

È ora di finirla, è ora anche di darmi una svegliata e pensare che la vita "rassicurante" -come dice psyco- che mi sono costruita forse necessita di qualche scossone.

Lui c'è da 6 mesi, ma non c'è mai in realtà.
Siamo amici di telefono e WhatsApp, abbiamo sempre poco tempo per stare insieme nelle rare volte in cui riusciamo a starci.
E diciamo la verità, non è che siano andate gran che, e di questo me ne assumo la mia percentuale di responsabilità.

Quindi?
Se non riusciamo neanche a star bene intimamente insieme, che senso ha il tutto?
Il niente in realtà....ci teniamo compagnia nelle nostre solitudini. La mia più accentuata, la sua probabilmente indotta da una routine che per quanto varia ha dei down di motivazione.

Compagni di solitudine, ecco quanto.

E questo in certo senso è rassicurante, è omogeneo, è familiare.

Io ora ho bisogno di uscire da questa omogeneità.
La scossa di metà luglio mi ha messo tante paure in più ma anche grilli per la testa.

Voglio mettermi in discussione, voglio annusare il non comfort.
È giusto così, e per quanto mi dispiaccia pensare alle mie giornate senza di lui, mi stimola pensare a cosa mi inventerò per scacciare la solitudine, o semplicemente viverla ed accettarla.
Per una buona volta.

Settembre, come spesso accaduto, è mese di cambiamenti e nostalgia.
Dicono che bisogna essere resilienti, cercherò di imparare a farlo.

Nessun commento:

Posta un commento