venerdì 8 aprile 2016

I conti senza l'oste

Temo che madre non ci diventerò.

Ho cercato per molti anni di nascondermi alcune evidenze che il destino (o Dio, chissà) ha voluto mettermi sotto al naso, e forse è arrivata l'ora di arrendersi.

Prima l'endometriosi, poi la vulvodinia,  ora entrambe e con conseguenze che -anche senza aver fatto ancora il controllo delle tube- mi parlano di sterilità...

Il non avere un uomo con cui farlo quasi passa in secondo piano.
Giorni fa mi sono detta che se volessi calcolare da oggi, un punto zero, a quando avrei un bambino, più o meno il delta sono 5 anni. Tempo che conosca una persona,  la frequenti, ci viva insieme, mi ci sposi e la abitui a pensare a un figlio insieme, per poi provarci.

Mi sono detta che a 38, forse, li avrei.
Mi sono detta di avere pazienza e contare 5 anni.

Poi però riguardo quella risonanza magnetica e mi prende l'angoscia.
Ho bisogno di tante risposte, negli ultimi 2 mesi ho tralasciato l'argomento ma ora è tempo di capire.

Entro questo anno devo capire che piega deve prendere la mia vita.

Se cioè avere una speranza o se deviare aspettative e sogni da quello che per me è sempre stato una certezza.
E lo è stato in maniera inconscia e un po' stupida, ingenua.
Ho fatto i conti senza l'oste, senza tenere in considerazione tutte le variabili,  e anzi scacciando il più possibile, e mettendo a modulo, quelle negative.

Temo che non riuscirò a realizzare un sogno, ora sì che inizio a temerlo davvero.

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