martedì 22 settembre 2015

Stai sereno

Non penso di aver fatto male, anzi.
Oltre che di minestra riscaldata si tratta di un distacco che si è già consumato troppe volte, ognuna poi pentita, ognuna poi riproposta.

Era ora di sfancularlo. Io.
Se è vero che chi nasce tondo non muore quadro, la pantomima della finta amica sarebbe durata vita natural durante, con mie ovvie palle così e soprattutto col rischio che si sarebbe ricreata la scena dell'anno scorso. E la mia inconsolable perdita di dignità.

No.
E basta.

Ha piagnucolato con me per settimane di come stesse dopo la fine dell'ultima storia. Ha fatto il cane bastonato per quella e altre ragioni, e io li a curar ferite, aspettando che i vari cambiamenti d'umore giornalieri e settimanali si assestassero, e a dire il vero covando un po' di speranza che stavolta "magari si accorge che io esisto per lui".

Invece col cazzo proprio.
Gli serviva la compagna di merende, virtuali per di più,  con cui spendere tempo su whatsapp e cazzeggiare senza mai chiedere manco come stessi. Era lui di nuovo il centro di noi 2, ma l'ho lasciato fare.

Poi, candido, se ne esce con una battuta che fa capire che da 10 giorni si vede con una, e ci va a fare gite enogastronomiche che aveva promesso di fare con me.

Allora sai che ti dico?
Si prendesse lei cura dei tuoi stati d'animo, di tutti gli stranimenti per il gatto, tua madre, il padre del tuo amico.
Ma se li deve sorbire più di come ho fatto io, perché io non avevo neanche il dovere di farlo e inoltre, indietro, mi è tornata solo superficialità.

Stai bene come stai.
Stavolta è definitiva. Non avevo bisogno di un amico, ma ho fatto la parte.
Mo basta.
Sei tondo, non riesci proprio ad arrivarci, non è nelle tue corde.
Ma non mi farò umiliare ancora, ti prevengo perché ho imparato anche a fare a meno di te, con il tempo.

Statt buon!

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