E' vero, devo dare ragione a chi crede ancora che esistano momenti belli, al limite del perfetto, al limite del sogno, che permettono di guardare ancora avanti e avere nel presente una sensazione di calma, di serenità, di fugacissima felicità.
Ne sono stata vittima in questo weekend.
Se non avessi deciso di andare alle terme, se non avessi chiesto quella sigaretta a quelle due "ragazze" -mi piace chiamarle così, perché lo spirito c'è ancora-, se non avessimo deciso di avvicinarci ad ascoltare quelle strane canzoni di una band inascoltata, ma dense di sarcasmo che chiama sempre un po' di tristezza in fondo, se non ci fosse stata "Elena"....
Non avrei provato quella sensazione sempre fresca ma lontana nel tempo, quella che sì...batte il cuore, palpita l'animo, freme la notte.
Quella di sentire crescere un interesse al di là del sesso, di non capire ma sperare in un ricambio nonostante i percorsi di vita siano lontani anni-luce, la poesia di un momento, fatta di sguardi complici e sorrisi, e poche parole ma dosate sapientemente....una banda di persone sconosciute, un' alchimia che molti chiamano affinità elettiva, e noi.
Mi strappa un sorriso, anche se con piedi ben inchiodati so bene che al di là di un momento niente può esserci.
Ma la delicatezza, la sorpresa nello scoprirci, quelle mani che hanno intrecciato il mio viso, le mie dita in un avvolgente abbraccio...fa bene averle ancora con me nei pensieri.
Viene da fare un figlio con uno così.
Mi fa ricordare D., dieci anni fa, che mi fece palpitare con la stessa leggiadria, senza però che accadde mai nulla.
Sono questi uomini di un tempo forse, poeti, intagliatori di sentimenti umani e allo stesso tempo rivali del proprio ego.
Fuori buffoni, dentro turbati e severi.
Questo mi ha lasciato l'omonimo di qualcuno, nato nel suo stesso giorno a un anno di differenza, che se lo andavo a cercare non ci avrei mai preso.
Forse ho solo avuto bisogno, dopo molte lotte e prese di posizioni estreme dei giorni scorsi, di camminare alto, più alto dei conflitti e delle indecisioni, delle parole pesanti e di quelle che non ho voluto pronunciare.
Avevo solo bisogno di respirare una calma nuova, per una volta non dettata dall'ansia di avere con me i miei baluardi, ma data alla luce da ciò che di me stessa ho provato a rimettere in campo.
Per qualche giorno, certo, ma sembra sia stato lo sfogo di mesi.
Nessun commento:
Posta un commento