venerdì 29 maggio 2015

No hope, no future

Punk.
Ecco la mia definizione.
No hope, no future era la loro filosofia. Punk 77 intendo.
In questi giorni di riflessioni e sguardi persi nel vuoto, mi sono persa anch'io e non sono in grado di trovare la speranza.

Per cui vado avanti senza, ma stride il movimento di "andare" con quello di non credere più.

Io non credo più,  a me stessa, all'amore, all'opportunita' di mettere al mondo un figlio.

Nessuno sa, nessuno neanche immagina quanto scuro sia adesso il mio cuore.
Chi assiste a ciò che dico rimane spiazzato, si arrampica su specchi di ipocrisia per non far saltare la "copertura".

Ma da un pezzo che per ne è saltata e ne è uscito un casino.
Da un pezzo che non sono più la stessa e mai più tornerò come prima.
Non ricordo quasi più com'ero io prima di tuffarmi di testa nella depressione.

La vedo una componente così saldata a me da sempre, che pensarmi senza mi sembra non plausibile.

Non si avvera ne si avverera' mai il mio sogno.
Quel pezzo di puzzle che non solo mi completa ma che da senso alla figura.
Il dettaglio fondamentale.

Non arriva, sono proprio stanca di pensare che tutto si aggiustera'.
Non arriva, questa è la verità è me la divo una cazzo di volta per tutte.

Elena, smettila di sperare. Non c'è niente da sperare, c'è solo da farsi il mazzo pregando che non accada qualcosa di più grave, irreversibile.
Perché so bene che mi metterebbe definitivamente al tappeto, e che a quel punto non ha senso alcun futuro.

Ha già poco senso così.


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